L’ incorporazione del Fondo Pensione della CR Torino nel Fondo di Gruppo Unicredit


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Anche il Fondo Pensione CRT (Cassa di Risparmio di Torino) è stato coinvolto dal progetto di fusione del Fondo Pensione del Gruppo Unicredit.
Il nostro Studio segue da vicino questa fusione insieme all’Associazione Pensionati CRT, che assistiamo ormai da 25 anni.

Cos’è il Fondo Pensione CRT ?

E’ uno degli otto Fondi Pensione ex esonerativi italiani che nel 1990 vennero privatizzati e trasformati in fondi integrativi dalla Riforma Amato. Da allora è diventato un Fondo chiuso che eroga pensioni integrative di quelle INPS.
Il sito del Fondo CRT si trova cliccando qui, e lo Statuto attuale del Fondo Pensione si scarica cliccando qui.

Cos’è il Fondo Pensione di Gruppo Unicredit ?

E’ un Fondo Pensione complementare (o integrativo), nato per i lavoratori dell’ ex Credito Italiano, che sta progressivamente incorporando i Fondi del Gruppo Unicredit.
Il sito del Fondo Pensione di Gruppo Unicredit si trova cliccando qui, e lo Statuto attuale del Fondo Pensione si scarica cliccando qui.

Cos’è la fusione dei Fondi ?

E’ l’atto con cui due Fondi Pensione si fondono in uno solo, con il passaggio degli iscritti e del patrimonio da un fondo all’altro. Nell’occasione spesso viene previsto che i pensionati possano “zainettare” la loro pensione (cioè capitalizzare e riscuotere tutta in una volta la pensione dell’intera vita). Per la fusione si deve osservare la speciale procedura prevista dalla COVIP, ma che spesso le Banche non hanno osservato, limitandosi a far stipulare degli accordi sindacali (che per legge non sono sufficienti).

Cosa è lo zainetto ?

Lo zainetto è una parola ormai entrata nel gergo sindacale, ma non si trova scritta testualmente in nessuna legge, dove invece si usa il termine “capitalizzazione della pensione”, che significa che la rendita mensile spettante al pensionato viene pagata in una volta sola (una tantum) mediante un calcolo molto complesso (clicca qui) e viene tassato in modo molto complicato (clicca qui).
Quando il pensionato accetta lo zainetto, normalmente chiude ogni rapporto con il Fondo, e questo secondo la prassi comune (peraltro opinabile) implica anche una rinunzia alla futura pensione di reversibilità del coniuge superstite o del figlio disabile.

La fusione per incorporazione del Fondo CRT

Dopo queste premesse, passiamo ad esaminare la vicenda del Fondo CRT.
Dal 2015 l’ Unicredit ha cercato di incorporare tutti i Fondi Pensione del Gruppo Unicredit nell’unico Fondo di Gruppo Unicredit.
Si è trattato di un percorso lungo e tortuoso, che è descritto in un apposito articolo: Il lungo processo di fusione dei Fondi Unicredit dal 2015 ad oggi.
In estrema sintesi, la Banca aveva iniziato nel 2015 assai male la procedura di fusione, perchè pretendeva di gestirla con i soli Accordi Sindacali, ma questo era illegittimo perchè la legge prescrive invece il referendum fra gli iscritti, che devono avere l’ultima parola.
L’Associazione Pensionati CRT, con la nostra assistenza, aveva indirizzato una formale Diffida alla Banca ed ai Sindacati (clicca qui).
Successivamente la Banca ha adottato la procedura di legge, e si è tenuto da un lato il Referendum fra gli iscritti della CRT e dall’altro l’Assemblea Straordinaria degli iscritti al Fondo Unicredit di Gruppo.
Dal 1° dicembre 2020 il Fondo CRT è stato incorporato nel Fondo di Gruppo, con pieno effetto ai fini delle pensioni dal 1° gennaio 2021.

I diritti dei pensionati CRT non sono più regolati dal precedente Statuto CRT, ma dalla normativa del Fondo di Gruppo, che però è tenuto a salvaguardare i precedenti diritti acquisiti degli iscritti, con la precisazione che eventuali modifiche della normative degli ex CRT dovrà essere approvata separatamente da un’ Assemblea riservata solo a loro, senza l’ingerenza degli iscritti provenienti da altri Fondi.

Oggi quindi la Regolamentazione degli ex CRT è contenuta nei seguenti provvedimenti:

Sull’intera situazione del Fondo di Gruppo si può vedere l’apposito articolo: Il Fondo di Gruppo Unicredit dopo l’incorporazione degli altri Fondi nel 2020.

Che differenza c’è fra la procedura di fusione della COVIP ed il solo accordo sindacale ?

La differenza è di sostanza, e non di forma.

Con la procedura di fusione passa al nuovo Fondo l’intero patrimonio del Fondo, comprese le eventuali eccedenze patrimoniali e compresi i crediti. Inoltre il progetto deve passare al Referendum fra gli iscritti, che possono bocciarlo se non vi sono sufficienti garanzie.
Faccimao l’esempio pratico: il Fondo CRT ha vinto una grossa causa contro l’INPS, che vale circa 130 milioni di Euro.
A chi spettano questi soldi ? Come è ovvio spettano agli iscritti al Fondo CRT.
In caso di fusione, però, questi soldi finiscono nel Fondo di Gruppo, in una sorta di calderone comune con gli altri Fondi (ad esempio ex Credito Italiano, ex Banca di Roma, e così via). Diventa allora indispensabile per gli iscritti al Fondo CRT avere delle garanzie sul mantenimento della destinazione di queste somme a loro vantaggio, per incrementare la loro pensione futura o il loro “zainetto” (per chi vorrà optare per il capitale una tantum).
Queste garanzie sono molto difficili da ottenere, e su questo è mobilitata l’Associazione Pensionati a tutela dei suoi iscritti, con l’assistenza legale del nostro Studio.

Gli zainetti

Abbiamo pubblicato sul nostro sito due articoli di base:

Poi in particolare sui recenti zainetti dell’Istituto San Paolo di Torino, si veda: Il calcolo dello zainetto della Cassa San Paolo.

Sui vari tipi di “zainetto” (per gli attivi, i pensionati, ecc.) si può leggere il nostro articolo: Che cosa è lo zainetto pensionistico ?

Gli sviluppi futuri

L’Associazione Pensionati CRT continuerà a seguire gli sviluppi della fusione, a tutela dei suoi iscritti, ed il nostro Studio fornirà la necessaria assistenza.
Vi terremo informati degli sviluppi.