Il TFR e il Fondo di Garanzia dell’INPS


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Che cos’è il fondo di garanzia per il TFR?

Cosa succede se al termine del rapporto di lavoro, il lavoratore non riesce ad ottenere il pagamento del TFR dal proprio datore di lavoro, per esempio perché è fallito o nullatenente?

In questi casi il lavoratorepuò chiedere l’intervento dell’INPS, mentre un tempo perdeva tutto.

Infatti nel 1982 è stato istituito presso l’INPS il c.d. Fondo di garanzia per il Trattamento di Fine Rapporto, che ha lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro che risulti insolvente e provvedere al pagamento del TFR (e anche in parte degli ultimi stipendi) a favore del lavoratore.

L’istituzione di questo strumento di tutela si deve in realtà al diritto europeo, e in particolare alla Direttiva 80/987/CEE del Consiglio dell’Unione europea che ne ha raccomandato l’adozione da parte degli Stati dell’Unione. L’Italia ha adempiuto a questo obbligo giuridico con la legge 297/82, che ha istituito il Fondo specificamente per il TFR.

Nel 1991, con la storica sentenza Francovich la Corte di Giustizia Europea ha poi sanzionato l’Italia perché non aveva previsto una simile forma di tutela anche per gli altri crediti relativi alla retribuzione, ma solo per il TFR. In seguito a tale pronuncia, lo Stato italiano ha provveduto ad estendere la tutela del Fondo di garanzia anche ai crediti di lavoro diversi dal TFR con il d.lgs. 80/92.

In virtù di questa normativa, il lavoratore può ottenere il risarcimento integrale del TFR (nonché, parzialmente, di altri crediti di lavoro) in tutti i casi in cui:

  • sia cessato il rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa che ha portato alla sua cessazione (dimissioni, licenziamento o scadenza del termine in caso di contratto a tempo determinato);
  • il datore di lavoro risulti essere insolvente.

Vediamo nei dettagli quando e con che modalità il lavoratore può accedere a questa tutela.

Chi ha diritto al Fondo di garanzia?

L’intervento del Fondo di garanzia può essere richiesto da tutti i lavoratori dipendenti (compresi apprendisti, soci delle cooperative di lavoro e dirigenti di aziende industriali) dei datori di lavoro che sono tenuti al versamento dell’apposito contributo che alimenta la Gestione Prestazioni Temporanee ai Lavoratori Dipendenti (Circolare Inps n. 74/2008, p. 2.1).

Sono esclusi dall’intervento del Fondo i giornalisti, i quali trovano autonoma tutela presso l’INPGI.

In caso di decesso del lavoratore, la domanda al Fondo può essere presentata dagli eredi, secondo le modalità previste dall’art. 2122 c.c.

Quali sono i crediti che il lavoratore può richiedere al Fondo di garanzia?

Il Fondo nasce in origine per garantire il recupero integrale del TFR da parte del lavoratore, come è previsto dall’art. 2 della L. 297/1982.

Il d.lgs. 80/92 ha poi esteso questa tutela anche a crediti di lavoro diversi dal TFR, (quali ad esempio la retribuzione mensile, le mensilità di malattia o maternità, la tredicesima), ma con alcune limitazioni (art. 1 d.lgs. 80/92):

  • sono garantiti dal Fondo solo i crediti inerenti agli ultimi 3 mesi di rapporto di lavoro, che peraltro devono rientrare nei 12 mesi che precedono l’attivazione del lavoratore per il recupero verso il datore di lavoro del proprio credito (art. 2, co. 1 d.lgs. 80/92);
  • Rimangono comunque esclusi le indennità di mancato preavviso, gli importi relativi a ferie non godute e le indennità di malattia a carico dell’INPS che il datore di lavoro avrebbe dovuto anticipare
  • In ogni caso, il Fondo risarcisce entro un massimale pari a tre volte la misura massima della cassaintegrazione mensile al netto delle trattenute (art. 2, Co. 2 d.lgs. 80/92).
Approfondimento

Il Fondo deve inoltre corrispondere gli oneri accessori sul TFR dalla data di cessazione del rapporto di lavoro sino alla data di effettivo soddisfo (Circolare INPS n. 74/2008, p. 3.6).

