Bancari: perchè è sbagliato escludere l’EDR dalla pensione complementare e dall’assegno straordinario


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Cosa è l’ EDR nel CCNL dei Bancari

L’ EDR (Elemento Distinto della Retribuzione) è costituito dagli aumenti retributivi contrattuali erogati nel periodo dal 2012 al 2015.
Vediamo di cosa si tratta.

Nel 2012 venne finalmente firmato, in grave ritardo, il rinnovo del Contratto Collettivo ABI (CCNL 19 gennaio 2012: clicca qui).
Il precedente Contratto Collettivo risaliva al 2007 (CCNL 8 dicembre 2007: clicca qui).
Le tabelle retributive in vigore al momento della firma erano quelle del 2010:


Gli aumenti retributivi del 2012, per la prima volta, non furono incorporati nella voce “stipendio”, ma vennero scorporati ed erogati sotto una voce diversa: EDR (Elemento Distinto della Retribuzione).

Perchè venne effettuato questo scorporo dell’EDR ? Quali conseguenze aveva ?
Per escludere questi aumenti contrattuali dalla previdenza complementare, che così sarebbe stata calcolata sulle vecchie tabelle retributive del 2010, anzichè su quelle del 2012 / 2014.

Questo valeva anche sul calcolo della contribuzione correlata al Fondo di Solidarietà, sul TFR e sulle maggiorazioni retributive orarie (lavoro straordinario, ecc.).

Il risultato è questa busta paga del 2014:

La “tabellizzazione” dell’EDR nel 2015

L’ EDR avrebbe dovuto essere “tabellizzato” nel giugno 2014, in modo da rimediare a questa stortura (art. 45 CCNL).
Senonchè questa previsione non costituiva affatto un automatismo del CCNL, ma era ancora rimessa ad ulteriori trattative fra le parti, e l’ABI si oppose al rispetto della scadenza ipotizzata al 30 giugno 2014, chiedendo un ulteriore rinvio al 1° marzo 2015.
Seguirono le trattative fra le parti, ed alla fine si firmò l’Accordo Nazionale del 6 ottobre 2014, che fissò per la decorrenza una soluzione intermedia al 1° gennaio 2015.
Da quella data l’EDR scomparve dalla busta paga, per essere finalmente incorporato nella voce “stipendio” (che così dal 2015 fu pari alla somma del precedente stipendio del 2010 con l’EDR successivo).


Questa soluzione era appunto la tanto cercata “tabellizzazione” dell’EDR, e venne annunciata con soddisfazione dai Sindacati (vedi gli appositi volantini).

Il danno subito per il periodo dal 2012 al 2014

Senonchè il danno subito dai lavoratori per il periodo dal 2012 al 2014 non venne affatto sanato, e spesso produce i suoi effetti ancora oggi.
Per esempio chi è andato in pensione o al Fondo di Solidarietà durante quei tre anni (dal 2012 al 2014) ha subito un danno sulla sua retribuzione pensionabile che non è stato mai sanato, perchè per lui sono state utilizzate dalla Banca ancora le vecchie tabelle retributive del 2010, anzichè quelle successive fino al 2014.

Nell’Accordo sindacale del 6 ottobre 2014, per dare ai lavoratori una parvenza di risarcimento del danno subito nel triennio 2012 / 2014, venne anche concordata una somma “una tantum, che per per la verità fu di importo così irrisorio (in media € 13,45) che neppure si ritenne di pubblicizzarla adeguatamente.

Il danno subito dai lavoratori è quindi rimasto, e si pone pertanto il problema della possibilità di rimediare invocando la legge.

Si può rimediare ai danni subiti per l’EDR non tabellizzato?

In alcuni casi si può, in altri no.
Si può rimediare per:

  1. la pensione complementare
  2. per la contribuzione correlata al Fondo di Solidarietà.

Invece non si può fare nulla per le maggiorazioni retributive (lavoro straordinario ecc) per questo triennio.
Per il TFR non può essere impugnata questa singola voce dell’EDR, ma si può fare molto per tante altre voci retributive, come stabilito dalla Cassazione contro le Banche in molte sentenze ottenute dal nostro Studio (vedi l’apposito articolo “Il TFR dei bancari è giusto o sbagliato?”.

L’ EDR e la pensione complementare

Il lavoratore bancario normalmente ha diritto ad una pensione complementare, che può essere retributiva (“a prestazione definita”) oppure contributiva (“a contribuzione definita”).

