La procedura di fusione dei Fondi Pensione secondo la legge


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La fusione dei Fondi Pensione e i vari modi per ottenerla

La legge non si occupa in modo specifico dell’ipotesi di fusione tra Fondi Pensione.
L’unica norma che accennava inizialmente alla questione era la norma di carattere tributario di cui al Decreto 124/93 art. 14, co. 7, ove si parlava di “concentrazione” tra Fondi Pensione (la norma è stata oggi trasfusa nell’art. 17, comma 9 bis del Decr. Leg.vo n. 252 del 2005).

Nella pratica sono state adottate tre possibili strade:

  1. Gli accordi sindacali di trasferimento coattivo (le  c.d. “Fonti Istitutive”). Si tratta di una strada illegittima ed il nostro Studio ha vinto più volte le relative cause, anche in Cassazione: si veda l’apposito articolo: La fusione dei Fondi Pensione non può essere fatta solo con accordo sindacale.
    Infatti gli accordi sindacali non hanno alcun potere di trasferire coattivamente gli iscritti ad un Fondo, anche alla luce del principio di libertà di adesione del lavoratore ad un Fondo.
  2. La sottoscrizione individuale di un accordo transattivo da parte di tutti i singoli lavoratori, magari in sede “protetta” sindacale. Su questo vi sono da fare due considerazioni:
    1. i limiti di validità di queste transazioni, su cui si veda il nostro apposito articolo: Le rinunzie e le transazioni del lavoratore sono valide?
    2. la invalidità di un trasferimento non dell’intero patrimonio del Fondo, ma dei soli iscritti con le loro singole dotazioni individuali e magari con la modifica del loro regime previdenziale da prestazione definita a contribuzione definita. Si tratta di una procedura che la legge ha ammesso in passato solo transitoriamente e per brevi periodi (art. 59, comma 3, settimo periodo, della Legge 449/97), senza valenza generale, mentre oggi viene adottata ancora senza limiti temporali.
  3. La procedura di fusione stabilita dalla Covip: è l’unica strada legale, ma di fatto – soprattutto fra le Banche – è stata poco osservata perchè attribuisce maggiori garanzie agli iscritti.
    Talvolta addirittura la stessa Banca a volte ha osservato questa Delibera e altre volte non l’ha fatto, con molta disinvoltura.
    In questo articolo ci occuperemo appunto della procedura stabilita dalla Covip, all’art. 33 della Delibera del 15 luglio 2010.

La normativa di legge e della Covip sulla fusione dei Fondi

La Covip, nell’ esercizio dei suoi poteri di normazione secondaria, aveva emanato la Delibera n. 784 del 29 agosto 2000.
Questa prima Delibera venne poi sostituita dalla Delibera Covip del 15 luglio 2010, nel testo consolidato con modifiche al 7 Maggio 2014 (clicca qui per il testo intero) di cui riportiamo altresì la Relazione.
Questa Delibera prevede all’ art. 33 (clicca qui) la procedura per la fusione dei Fondi Pensione.
Nella Delibera si prevede chiaramente che la fusione debba essere deliberata dalle Assemblee dei Fondi, e quindi non dalle fonti istitutive.

