Il TFR ed il Fondo di Tesoreria INPS


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1. Premessa

Con l’art. 8 del d.lgs. n. 252 del 2005, è stata introdotta per i lavoratori e le lavoratrici la facoltà di destinare le quote di TFR a forme pensionistiche complementari, o in caso contrario, di mantenere gli accantonamenti a titolo di trattamento di fine rapporto presso il proprio datore di lavoro. 

Come sono state regolate le quote di TFR, non destinate al finanziamento di forme pensionistiche complementari e lasciate presso il datore di lavoro? 

2. Le fonti normative

Queste sono le principali fonti normative sulla materia:

Decreto Legislativo del 5 dicembre 2005, n. 252 – art. 8;
Legge del 27 dicembre 2006, n. 296 – art. 1 commi 755 e seguenti;
Decreto del Ministro del Lavoro del 20 gennaio 2007;
– Circolare INPS del 3 aprile 2007, n. 70;
Messaggio INPS del 12 dicembre 2008, n. 27770;

3. La normativa di legge

La legge n. 296 del 2006 all’articolo 1 comma 755 ha istituito il c.d. Fondo di Tesoreria INPS (ovvero il “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”).

Il decreto del Ministro del Lavoro del 20 gennaio 2007 ha definito le modalità di attuazione delle disposizioni relative al Fondo di Tesoreria INPS.

L’INPS con la circolare n. 70 del 2007 ha illustrato le novità  in materia. 

4. Il contributo di finanziamento del Fondo di Tesoreria INPS

A partire dal 1° gennaio 2007, ai sensi dell’art. 1 co. 756 della l. n. 296 del 2006, il Fondo di Tesoreria INPS è finanziato dai datori di lavoro con un contributo mensile pari alla quota di TFR maturata da ogni lavoratore e non destinata a forme pensionistiche complementari.

Il datore di lavoro è obbligato a pagare mensilemente questa quota del TFR, altrimenti l’Inps può applicare le disposizioni in materia di accertamento e riscossione dei contributi previdenziali obbligatori.

Il versamento al Fondo deve avvenire mensilmente con le medesime modalità previste per i contributi previdenziali. 

5. I destinatari del Fondo di Tesoreria

La normativa sul Fondo di Tesoreria si rivolge esclusivamente al personale del settore privato, che ha scelto di mantenere il proprio TFR in azienda (cioè di non destinarlo ad un Fondo Complementare) e presso un datore di lavoro con almeno 50 dipendenti.

6. La liquidazione del TFR

Il decreto ministeriale del 30 gennaio 2007 ha affermato che la liquidazione del TFR debba essere effettuata integralmente dal datore di lavoro, che poi opera un conguaglio sui contributi dovuti all’Inps.

7. Richiesta di Intervento del Fondo di Tesoreria INPS

Può accadere che l’importo  del TFR che il datore di lavoro deve pagare sia superiore all’ammontare totale dei contributi che egli deve versare mensilmente all’INPS. Qui siamo nel caso di c.d. “incapienza”.

In questo caso il datore di lavoro deve comunicare tale circostanza all’INPS, che tramite il Fondo di Tesoreria entro 30 giorni dovrà pagare direttamente al lavoratore la somma dovuta.

7.1 La procedura per la richiesta di intervento del Fondo di Tesoreria INPS

Con il messaggio n. 27770 del 12 dicembre 2008 l’INPS ha definito la procedura attraverso cui presentare la domanda di intervento diretto del Fondo di Tesoreria, in caso di incapienza:

  • Il datore di lavoro, per fare richiesta di intervento del Fondo di Tesoreria deve presentare il modulo FTSE01, inserendo i dati dei lavoratori verso cui si chiede il pagamento dell’intera quota a carico del Fondo (nel caso in cui il numero di lavoratori sia superiore ai riquadri disponibili si deve utilizzare il modulo FTSE03);
  • Ogni lavoratore deve compilare e sottoscrivere il modulo FTSE02, che deve essere allegato al modulo presentato dal datore di lavoro;
  • L’azienda deve inoltre indicare: la data di inizio e di fine del periodo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria e l’importo degli accrediti già anticipati.

Il procedimento è stato integrato dall’INPS con la circolare n. 21 del 2013. Le modifiche si sono inserite nel processo di potenziamento dei servizi telematici.

 

8. Il Fondo di Tesoreria INPS e il Fondo di Garanzia

Che succede quando un’azienda non liquida il TFR ai propri dipendenti a causa di fallimento o di altra procedura concorsuale in corso?

Come analizzato nel nostro articolo “Il TFR e il Fondo di Garanzia dell’INPS“, in questo caso il lavoratore può chiedere l’intervento del Fondo di Garanzia. 

Ma quale rapporto si instaura tra il Fondo di Garanzia e il Fondo di Tesoreria INPS, nel caso in cui il datore di lavoro sottoposto a fallimento o altra procedura concorsuale, che non riesce a liquidare il TFR, è obbligato al versamento preso il Fondo di Tesoreria?

L’INPS è intervenuta sulla questione con il messaggio n. 17020 del 2012.

In questi casi il Fondo di Garanzia garantisce la quota di TFR maturata fino al 31 dicembre 2006 mentre il Fondo di Tesoreria liquida l’importo dovuto a titolo di TFR dal 1° gennaio 2007. 

Il Fondo di Tesoreria interviene anche nel caso in cui il datore di lavoro non abbia versato i relativi contributi dovuti.

Chi può chiedere al fallimento le quote di TFR non versate dopo il 2007 all’Inps ?

Secondo l’INPS, il legittimato ad insinuarsi al passivo è il Fondo di Tesoreria, e non il lavoratore. 

Invece la Cassazione, con la sentenza n. 12009 del 2018, ha affermato la legittimazione del lavoratore.