Lo squilibrio dei Fondi Pensione


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L’equilibrio tecnico – attuariale dei Fondi Pensione

I Fondi Pensione devono agire su una prospettiva di tempo molto lunga, poichè devono gestire un risparmio versato oggi, ma che servirà a coprire i bisogni futuri.
Per questo motivo non è sufficiente che il Fondo Pensione sia economicamente in attivo oggi, ma deve esserlo anche in prospettiva futura, quando dovrà provvedere al pagamento futuro delle pensioni in base ai contributi versati oggi.

Se un Fondo Pensioni ha oggi un Bilancio d’ esercizio annuale in attivo, ma presumibilmente in futuro non riuscirà più a pagare le pensioni, allora si considera in una situazione di squilibrio “tecnico”, cioè è attivo oggi ma sarà in default domani.
Quindi lo “squilibrio tecnico” non è il passivo di oggi, ma la mancanza di sufficiente patrimonio prevista per il futuro.
Ad esempio se si ritenesse che il numero dei lavoratori attivi è troppo basso rispetto a quello dei pensionati per poter sostenere le future pensioni, allora si sarà in presenza non di un deficit attuale, ma uno “squilibrio tecnico”.

Le norme di legge sullo squilibrio dei Fondi

L’ obbligo di redigere un Bilancio Tecnico è previsto dalla Direttiva Europea n. 41 del 2003, in particolare agli artt. 15 e 16.
Questa Direttiva è stata poi recepita in Italia (tardivamente e parzialmente) con il Decr. Leg.vo n. 28 del 2007, che all’ art. 4, aveva stabilito l’obbligo per i Fondi Pensione di dotarsi di riserve patrimoniali (i c.d. “mezzi patrimoniali”), aggiungendo l’art. 7 bis al Decr. Leg.vo 252/05 (c.d. Decreto Maroni), che così recita:

Art. 7 bis del Decr. Leg.vo 252/05
Mezzi patrimoniali

1. I fondi pensione che coprono rischi biometrici, che garantiscono un rendimento degli investimenti o un determinato livello di prestazioni devono dotarsi, nel rispetto dei criteri di cui al successivo comma 2, di mezzi patrimoniali adeguati in relazione al complesso degli impegni finanziari esistenti, salvo che detti impegni finanziari siano assunti da soggetti gestori già sottoposti a vigilanza prudenziale a ciò abilitati, i quali operano in conformità alle norme che li disciplinano.
2. Con regolamento del Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la COVIP, la Banca d’Italia e l’ISVAP, sono definiti i principi per la determinazione dei mezzi patrimoniali adeguati in conformità con quanto previsto dalle disposizioni comunitarie e dall’articolo 29-bis, comma 3, lettera a), numero 3), della legge 18 aprile 2005, n. 62. Nel regolamento sono, inoltre, definite le condizioni alle quali una forma pensionistica può, per un periodo limitato, detenere attività insufficienti.
3. La COVIP può, nei confronti delle forme di cui al comma 1, limitare o vietare la disponibilità dell’attivo qualora non siano stati costituiti i mezzi patrimoniali adeguati in conformità al regolamento di cui al comma 2. Restano ferme le competenze delle autorità di vigilanza sui soggetti gestori.

Va aggiunta una recente e importante novità.

 

Dopo la Direttiva Europea IORP II, nel 2018 è stato aggiunto a questo articolo il nuovo comma 3-bis dell’art. 7-bis del decreto n. 252/2005, che prevede che le fonti istitutive dei fondi che erogano direttamente le rendite e che non dispongono di mezzi patrimoniali adeguati debbano considerare la finalità di perseguire un’equa ripartizione dei rischi e dei benefici tra le generazioni quando decidono di rimodulare il regime di contribuzione e quello delle prestazioni.

Il Decreto Ministeriale del 7 dicembre 2012 n. 259

Il suddetto regolamento ministeriale è stato emanato con Decreto Ministeriale del MEF del 7 dicembre 2012, n. 259.
In particolare tale Decreto Ministeriale, attuativo della Direttiva Europea, impone ai Fondi due distinti obblighi:
– le c.d. “riserve tecniche” (art. 4);
– le c.d. “attività supplementari” (art. 5);
che insieme formano la categoria onnicomprensiva dei “mezzi patrimoniali adeguati” (art. 6).