Art. 33. Operazioni di fusione tra fondi pensione negoziali o preesistenti

  1. Ciascun fondo pensione negoziale o preesistente che partecipa ad un’operazione di fusione trasmette alla COVIP apposita comunicazione, a firma del legale rappresentante, almeno 60 giorni prima di sottoporre il progetto all’assemblea.
  2. Alla comunicazione sono allegati i seguenti documenti:
    1. copia della delibera di approvazione del progetto di fusione assunta dall’organo di amministrazione;
    2. progetto di fusione contenente:
      1. denominazione e numero di iscrizione all’Albo dei fondi pensione interessati all’operazione;
      2. eventuali modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto del fondo incorporante o statuto del fondo risultante dalla fusione (in caso di fusione propria);
      3. obiettivi dell’operazione, vantaggi e costi per gli aderenti, impatto che l’operazione determina sulle strutture organizzative, anche con riferimento alle procedure informatico-contabili impiegate e al personale del fondo incorporante;
      4. confronto tra le principali caratteristiche dei fondi interessati dall’operazione (ove possibile, in forma tabellare);
      5. descrizione delle modalità di realizzazione dell’operazione (ad es. tempistica, modalità di fusione tra comparti e presidi volti alla verifica dei limiti di investimento dei comparti del fondo incorporante o risultante dalla fusione, profili di tutela degli aderenti, anche con riferimento alle tutele riconosciute agli iscritti a eventuali comparti garantiti del fondo incorporando);
    3. relazione del responsabile del fondo pensione contenente le valutazioni effettuate sull’operazione, in termini di impatto sugli aderenti e di presidi posti a tutela degli stessi.
  3. Copia del progetto di fusione e della relativa documentazione è depositata presso la sede del fondo nei 30 giorni che precedono l’assemblea e finché la fusione non sia deliberata.
  4. Una volta intervenuta l’approvazione del progetto di fusione da parte delle assemblee i fondi interessati dall’operazione o, in caso di incorporazione il fondo incorporante, provvedono a inoltrare alla COVIP istanza di approvazione delle eventuali modifiche statutarie, ovvero comunicazione inerente l’avvenuta delibera di modifica, in conformità alle previsioni contenute nella Sezione I, Titolo II (fondi negoziali) e nella Sezione IV (fondi pensione preesistenti) del presente Regolamento.
  5. I fondi danno corso agli ulteriori adempimenti necessari per la realizzazione dell’operazione di fusione dopo aver acquisito l’approvazione delle modifiche statutarie o avere effettuato, nei casi previsti, la comunicazione delle modifiche adottate.
  6. A esito dell’operazione è trasmessa alla COVIP apposita comunicazione, a firma del legale rappresentante, attestante la data di efficacia della fusione e gli adempimenti effettuati a seguito della stessa, anche con riferimento all’avvenuta comunicazione dell’operazione agli iscritti contenente, qualora l’operazione dia luogo all’attribuzione o conversione di quote, anche il numero e il valore delle quote del fondo incorporante attribuite. Alla comunicazione è allegata copia dell’atto di fusione.
  7. Le disposizioni di cui ai precedenti commi, riguardanti in particolare i fondi costituiti in forma associativa, si applicano anche ai fondi pensione aventi una diversa natura giuridica, per quanto compatibili con i relativi assetti ordinamentali.
  8. Successivamente alla fusione la COVIP provvede alla cancellazione del fondo incorporato dall’Albo di cui all’art. 19, comma 1 del decreto n. 252 del 2005 e, nel caso in cui il fondo incorporato risulti dotato di personalità giuridica, dal Registro dei fondi pensione dotati di personalità giuridica.

Il trasferimento coattivo degli iscritti

Invece non può essere disposto il trasferimento coattivo degli iscritti con accordo sindacale.
Qualsiasi trasferimento coattivo degli iscritti è illegittimo, perchè in violazione del fondamentale principio di libertà di adesione ai Fondi Pensione.
Lo hanno stabilito varie sentenze. Si veda quanto affermato dal Tribunale di Firenze nella sentenza del 24 gennaio 2012: “ne consegue che l’accordo sindacale del 04.11.2009 non sia opponibile ai ricorrenti pensionati, soprattutto nella parte in cui impone il trasferimento coattivo perché verrebbe a configurarsi un contrasto con l’art 1. Comma 2 D.L.vo 252/05 che invece impone la volontarietà e la libertà di adesione”.
Lo stesso principio è stato affermato dal Tribunale di Milano n. 8824/14 sul Fondo sanitario Intesa.

Il primo esempio di ciò lo si ha per il Fondo Pensione del Banco di Napoli, che mentre a partire dal 2008 aveva incorporato vari Fondi del Gruppo Intesa (vedi il sito del Fondo), adesso al contrario deve subire un trasferimento coattivo al nuovo Fondo di Gruppo Intesa, in forza dell’ Accordo Sindacale del 28 ottobre 2015 di Trasferimento del Fondo Banco di Napoli al nuovo Fondo.
Nessuno degli iscritti ha potuto esprimere la sua opinione, perchè ha dovuto solo subire un illegittimo trasferimento coattivo.