N.B. Le somme erogate dal Fondo a titolo di TFR e oneri accessori sono sempre assoggettate a ritenuta, pertanto il lavoratore deve assicurarsi che il calcolo del suo credito (sia nelle procedure concorsuali, che nelle esecuzioni individuali) sia effettuato al lordo delle ritenute fiscali.

L’art. 2, Co. 4 del d.lgs. 80/92 prevede inoltre la non cumulabilità dei crediti di lavoro diversi dal TFR con la cassa integrazione goduta negli ultimi 12 mesi e con l’indennità di mobilità riconosciuta nei 3 mesi successivi alla risoluzione del rapporto di lavoro; tuttavia, in seguito a diverse sentenze della Corte di Giustizia Europea, l’INPS ha comunicato che la disposizione si deve intendere superata, per cui la prestazione da parte del Fondo va erogata anche in presenza di trattamento C.I.G.S. e/o di trattamento di mobilità ex l. 223/91 (Circolare INPS n. 74/2008, p. 4.1.3).

Cosa vuol dire “datore di lavoro insolvente”?

Il Fondo interviene a tutelare il lavoratore solo quando il datore di lavoro risulta essere insolvente, nel senso che deve essere stato accertato che il suo patrimonio sia insufficiente a rimborsare il lavoratore di quanto gli spetta.

Questo significa che prima di rivolgersi al Fondo, il lavoratore deve aver tentato di esperire uno dei rimedi giudiziari previsti dalla legge per il recupero del proprio credito e solo in caso di esito negativo egli potrà fare domanda al Fondo.

A seconda dei casi, quindi, sono previsti dei requisiti di accesso alla tutela per il TFR:

  • Se il datore di lavoro è soggetto a fallimento, il lavoratore deve provare di aver esperito senza successo una delle procedure concorsuali previste dall’ordinamento (artt. 2-4 L. 297/82), vale a dire:
    • il fallimento;
    • il concordato preventivo;
    • la liquidazione coatta amministrativa;
    • l’amministrazione straordinaria;
    • l’amministrazione controllata.
  • Se il datore di lavoro non è soggetto a fallimento, il lavoratore deve provare di aver intentato una procedura di esecuzione forzata individuale e che al termine della stessa il patrimonio del datore si sia rivelato in tutto o in parte insufficiente a coprire il credito del lavoratore (art. 2, co. 5 l. 297/82).
    Sono datori di lavoro non soggetti a fallimento:
    • l’imprenditore agricolo
    • il lavoratore autonomo o libero professionista
    • il piccolo imprenditore
    • l’ente non commerciale (es. onlus)
Oneri del lavoratore in caso di cancellazione dell’impresa datrice di lavoro dal Registro delle imprese

Con il Messaggio n. 3854/2019, l’INPS ha inoltre stabilito che non possono essere accolte le domande di intervento del Fondo che siano fondate su decreti ingiuntivi il cui ricorso sia stato notificato dopo la cancellazione della società datrice di lavoro dal Registro delle imprese. In questi casi, infatti, l’Istituto deve accertarsi che il decreto ingiuntivo sia stato legittimamente notificato ai soci, in quanto veri legittimati passivi in virtù della successione nelle obbligazioni sociali a seguito dell’estinzione della società.

In particolare, nel caso di cancellazione di una società di persone dal Registro delle imprese, l’accesso al Fondo per il lavoratore è subordinato al preventivo tentativo di esecuzione forzata nei confronti:

  • di tutti i soci, in caso di società in nome collettivo
  • dei soci accomandatari, per le società in accomandita semplice.

Per quanto riguarda invece la cancellazione di società di capitali, il bilancio finale di liquidazione è determinante:

  • se dal bilancio risulta che sono state distribuite somme ai soci o dal verbale di approvazione emerge che uno o più soci o il liquidatore stesso si fanno carico dei debiti, il lavoratore è tenuto alla preventiva escussione di tali soggetti;
  • se il bilancio evidenzia chiaramente l’insufficienza delle garanzie patrimoniali, il lavoratore può rivolgersi direttamente al Fondo anche in mancanza del tentativo di esecuzione forzata (ciò, in ottemperanza all’orientamento di Cass. 9108/07)

Come si presenta la domanda al Fondo di garanzia TFR?

