La Corte Costituzionale dichiara illegittima la pensione di 285 euro degli invalidi civili totali


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La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma di legge che prevedeva l’importo di soli € 285,66 euro mensili per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità.
La Corte ha ritenuto che in questo modo viene violato l’ art. 38 della Costituzione secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’ assistenza sociale”.
La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dalla Corte d’appello di Torino con l’Ordinanza 29/5/19

Il caso che ha dato origine alla presente decisione riguarda una persona affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’ esterno .

È stato quindi affermato che il cosiddetto “incremento al milione” (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto, per vari trattamenti pensionistici, dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2011, debba essere assicurato agli invalidi civili totali, di cui parla l’articolo 12, primo comma, della legge 118 del 1971, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età, attualmente previsto dalla legge. Conseguentemente, questo incremento dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro.

La Corte ha stabilito che la propria pronuncia non avrà effetto retroattivo e dovrà applicarsi soltanto per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale.
Resta ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione.

La sentenza è stata deliberata in data 23 giugno 2020, ed ha avuto larga risonanza sugli organi di stampa:
Si veda Il Fatto Quotidiano, la Repubblica, ecc.

In attesa del deposito della motivazione, si può leggere il Comunicato Stampa del 24 giugno 2020