La riscossione dello zainetto non è una transazione e non preclude altre richieste


Print Friendly, PDF & Email

Cosa succede se il pensionato riscuote lo zainetto, ma ha diritto ancora ad altre spettanze ?
Ha chiuso tutto in modo tombale, o può ancora rivendicare gli altri suoi diritti ?
Può ancora farlo, come stabilito dal Trib. Torino (sentenza n. 625 del 2020), ottenuta dal nostro Studio.

Questo è il problema: sempre più spesso i pensionati, soprattutto nelle Banche, aderiscono all’offerta di “zainetto” e decidono di riscuotere la loro pensione mensile in una sola volta (una tantum) in forma di capitale, rinunziando alla futura pensione mensile.
Questa scelta, nel linguaggio politico – sindacale, è ormai nota come “zainetto” ed il nostro Studio se ne occupa abitualmente per le complesse implicazioni che ne derivano, sia sui criteri di calcolo che sulla sua tassazione.
Sulle varie questioni che sorgono si possono vedere i nostri seguenti articoli:
– Che cosa è lo zainetto pensionistico ?
– Come si calcola in generale l’importo dello zainetto ?
– Come si calcola la tassazione dello zainetto ?

Oltre a questo, si pone spesso un altro problema, quello della eventuale rinunzia o transazione sulle altre spettanze.
Le Banche infatti ritengono che riscuotendo lo zainetto il pensionato abbia automaticamente rinunziato in modo  “tombale” ad ogni pretesa verso il Fondo, e non potrebbe più rivendicare nulla, neppure se avesse ragione su qualche altro diritto.
Per esempio, secondo le Banche, il pensionato non potrebbe sollevare obiezioni sul criterio di calcolo e neppure sulla sua tassazione.
In pratica è come sostenere che un lavoratore, una volta riscosso il TFR, non potrebbe più rivendicare alcun diritto poichè avrebbe automaticamente approvato il calcolo del TFR ed anzi l’intero operato della Banca nei tanti anni di lavoro intercorsi.
In realtà la Cassazione ha ripetutamente chiarito che non è affatto così, neppure nell’ipotesi che il lavoratore abbia sottoscritto una rinunzia o transazione.
Si vedano in proposito i nostri articoli:
– Le rinunzie e le transazioni del lavoratore sono valide?
– E’ nulla la rinunzia preventiva al TFR non ancora pagato

Con la riscossione dello zainetto il pensionato non ha affatto accettato il suo conteggio, e neppure ha rinunziato ad altri suoi diritti.

La sentenza del Tribunale di Torino n. 625 del 2020

Queste considerazioni sono state condivise in modo chiaro dal Tribunale di Torino, che ha ribadito questo importante principio nella recente sentenza Trib. Torino  n. 625 del 2020, ottenuta dal nostro Studio.

Il caso concreto

Un pensionato rivendicava un suo diritto al ricalcolo della pensione mensile, e avviava una causa.
Successivamente al pensionato perveniva l’offerta di capitalizzare la sua pensione tramite lo zainetto, ed egli accettava.
Il Fondo allora sostenne che il pensionato, accettando lo zainetto, aveva rinuziato alla sua causa per il ricalcolo della pensione.
La difesa del pensionato (il nostro Studio) eccepiva che il pensionato aveva solo convertito la sua pensione mensile in un capitale una tantum, ma senza alcuna rinunzia al ricalcolo delle mensilità percepite negli anni passati.

La motivazione della sentenza

Il Tribunale di Torino ha dato ragione al pensionato, in base alle seguenti considerazioni.

“deve essere respinta l’eccezione di improcedibilità del ricorso per la sopravvenuta risoluzione del rappor-to previdenziale (determinata dalla capitalizzazione della prestazione integrativa);