Dal 2012, le domande al Fondo di garanzia possono essere presentate all’INPS in via telematica attraverso il servizio dedicato, che le indirizza direttamente alla struttura territoriale competente in base alla residenza dichiarata dal lavoratore.

Alla domanda è necessario allegare una serie di documenti, volti essenzialmente a comprovare gli avvenuti tentativi da parte del lavoratore di ottenere il pagamento da parte del proprio datore e a quantificare in maniera analitica i crediti di cui si richiede il rimborso. La documentazione differisce a seconda della particolare posizione del richiedente, ed è consultabile qui sotto.

La domanda, completa della necessaria documentazione, va presentata:

  • Non prima dei termini previsti all’art. 2, comma 2, della L. 297/82, vale a dire:
    • fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione controllata: dal 15° giorno successivo al deposito dello stato passivo reso esecutivo oppure, se ci sono state impugnazioni o opposizioni, dal giorno successivo alla pubblicazione della relativa sentenza, oppure ancora dal giorno successivo al decreto di ammissione tardiva al passivo o alla sentenza che decide su tale contestazione;
    • esecuzione individuale: dal giorno successivo alla data del verbale di pignoramento negativo, ovvero, in caso di pignoramento in tutto o in parte positivo, dal giorno successivo alla data del provvedimento di assegnazione del ricavato dell’esecuzione
  • Non oltre il termine di prescrizione del diritto, che è diverso a seconda che si tratti di:
    • TFR: 5 anni dalla data della risoluzione del rapporto (Circolare Inps n. 74/2008, p. 3), salvo che sia intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato ai sensi dell’art. 2953 c.c.
    • altri crediti di lavoro: 1 anno dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, cioè dalla data in cui è possibile presentare la richiesta di intervento del Fondo (art. 5 d.lgs. 80/92).
Interruzione della prescrizione

Poiché il Fondo è condebitore in solido del datore di lavoro, tutti gli atti con i quali il lavoratore interrompe la prescrizione nei confronti del datore (compresi quelli di instaurazione della procedura concorsuale o di esecuzione forzata) hanno effetti anche nei confronti del Fondo (Circolare INPS n. 74/2008, p. 3.4, che specifica anche gli effetti interruttivi permanenti a seconda del tipo di procedura concorsuale intrapresa).

N.B. Come per tutte le prestazioni previdenziali erogate dall’INPS, anche a questi termini si applica la sospensione di diritto per il periodo dal 23 febbraio al 1° giugno, dovuta all’emergenza COVID-19.

L’Istituto è tenuto a liquidare il TFR a carico del Fondo di garanzia nel termine di 60 giorni dalla data di presentazione della domanda completa di tutta la documentazione (art. 2, comma 7 L. 297/82); tuttavia, la data di erogazione di tutti i bonifici la cui scadenza cadeva sotto emergenza COVID-19 è stata prorogata alla data di cessazione dell’emergenza stessa.

Documentazione da presentare per la domanda di intervento del Fondo

L’INPS ha specificato la documentazione necessaria per fare domanda al Fondo nel Messaggio n. 2084/2016, che è stato poi modificato dai Messaggi n. 3854/2019 e n. 1627/2020.