Art. 4 – Riserve tecniche

1. I fondi pensione costituiscono riserve tecniche adeguate agli impegni finanziari assunti nei confronti degli iscritti attivi, dei pensionati e dei beneficiari disponendo in qualsiasi momento di attività sufficienti a copertura.
2. Il calcolo delle riserve tecniche è eseguito e certificato da un attuario ed è effettuato ogni anno. È consentito che il calcolo possa essere effettuato ogni tre anni se il fondo pensione fornisce annualmente alla COVIP la certificazione dell’attuario che illustri l’evoluzione delle riserve tecniche e le variazioni nei rischi coperti e attesti la congruità degli adeguamenti apportati alle riserve per gli anni intermedi. In presenza di eventi che possano avere conseguenze rilevanti sulla gestione economico-finanziaria, il fondo pensione effettua un nuovo calcolo. [….]

Art. 5 – Attività supplementari

1. I fondi pensione devono detenere, su base permanente, attività supplementari rispetto alle riserve tecniche di cui all’articolo 4 del presente regolamento. Tali attività supplementari devono essere costituite per compensare le eventuali differenze tra entrate e spese previste ed effettive nell’arco temporale di cui all’articolo 3, comma 4 e sono libere da qualsiasi impegno prevedibile.
2. L’importo delle attività di cui al comma 1 deve essere pari al 4% delle riserve tecniche dei fondi pensione.
[…]

Art. 6 – Mancata costituzione di mezzi patrimoniali adeguati

1. Se il fondo pensione non ha costituito mezzi patrimoniali adeguati in conformità al presente regolamento, la COVIP, ai sensi dell’articolo 7-bis, comma 3, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, può limitare o vietare la disponibilità dell’attivo del fondo pensione anche mediante interventi limitativi dell’erogazione delle rendite in corso di pagamento e di quelle future.

Di grande importanza è però la norma transitoria dell’ art. 7 del Decreto Ministeriale:

Art. 7 – Norma transitoria

1. Per i fondi pensione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c) punto 3 che, all’entrata in vigore del presente regolamento, già coprono rischi biometrici o garantiscono un rendimento degli investimenti o un determinato livello delle prestazioni o già provvedono direttamente all’erogazione delle rendite, le corrispondenti attività supplementari di cui all’articolo 5 del presente regolamento sono costituite entro 10 anni a partire dall’entrata in vigore del presente regolamento attraverso accantonamenti annuali proporzionali, secondo un piano da comunicare alla COVIP entro il primo anno.
Questi fondi sono in pratica i c.d. “Fondi preesistenti” (clicca qui), ovvero quelli già esistenti nel 1993 (ovvero “le forme pensionistiche complementari di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, aventi soggettività giuridica, con esclusione di quelle di cui all’articolo 20, comma 7 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252″).

 

La Delibera Covip del 19 maggio 2021

La Covip ha regolamentato la procedura con la Delibera del 19 maggio 2021.
In precedenza la Covip aveva emanato la Delibera Covip del 15 luglio 2010, nel testo consolidato con modifiche al 7 Maggio 2014 (clicca qui per il testo intero) di cui riportiamo altresì la Relazione.

Qui di seguito trascriviamo la parte rilevante della Delibera del 19 maggio 2021.

TITOLO IV – PROCEDURE RELATIVE AI PIANI DI RIEQUILIBRIO

Art. 47 – (Ambito di applicazione)

  1. Il presente Titolo si applica alle forme pensionistiche complementari di cui all’art. 1, comma 1, lett. c), del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 259 del 7 dicembre 2012 che si trovino in una delle condizioni di cui all’art. 2, comma 1, del medesimo decreto e che debbano elaborare un piano di riequilibrio ai sensi dell’art. 4 del decreto stesso.

CAPO I – APPROVAZIONE DEI PIANI DI RIEQUILIBRIO

Art. 48 – (Istanza di approvazione di un piano di riequilibrio)

  1. Ai fini dell’approvazione di un piano di riequilibrio, i fondi pensione presentano alla COVIP apposita istanza a firma del legale rappresentante. L’istanza si intende ricevuta nel giorno in cui è pervenuta alla COVIP a mezzo di posta elettronica certificata.
  2. L’istanza di cui al comma 1 va presentata anche per gli interventi decisi dalle fonti istitutive ai sensi dell’ 7-bis, comma 2-bis, del decreto n. 252/2005.

