Gli Amministratori dei Fondi Pensione dopo la riforma del 2020


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Il Consiglio di Amministrazione

All’organo di amministrazione è imputata la responsabilità ultima per quanto concerne l’osservanza da parte del fondo della normativa nazionale e delle norme UE direttamente applicabili.
E’ stata rafforzata la responsabilità degli Amministratori dei Fondi Pensione (negoziali e preesistenti con soggettività giuridica). Si tratta degli articoli dal 2391 al 2396 del Codice Civile (clicca qui). E’ stato aggiunto l’art. 2391 (recante disposizioni in materia di “Interessi degli amministratori”).
E’ poi previsto che i soggetti chiamati ad amministrare effettivamente il Fondo Pensione debbano essere almeno due.

Requisiti di professionalità e onorabilità,
cause di ineleggibilità e di incompatibilità e situazioni impeditive

L’art. 5-sexies del decreto n. 252/2005 reca disposizioni in merito ai requisiti di professionalità e onorabilità, alle cause di ineleggibilità e di incompatibilità e alle situazioni impeditive.
È, in particolare, ora previsto che il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che disciplina tali requisiti riguardi anche il Direttore del fondo e coloro che svolgono funzioni fondamentali.
È, poi, chiarito che i componenti degli organismi di rappresentanza degli iscritti dei fondi preesistenti interni devono avere solo i requisiti di onorabilità previsti dal medesimo decreto ministeriale.
Stante quanto previsto dall’art. 3, comma 2, del decreto n. 147/2018, le disposizioni di cui al Decreto Ministeriale n. 79 del 2007 continuano a essere applicate – per i soggetti ivi contemplati e ancora previsti dalla normativa attuale – fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’art. 5-sexies, comma 1, del decreto n. 252/2005.
Tale Decreto Ministeriale n. 79 del 2007 continua dunque a trovare applicazione alle nuove nomine che dovessero nel frattempo intervenire.

Le politiche di remunerazione

Come ha osservato la Covip, “bisognerà porre particolare attenzione alle politiche di remunerazione di tutte le persone che gestiscono effettivamente il Fondo Pensione e che svolgono “funzioni fondamentali”, avendo cura di evitare politiche remunerative, tra l’altro, che possano dare luogo a conflitti di interesse nella corretta gestione dell’EPAP nell’interesse esclusivo dei suoi aderenti”.
L’art. 5-octies del decreto n. 252/2005 detta appunto l’obbligo (per i fondi pensione negoziali e preesistenti con soggettività giuridica) di dotarsi di una politica di remunerazione relativamente agli addetti al Fondo, per evitare conflitti di interesse con gli iscritti.