1. Documentazione per domanda in caso di datore di lavoro assoggettato a fallimento, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria
  1. copia autentica (anche per estratto) dello stato passivo reso esecutivo, salvo che sia trasmesso all’INPS direttamente dalla cancelleria del Tribunale Fallimentare o dal responsabile della procedura concorsuale; nelle more della messa a regime di un sistema organico di trasmissione tra gli uffici, è previsto che:
    1. il lavoratore possa richiedere direttamente tale documento alla cancelleria del Tribunale e allegarlo alla domanda telematica
    2. il legale che ha patrocinato il lavoratore nella procedura concorsuale può attestare la conformità della copia estratta dal fascicolo informatico e allegata alla domanda al Fondo con una dichiarazione apposta sulla copia stessa che faccia riferimento all’art. 16-bis, co. 9-bis d.l. 179/12 conv. con la l. 221/12, e che a titolo esemplificativo può seguire il seguente modello: “Il sottoscritto avv.…………, in qualità di difensore di…………….., ai sensi dell’art. 16 bis, comma 9 bis, del D.L. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221/2012 (come modificato dall’art. 52 del D.L. n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 114/2014), attesta che la presente copia dello stato passivo relativo al fallimento di ……………. N. ………… del Tribunale di…………, è conforme al corrispondente esemplare contenuto nel fascicolo informatico
    3. se il lavoratore omette di allegare l’estratto, l’operatore deve richiederlo alla cancelleria della Sezione Fallimentare del Tribunale competente;
  2. dichiarazione sostitutiva dell’attestazione della Cancelleria che il credito non è stato oggetto di opposizione o di impugnazione ai sensi dell’art. 98 della legge fall. (salvo lettera successiva); trattandosi di dichiarazione sostitutiva è sottoposta ai controlli di veridicità ex art. 71 e 72 d.p.r.445/2000, a meno che il responsabile della procedura non abbia trasmesso all’Istituto la lista delle posizioni per le quali gli è stato notificato il ricorso ex art. 99 L.F.
  3. copia autentica del decreto che ha deciso l’eventuale azione di opposizione o impugnazione riguardante i crediti del lavoratore; con riferimento a tale documento:
    1. il lavoratore può richiedere direttamente tale documento alla cancelleria del Tribunale e allegarlo alla domanda telematica
    2. il legale che ha patrocinato il lavoratore nella procedura concorsuale può attestare la conformità della copia estratta dal fascicolo informatico e allegata alla domanda al Fondo con una dichiarazione apposta sulla copia stessa che faccia riferimento all’art. 16-bis, co. 9-bis d.l. 179/12 conv. con la l. 221/12, e che a titolo esemplificativo può seguire il seguente modello: “Il sottoscritto avv.…………, in qualità di difensore di…………….., ai sensi dell’art. 16 bis, comma 9 bis, del D.L. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221/2012 (come modificato dall’art. 52 del D.L. n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 114/2014), attesta che la presente copia del decreto di cui all’art. 99 L.F. è conforme al corrispondente esemplare contenuto nel fascicolo informatico
    3. se il lavoratore omette di allegare l’estratto, l’operatore deve richiederlo alla cancelleria della Sezione Fallimentare del Tribunale competente;
  4. modello SR52 (per la liquidazione del TFR e dei Crediti di lavoro) e/o Modello SR95 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare) sottoscritti dal responsabile della procedura;
    1. B. in caso di comprovato rifiuto del responsabile di compilare i modelli, le domande non devono essere respinte, ma le informazioni necessarie devono essere richieste direttamente al lavoratore tramite esibizione di idonea documentazione (es. istanza ammissione al passivo), unitamente al modello SR54, al quale va allegata la nota con cui il responsabile si è rifiutato di compilare il modello SR52
  5. copia della domanda di ammissione al passivo completa di documentazione (conteggi, copia dei cedolini paga etc.);
    1. necessaria quando alla domanda di intervento del Fondo non sia stato allegato il modello SR52/SR95 firmato dal curatore fallimentare e dallo stato passivo non sia possibile evincere il dettaglio dei crediti ammessi, oppure i mesi ai quali si riferiscono le retribuzioni ammesse (crediti di lavoro), l’eventuale quota del TFR di competenza del Fondo di tesoreria, o l’importo del credito relativo ai contributi omessi alla previdenza complementare