Art. 49 – (Contenuto dell’istanza e documentazione a corredo della stessa)

  1. L’istanza riporta quanto di seguito specificato:
    1. denominazione del fondo pensione;
    2. elenco dei documenti allegati;
    3. generalità del legale rappresentante che sottoscrive l’istanza;
    4. data della riunione del consiglio di amministrazione nella quale è stato approvato il piano di riequilibrio.
  2. All’istanza sono allegati i seguenti documenti:
    1. relazione dell’organo di amministrazione illustrativa della situazione specifica del fondo pensione, della struttura e dell’evoluzione attesa delle attività-passività, dei connessi profili di rischio, delle esigenze di liquidità e del profilo d’età degli aderenti e dei beneficiari. Nella rela­zione sono altresì indicate le modalità secondo le quali il fondo intende, a seguito dell’appro­vazione del piano di riequilibrio, mettere a disposizione degli aderenti e dei beneficiari le infor­mazioni principali inerenti agli elementi fondamentali dello stesso;
    2. piano di riequilibrio, approvato dal consiglio di amministrazione, nel quale sono descritte le modalità attraverso le quali il fondo pensione intende ricostituire le attività di copertura delle riserve tecniche, nonché i tempi di realizzazione. Tale piano terrà altresì conto dell’esigenza di ricostituire le attività supplementari ai sensi degli artt. 5 e 7 del decreto del Ministro dell’eco­nomia e delle finanze n. 259 del 7 dicembre 2012. Dette modalità devono essere descritte in modo che sia possibile valutare la concretezza e realizzabilità del piano nel suo complesso. La durata del piano non potrà essere superiore a dieci anni. Piani di durata superiore sono ammis­sibili solo per specifiche esigenze valutate dal consiglio di amministrazione e rappresentate alla COVIP;
    3. relazione dell’organo di controllo dalla quale risulti la valutazione delle iniziative che si in­tendono adottare al fine del riequilibrio del fondo;
    4. bilancio tecnico, da cui risulti l’impatto atteso dagli interventi di cui al piano di riequilibrio;
    5. eventuali accordi delle fonti istitutive attinenti agli interventi inseriti nel piano di riequilibrio.
  3. Ove in connessione con il piano di riequilibrio risulti necessaria l’approvazione di modifiche statutarie, l’istanza di cui all’art. 48 può essere integrata con le dichiarazioni e con la documen­tazione prevista nel Titolo I del presente Regolamento per l’approvazione delle modifiche sta­tutarie. In questo caso il procedimento di approvazione del piano e delle modifiche è unico e si applica la procedura di cui all’art. 50.
  4. Eventuali modifiche statutarie connesse a interventi di riequilibrio adottati dalle fonti istitu­tive, ai sensi dell’art. 7-bis, comma 2-bis, del decreto n. 252/2005, non sono soggette ad appro­vazione da parte degli aderenti e dei beneficiari.

Art. 50 – (Procedura di approvazione dei piani di riequilibrio)

  1. La COVIP, entro novanta giorni dal ricevimento dell’istanza di cui all’art. 48, corredata dalla prescritta documentazione, approva il piano di riequilibrio e le eventuali modifiche statutarie, salvo che ricorrano le situazioni di cui ai seguenti commi 2, 3 e 4.
  2. Nel caso in cui l’istanza risulti incompleta o insufficiente, per assenza di uno o più dei docu­menti o delle informazioni indicati nell’art. 49, commi 1 e 2, ovvero richiamati dall’art. 49 comma 3 per le modifiche statutarie, la COVIP procede a richiedere, entro trenta giorni dal ricevimento dell’istanza, i necessari elementi integrativi ed il termine di cui al comma 1 è in­terrotto. Il termine decorre nuovamente dalla data del completamento o della regolarizzazione dell’istanza qualora gli elementi integrativi richiesti pervengano alla COVIP entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta; in caso contrario l’istanza si intende revocata. Il termine è, comunque, interrotto se il soggetto istante invia alla COVIP nuova documentazione integrativa o modificativa di quella inizialmente trasmessa.
  3. Il termine di cui al comma 1 è sospeso qualora la COVIP, sulla base dell’istruttoria svolta, chieda informazioni o chiarimenti a integrazione della documentazione prevista dal presente Regolamento. Le informazioni e i chiarimenti devono pervenire alla COVIP entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta; in caso contrario, l’istanza si intende revocata.
  4. La COVIP, laddove ritenga di non poter accogliere in tutto o in parte l’istanza, comunica al fondo i motivi ostativi rilevati. Il soggetto istante può presentare per iscritto le sue osservazioni, eventualmente corredate da documenti, entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione dei motivi ostativi. La comunicazione sospende i termini per la conclusione del procedimento di cui al comma 1. I termini ricominciano a decorrere trenta giorni dopo la data di presentazione delle osservazioni, ovvero, in difetto, dieci giorni dopo la data di scadenza del termine per la loro presentazione. Entro la scadenza di detto termine la COVIP, tenuto conto delle eventuali osservazioni pervenute, adotta il provvedimento finale in merito al piano di rie­quilibrio e in merito all’approvazione, in tutto o in parte, delle eventuali modifiche statutarie.
  5. Successivamente all’avvenuta approvazione del piano di riequilibrio i fondi sono tenuti a trasmettere alla COVIP, con periodicità annuale, apposita relazione, approvata dal consiglio di amministrazione, nella quale si attesta che il riequilibrio sta avvenendo in conformità al piano. Tale relazione è trasmessa unitamente al bilancio tecnico di cui all’art. 3, comma 4, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 259 del 7 dicembre 2012, ovvero alla certifica­zione di cui all’art. 4, comma 2, del medesimo decreto. Se vi sono degli scostamenti rispetto al piano approvato il fondo è tenuto a trasmettere alla COVIP una relazione, approvata dal consi­glio di amministrazione, che illustri l’entità e le ragioni di tali scostamenti e le conseguenti valutazioni, anche in termini di eventuali modifiche del piano in essere.
  6. Nel caso di rigetto dell’istanza il fondo dovrà provvedere nel più breve tempo possibile alla predisposizione di un nuovo piano di riequilibrio, ovvero rappresentare le differenti soluzioni volte al superamento della situazione in essere.