Talvolta la pensione complementare viene anche capitalizzata nel c.d. “zainetto“, e quindi la mancanza di una singola voce retributriva si riflette sull’intero “zainetto“.

La Cassazione ha affermato costantemente, in molte sentenze ottenute dal nostro Studio, che il Contratto Collettivo non ha il potere di escludere una voce retributiva dal calcolo della pensione complementare, se questa è prevista dallo Statuto del Fondo Pensione.
Ad esempio la Cassazione ha condannato ancora di recente Intesa Sanpaolo ad includere nel calcolo della pensione complementare della Cassa San Paolo l’indennità di vacanza contrattuale, sebbene il CCNL l’avesse esclusa (Cass. n. 6593 del 2018, che fa seguito alla precedente Cass. 26 giugno 2014 n. 14529, che confermano le precedenti sentenze della Corte d’ Appello di Torino).
In pratica lo Statuto del Fondo Pensione è sovrano, e non può essere derogato dal CCNL.

L’EDR e la contribuzione correlata al Fondo di Solidarietà

Quando un lavoratore bancario viene collocato nel Fondo di Solidarietà, la Banca dovrà accollarsi per legge il costo della sua contribuzione da versare all’INPS (la c.d “contribuzione correlata”).

Come si calcola questa contribuzione correlata?

Si calcola sulla base di tutte le voci retributive fisse e continuative percepite dal lavoratore.
La norma che lo stabilisce è il D.M. 28 luglio 2014, n. 83486.

La normativa del D.M. 28 luglio 2014, n. 83486

Con il D.M. 28 luglio 2014, n. 83486.
Con tale Decreto Ministeriale l’ art. 10, comma 11, così stabilisce:
“La contribuzione correlata nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorative, nonchè per i periodi di erogazione dell’assegno straordinario per il sostegno al reddito, è determinata in base a quanto previsto dall’art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183”.

A sua volta l’art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183, dispone quanto segue:
Art. 40. (Contribuzione figurativa)
1. Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno o integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, e’ pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi.

Il calcolo dei contributi INPS è derogabile dalla contrattazione collettiva?

No, questo calcolo dei contributi è stabilito per legge e non è in alcun modo derogabile, poichè i contributi a favore dell’INPS non appartengono al solo lavoratore interessato (benchè normalmente  vadano a suo favore), ma appartengono all’INPS ed alla collettività (ad esempio in caso di decesso del lavoratore potrebbero andare a favore dei suoi congiunti, se ve ne sono, oppure incamerati dall’INPS che li utilizzerà per le pensioni di invalidità od altro).

Le Banche inseriscono l’EDR nel calcolo della contribuzione correlata da versare all’INPS?

No, le Banche non lo fanno.
Ad esempio Intesa Sanpaolo ha esplicitamente affermato (vedi lettera indirizzata al nostro Studio) che il suo calcolo della contribuzione correlata versata all’INPS comprende solo le seguenti voci retributive:

  1. Stipendio
  2. Scatti di anzianità
  3. Importo ex “ristrutturazione tabellare”
  4. Assegni ad personam (inserita quale miglior favore, secondo la Banca)

Come si vede, non viene inserito l’EDR dal 2012 al 2014, con il conseguente danno pensionistico.

 

LINKS UTILI

  1. Contrattazione Collettiva:
    1. CCNL 8 dicembre 2007
      1. Tabelle retributive del 2010
    2. CCNL 19 gennaio 2012
      1. Clausola sull’ EDR dell’Accordo di Rinnovo
      2. Art. 45 del CCNL 2012.
      3. Tabelle previste per il periodo 2012 / 2014
    3. Accordo Nazionale del 6 ottobre 2014
      1. Nuove tabelle retributive a seguito della tabellizazione dell’EDR (con “una tantum“),
      2. Volantini sindacali
  2. Articolo dello Studio Iacoviello “Il TFR dei bancari è giusto o sbagliato?”.
  3. Sentenze dello Studio Iacoviello sulla inderogabilità dello Statuto ad opera del CCNL:
    1. Cass. n. 6593 del 2018
    2. Cass. 26 giugno 2014 n. 14529
    3. Precedenti sentenze della Corte d’ Appello di Torino.
  4. Calcolo della contribuzione correlata sull’Assegno Straordinario del Fondo di Solidarietà:
    1. D.M. 28 luglio 2014, n. 83486
    2. Art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183
    3. Lettera di Intesa Sanpaolo allo Studio Iacoviello