    2. sempre necessaria nel caso in cui, con l’accertamento del credito, sia stato richiesto anche l’accertamento dell’esistenza o della natura subordinata del rapporto di lavoro in essere con il datore di lavoro fallito.
  6. modello SR98 sottoscritto dal legale rappresentante del Fondo di previdenza complementare (quando è stato richiesto l’intervento del Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare), integralmente compilato con in particolare la dichiarazione relativa all’eventuale riscatto della posizione esercitato dal lavoratore (in caso di riscatto integrale della posizione, la richiesta di intervento del Fondo non può essere accolta per mancanza del requisito di iscrizione a un fondo di previdenza complementare, salvo che il lavoratore si iscriva ad altra forma di previdenza complementare e riproponga domanda)
  7. copia del documento di identità (se la domanda è inoltrata da soggetto diverso dal lavoratore);
  8. mandato di assistenza e rappresentanza (se la domanda è presentata tramite patronato o legale)
2. Documentazione per domande relative a datori di lavoro soggetti a concordato preventivo
  1. Copia autentica del decreto di omologazione di cui all’art. 180 L.F., salvo che sia trasmesso all’INPS direttamente dalla cancelleria del Tribunale Fallimentare o dal responsabile della procedura concorsuale; nelle more della messa a regime di un sistema organico di trasmissione tra gli uffici:
    1. il lavoratore può richiedere direttamente tale documento alla cancelleria del Tribunale e allegarlo alla domanda telematica
    2. il legale che ha patrocinato il lavoratore nella procedura concorsuale può attestare la conformità della copia estratta dal fascicolo informatico e allegata alla domanda al Fondo con una dichiarazione apposta sulla copia stessa che faccia riferimento all’art. 16-bis, co. 9-bis d.l. 179/12 conv. con la l. 221/12, e che a titolo esemplificativo può seguire il seguente modello: “Il sottoscritto avv.…………, in qualità di difensore di…………….., ai sensi dell’art. 16 bis, comma 9 bis, del D.L. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221/2012 (come modificato dall’art. 52 del D.L. n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 114/2014), attesta che la presente copia del decreto di omologazione relativo al concordato preventivo di ………… n. ………… del Tribunale di …………. è conforme al corrispondente esemplare contenuto nel fascicolo informatico
    3. se il lavoratore omette di allegare l’estratto, l’operatore deve richiederlo alla cancelleria della Sezione Fallimentare del Tribunale competente;
  2. Copia della comunicazione di cui all’art. 171 LF “Convocazione dei creditori” ricevuta dal commissario giudiziale in cui sia possibile evincere l’ammontare del credito, il privilegio riconosciuto e la proposta del debitore (salvo che dal decreto di omologazione si evinca la misura in cui è prevista la soddisfazione dei crediti di lavoro o, più in generale, dei crediti privilegiati e alla domanda sia allegato il modello SR52 e/o il modello SR95 per la richiesta di intervento del Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare);
    1. B. se il lavoratore ha accettato la riduzione del proprio credito nel concordato, non potrà chiedere al Fondo il rimborso della parte del credito cui ha rinunciato;
  3. Modello SR52 (per la liquidazione del TFR e dei Crediti di lavoro) e/o Modello SR95 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare) sottoscritti dal Commissario Giudiziale o dal liquidatore nominato dal Tribunale in caso di concordato con cessione dei beni; in caso di rifiuto del commissario o del liquidatore, valgono le indicazioni previste nel caso del fallimento (p. 4 del precedente paragrafo);
  4. copia dei prospetti paga relativi alle mensilità richieste, nel caso in cui non sia stato presentato il modello SR52;
  5. copia del documento di identità (se la domanda è inoltrata da soggetto diverso dal lavoratore);
  6. mandato di assistenza e rappresentanza (se la domanda è presentata tramite patronato o legale)
3. Documentazione aggiuntiva per domanda presentata dagli eredi del lavoratore

