Fondo Comit: come ricorrere a Strasburgo


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La vicenda del Fondo Comit, di cui ci occupiamo ormai da molti anni, costituisce un vero scandalo nel panorama della previdenza italiana.
Per esaminare la complessa vicenda del Fondo Comit cliccare qui

Questa è la cronistoria essenziale:

  1. Il Fondo Comit venne sciolto con Delibera del Consiglio di Amministrazione del 20 novembre 2006
  2. Venne poi dichiarato estinto con Decreto del Prefetto di Milano del 20 dicembre 2006
  3. Il Presidente del Tribunale di Milano nominò i Liquidatori con Decreto del 22- 27 dicembre 2006
  4. I Liquidatori predisposero un Piano di Riparto, autorizzato con Decreto del Presidente del Tribunale di Milano del 13 febbraio 2009

La procedura di liquidazione è ancora in piedi, dopo essere andata in Cassazione più volte, e tuttora vi sono soggetti sempre più anziani (quando non i loro eredi) che attendono le somme dovute dal 2006.
Senonchè la legge stabilisce che una procedura concorsuale dovrebbe di regola terminare in sei anni (art. 2, comma 2 bis della Legge Pinto, ovvero la Legge 24 marzo 2001 n. 89): “Si considera rispettato il termine ragionevole di cui al comma 1 se il processo non eccede la durata di tre anni in primo grado, di due anni in secondo grado, di un anno nel giudizio di legittimità. [….]  e se la procedura concorsuale si è conclusa in sei anni.

Per di più la Legge Pinto suddetta, in Italia, non viene applicata alla Procedura di Liquidazione Coatta Amministrativa (come quella del Fondo Comit) e per questo motivo la Corte di Strasburgo ha già condannato l’ Italia Sentenza CEDU 11 gennaio 2018 in causa Cipolletta contro Italia,

Per questi motivi (che possono essere approfonditi nell’apposita pagina cliccando qui) il nostro Studio ha ricevuto l’incarico di promuovere un’azione collettiva presso la Corte di Strasburgo.

Il costo è molto contenuto, trattandosi appunto di azione collettiva, e alla Corte di Strasburgo non vi è il rischio di condanna alle spese.
Per partecipare a questa azione collettiva occorre versare euro 100 oltre Iva e cpa (quindi un totale di € 126,88).

Le condizioni analitiche dell’ incarico professionale sono consultabili cliccando qui.

I documenti da inviare allo Studio Legale Iacoviello

  1. Procura per la Corte di Strasburgo (spedire due originali);
  2. Procura per il Giudice italiano (spedire due originali): si tratta di un giudizio eventuale e rimesso ad una successiva valutazione, come da punto c) dell’ incarico.
  3. Modulo con le condizioni dell’incarico allo Studio Iacoviello, per il modulo degli eredi clicca qui
  4. Copia del documento di identità
  5. Copia del codice fiscale

Il pagamento mediante bonifico dovrà avvenire alle seguenti coordinate bancarie:
Avv. Michele IACOVIELLO
Crèdit Agricole – Cariparma
Agenzia di Torino 2
via Principi D’Acaja 39
Codice IBAN: IT38Z0623001003000040607816

I documenti dovranno essere inviati in forma cartacea mediante spedizione postale allo Studio Legale Iacoviello, via Vassalli Eandi 28, cap 10138, Torino.
Va esclusa la modalità telematica o tramite mail o fax.
All’arrivo del plico postale noi daremo conferma dell’ avvenuta ricezione.