  • […] il ricorrente accettava l’offerta di capitalizzazione formulata [….], e chiedeva “la percezione del capitale “una tantum” […] e quindi con superamento di ogni rapporto previdenziale complementare con codesta Cassa, scioglimento di ogni obbligo di prestazione da parte della stessa Cassa e/o […] di ogni eventuale coobbligato, nonché di definitivo superamento di ogni garanzia e fideiussione ad esso collegate”.
  • In memoria di costituzione parte convenuta sosteneva che la capitalizzazione costituiva “una modalità alternativa di adempimento della prestazione pensionistica – erogata in unica soluzione in somma capitale – il cui adempimento estingue l’originaria obbligazione (versamento mensile della pensione integrativa) ex art. 1197 c.c.”; il ricorrente aveva manifestato la volontà di sostituire l’originaria prestazione pensionistica mensile con un importo di denaro in unica soluzione, per cui, in seguito al pagamento della somma capitale una tantum […], l’obbligazione originaria si era estinta ai sensi dell’art. 1230 c.c., con conseguente infondatezza di ogni pretesa concernente l’obbligazione originaria esercitata successivamente alla novazione oggettiva;
  • l’art. 1230 cc prevede che “L’obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione origina-ria una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso. La volontà di estinguere l’obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco.”. La giurisprudenza di legittimità afferma che “Nei rapporti contrattuali di durata la novazione oggettiva impedisce che il rapporto giuridico sostituito continui a produrre le obbligazioni che da esso sarebbero altrimenti normalmente derivate, ma non estingue le obbligazioni già venute in essere al momento dell’accordo novativo stesso, fatta salva la presenza di un accordo transattivo che di-sponga diversamente”, sent. n. 11366 del 22/05/2014;
  • che “Se è vero che la novazione oggettiva estingue il rapporto pregresso e ne instaura uno nuovo, che al precedente si sostituisce, sicché quest’ultimo non può generare le ulteriori obbligazioni che dallo stesso naturalmente sarebbero scaturite, in particolare quando si tratti di rapporto di durata qual è il rapporto di lavoro; non è men vero, però, che le obbligazioni già venute in essere al momento della novazione non restano affatto estinte per il sopraggiungere del puro e semplice accordo novativo;[…]”, sent. n. 16559 del 05/08/2005;
  • nelle note autorizzate parte convenuta sosteneva la natura transattiva dell’accordo di capitalizzazione, e ribadiva l’eccezione di rinuncia da parte del ricorrente ad ogni pretesa concernente il rapporto di previdenza complementare.
  • Deve escludersi che il ricorrente abbia consapevolmente rinunciato a diritti determinati o determinabili, in quanto l’offerta di capitalizzazione non esplicitava in modo non equivoco (come richiesto dall’art. 1230 co. 2 cc), che la sua accettazione avrebbe prodotto effetti anche per il periodo anteriore al 1° gennaio 2018. Al contrario, la rinuncia ad ogni pretesa concernente il rapporto previdenziale e la liberazione delle convenute da ogni relativo obbligo riguardava espressamente soltanto il futuro.
  • Neppure sembra sussistente la fattispecie della transazione. L’offerta della Cassa, formulata nei confronti della generalità degli iscritti in possesso dei requisiti stabiliti dalle parti collettive, rientrava fra gli strumenti adottati per la razionalizzazione delle diverse forme di previdenza complementare coesistenti all’interno del gruppo […], in quanto la capitalizzazione avrebbe ridotto la platea degli aventi diritto al trattamento pensionistico.

Conclusioni

Quindi il pensionato che ha “zainettato” non ha rinunziato a nulla, e questo sotto due profili:

  • per le mensilità passate, se vi sono delle differenze (ad esempio sulla perequazione automatica, oppure sulla retribuzione pensionabile)
  • per il calcolo dello stesso zainetto, se vi sono delle differenze che la legge consente ancora di azionare legalmente (su questo si veda l’apposito articolo “Come si calcola in generale l’importo dello zainetto?“).

Ma è possibile in alcuni casi arrivare ad una chiara rinunzia o transazione con la Banca o con il Fondo ?
Si, ma solo se questa è stipulata in modo chiaro ed esplicito, con la piena consapevolezza dell’interessato sugli specifici diritti a cui rinunzia.

La transazione

Occorre che il Fondo versi al pensionato una somma aggiuntiva rispetto al semplice calcolo dello zainetto, e che questa somma sia esplicitamente destinata a chiudere un contenzioso (in atto o potenziale), mentre non è possibile sostenere che la transazione “tombale” sia un effetto automatico della riscossione dello zainetto, anche nei casi in cui nulla è stato pattuito.

La mera rinunzia

Oltre a questa ipotesi, è anche possibile che il pensionato rinunzi al ricalcolo dello zainetto o ad altro (anche senza percepire nessuna somma aggiuntiva), ma deve ricevere un conteggio analitico e deve avere una chiara consapevolezza degli specifici diritti individuali a cui sta rinunziando. Inoltre questa rinunzia deve avvenire – in base all’art. 2113 cod. civ. – in sede sindacale, con una assistenza (effettiva e non formale) dei rappresentanti sindacali.
Su questo si veda il nostro apposito articolo “Le rinunzie e le transazioni del lavoratore sono valide?