N.B. Questa documentazione va aggiunta a quella prevista per lo specifico tipo di domanda.

In caso di successione legittima:

  1. Dichiarazione sostitutiva del certificato di morte e dello stato di famiglia alla data del decesso del lavoratore dante causa;
  2. Atto di notorietà attestante: 1) le generalità del de cuius, comprensive del luogo e della data di nascita, dello stato civile e del luogo di ultima residenza e domicilio; 2) generalità di tutti gli eredi; 3) che tra il de cuius ed il coniuge superstite non è stata pronunciata sentenza di separazione, passata in giudicato, con addebito a carico del coniuge separato; 4) l’indicazione delle persone che hanno la rappresentanza o l’assistenza di minori o di incapaci, ove vi siano tra gli aventi diritto alla successione; 5) l’indicazione delle persone di cui non consti in modo certo l’esistenza in vita (scomparsi, assenti, morti presunti), ove vi siano tra gli aventi diritto alla successione; 6) che trattasi di successione legittima, non avendo il de cuius disposto con testamento della prestazione domandata;
  3. Modello SR22 – Delega alla riscossione in favore di uno solo degli eredi (eventuale).

In caso di successione testamentaria:

  1. Copia autentica del testamento pubblico o del verbale di pubblicazione del testamento olografo o segreto, contenente il certificato di morte;
  2. Documentazione che dovesse risultare necessaria in base al contenuto delle disposizioni testamentarie (istituzione di erede o legato);
  3. Modello SR22 – Delega alla riscossione in favore di uno solo degli eredi (eventuale);

Se tra gli eredi sono presenti minori o incapaci alla domanda deve essere allegata anche copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare a riscuotere il TFR e gli altri crediti di lavoro.

4. Documentazione aggiuntiva per domanda in presenza di cessione del TFR

N.B. Questa documentazione va aggiunta a quella prevista per lo specifico tipo di domanda.

  1. copia del contratto di cessione;
  2. modello SR131 compilato e sottoscritto dal lavoratore e dal cessionario del credito per TFR, salvo che il lavoratore sia stato ammesso al passivo e da tale provvedimento risulti in maniera chiara e inequivocabile la quota di TFR spettante al lavoratore.
5. Documentazione per domande relative a datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale
  1. modello SR53 (per la liquidazione del TFR e dei Crediti di lavoro) e/o Modello SR96 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare), da compilare e sottoscrivere a cura del lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  2. decreto del tribunale di reiezione dell’istanza di fallimento (salvo i casi sotto riportati), anche quando il credito del lavoratore è inferiore a 30mila euro;
  3. copia conforme del titolo esecutivo in base al quale è stata esperita l’esecuzione forzata (Messaggio Inps 3854/19, p. 1), che può essere allegata alla domanda telematica; la conformità del titolo all’originale può essere attestata:
    1. dalla cancelleria del Tribunale
    2. da un funzionario dell’Inps previa esibizione dell’originale (solo ai fini della domanda al Fondo)
    3. dal legale che ha patrocinato il lavoratore (Messaggio 1627/2020, p. 1).
  4. copia del ricorso sulla base del quale è stato ottenuto il titolo esecutivo, completo di allegati (necessario quando dal titolo esecutivo non siano evidenziabili le mensilità richieste, l’importo del TFR e l’eventuale quota di previdenza complementare)
  5. copia del/i verbale/i di pignoramento negativo. Casi particolari:
    1. se l’intervento del Fondo è chiesto da più dipendenti, è sufficiente che uno solo tra essi dia prova dell’insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore
    2. in caso di mancato pignoramento, è necessario chiedere un secondo accesso, salvo che vi sia impossibilità di risultato diverso (ad es. se l’ufficiale giudiziario accerta l’irreperibilità del datore di lavoro)
    3. nel caso di decesso del datore, le azioni esecutive vanno eseguite verso tutti gli eredi
  6. Dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesta che, dagli atti della Conservatoria dei registri immobiliari, il datore di lavoro non risulta proprietario di beni immobili nei luoghi di nascita e residenza; ovvero che il datore di lavoro risulta titolare di beni immobili (da indicare specificamente) ma che gli stessi sono gravati da ipoteche in misura superiore al valore del bene. Tale dichiarazione, che sostituisce la visura o il certificato della Conservatoria, e dunque è sottoposta ai controlli di veridicità ex artt. 71 e 72 d.p.r. 445/2000
  7. copia del documento di identità (se la domanda è inoltrata da soggetto diverso dal lavoratore);
  8. mandato di assistenza e rappresentanza (se la domanda è presentata tramite patronato o legale)

Il provvedimento di reiezione dell’istanza di fallimento non va presentato nei casi previsti dalla circolare n. 74 del 2008 par. 3.1.2. lett. b e dalla circolare n. 32 del 2010:

  1. quando l’Inps ne è già in possesso per aver tentato in proprio di far dichiarare il fallimento
  2. quando il datore sia una società a responsabilità limitata e dai Bilanci depositati presso il Registro delle imprese relativi ai 3 anni precedenti la data della domanda di intervento del Fondo o quella di cessazione dell’attività aziendale se precedente risultano soddisfatti contemporaneamente i seguenti requisiti: 1) attivo patrimoniale annuo non superiore a 300mila euro; 2) ammontare ricavi lordi non superiore a 200mila euro per ciascuno dei 3 anni considerati; 3) ammontare debiti non superiore a 500mila nell’ultimo bilancio;
  3. quando il datore di lavoro (imprenditore individuale o società di persone) risulti non aver avuto in media più di tre dipendenti nei 3 anni precedenti la data della domanda di intervento del Fondo o quella di cessazione dell’attività aziendale (se precedente);
  4. quando il datore di lavoro sia stato cancellato dal Registro delle imprese da oltre un anno.
6. Documentazione per domanda in caso di eredità giacente relative (datore di lavoro non soggetto a procedure concorsuali)
  1. Modello SR53 (per la liquidazione del TFR e dei Crediti di lavoro) e/o Modello SR96 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare), da compilare e sottoscrivere a cura del lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  2. Originale del titolo esecutivo con il quale sono stati riconosciuti i crediti del lavoratore per TFR, crediti di lavoro e contributi omessi alla previdenza complementare;
  3. Copia autentica dello stato di graduazione di cui all’art. 499 c.c., del riparto finale e del provvedimento di chiusura della liquidazione; questi documenti devono essere richiesti dal lavoratore al curatore dell’eredità nominato dal Tribunale ai sensi dell’art. 528 c.c. ed allegati alla domanda telematica.
  4. copia del documento di identità (se la domanda è inoltrata da soggetto diverso dal lavoratore);
  5. mandato di assistenza e rappresentanza (se la domanda è presentata tramite patronato o legale).
7. Documentazione per domanda in caso di apertura di procedura di liquidazione del patrimonio ai sensi dell’art. 14-ter l. 3/2012 (datore di lavoro non soggetto a procedure concorsuali)
  1. Copia del decreto del Tribunale che dichiara aperta la procedura di liquidazione ex art. 14-ter L. 3/2012; se il lavoratore non allega questo documento, l’operatore dovrà richiederlo alla cancelleria della Sezione Fallimentare del Tribunale competente.
  2. Copia autentica dello Stato Passivo definitivo redatto dal liquidatore o dal giudice incaricato, che il lavoratore richiede al liquidatore nominato dal Tribunale. Lo stato passivo non deve essere allegato nei casi in cui il Liquidatore, di sua iniziativa o su richiesta del lavoratore, abbia trasmesso all’Istituto, copia autentica dello stato passivo.
  3. Modello SR52 (per la liquidazione del TFR e dei Crediti di lavoro) e/o Modello SR95 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare) compilato e firmato dal Liquidatore nominato dal Tribunale.
  4. Copia del decreto di chiusura della procedura (se ricorre il caso);
  5. Copia autentica dei provvedimenti di riparto delle somme ricavate dalla liquidazione (se ricorre il caso), salvo che sia già stato trasmetto all’INPS da parte del liquidatore, anche su iniziativa del lavoratore.
  6. copia del documento di identità (se la domanda è inoltrata da soggetto diverso dal lavoratore);
  7. mandato di assistenza e rappresentanza (se la domanda è presentata tramite patronato o legale).
8. Documentazione per domande relative a datore di lavoro assoggettato a procedura in un altro Stato dell’Unione Europea
  1. copia autentica dello Stato Passivo munita di traduzione legale (da cui si deve evincere, in maniera inequivocabile, che le somme sono dovute a titolo TFR e/o di retribuzione per i mesi per i quali viene richiesto il Fondo)
  2. dichiarazione del Tribunale (o del responsabile della procedura) munita di traduzione legale che attesti che lo stato passivo è definitivo ovvero non è soggetto a modifiche per quanto concerne il creditore;
  3. modello SR54 compilato e sottoscritto dal lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
  4. copia cedolini stipendiali relativi al TFR ed alle mensilità di retribuzione per le quali si chiede l’intervento del Fondo
  5. copia della lettera o del contratto di assunzione e della lettera di licenziamento
  6. copia del documento di identità (se la domanda è inoltrata da soggetto diverso dal lavoratore);
  7. mandato di assistenza e rappresentanza (se la domanda è presentata tramite patronato o legale)