CAPO II – MODIFICHE DEI PIANI DI RIEQUILIBRIO

Art. 51 – (Istanza di approvazione delle modifiche dei piani di riequilibrio)

  1. Ai fini dell’approvazione delle modifiche dei piani di riequilibrio il fondo pensione trasmette alla COVIP apposita istanza a firma del legale rappresentante. L’istanza si intende ricevuta nel giorno in cui è pervenuta alla COVIP a mezzo di posta elettronica certificata.

Art. 52 – (Contenuto dell’istanza e documentazione a corredo della stessa)

  1. L’istanza riporta quanto di seguito specificato:
    1. denominazione del fondo pensione;
    2. indicazione delle modifiche apportate;
    3. elenco dei documenti allegati;
    4. generalità del legale rappresentante che sottoscrive l’istanza.
  2. All’istanza sono allegati i seguenti documenti:
    1. relazione dell’organo di amministrazione illustrativa della nuova situazione del fondo pen­sione, della struttura e dell’evoluzione attesa delle attività-passività, dei connessi profili di ri­schio, delle esigenze di liquidità e del profilo d’età degli aderenti e dei beneficiari. Nella rela­zione sono altresì indicate le modalità secondo le quali il fondo intende, a seguito dell’appro­vazione delle modifiche del piano di riequilibrio, mettere a disposizione degli aderenti e dei beneficiari le informazioni principali inerenti agli elementi fondamentali dello stesso;
    2. modifiche del piano di riequilibrio, approvate dal consiglio di amministrazione;
    3. relazione dell’organo di controllo dalla quale risulti la valutazione delle modifiche che si intendono adottare al fine del riequilibrio del fondo;
    4. bilancio tecnico, da cui risulti l’impatto atteso dagli interventi di cui al piano di riequilibrio modificato;
    5. eventuali accordi delle fonti istitutive attinenti alle modifiche del piano di riequilibrio.
  3. Ove in connessione con le modifiche del piano di riequilibrio risulti necessaria l’approva­zione di modifiche statutarie, l’istanza di cui all’art. 51 può essere integrata con le dichiarazioni e con la documentazione prevista nel Titolo I del presente Regolamento per l’approvazione delle modifiche statutarie. In questo caso il procedimento di approvazione delle modifiche del piano e delle modifiche statutarie è unico e si applica la procedura di cui all’art. 53.

Art. 53 – (Procedura di approvazione delle modifiche dei piani di riequilibrio)

  1. La COVIP, entro novanta giorni dal ricevimento dell’istanza di cui all’art. 51, corredata dalla prescritta documentazione, approva le modifiche al piano di riequilibrio e le eventuali modifi­che statutarie, salvo che ricorrano le situazioni di cui ai seguenti commi 2, 3 e 4.
  2. Nel caso in cui l’istanza risulti incompleta o insufficiente, per assenza di uno o più dei docu­menti o delle informazioni indicati nell’art. 52, commi 1 e 2, ovvero richiamati dall’art. 52comma 3 per le modifiche statutarie, la COVIP procede a richiedere, entro trenta giorni dal ricevimento dell’istanza, i necessari elementi integrativi ed il termine di cui al comma 1 è in­terrotto. Il termine decorre nuovamente dalla data del completamento o della regolarizzazione dell’istanza qualora gli elementi integrativi richiesti pervengano alla COVIP entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta; in caso contrario l’istanza si intende revocata. Il termine è, comunque, interrotto se il soggetto istante invia alla COVIP nuova documentazione integrativa o modificativa di quella inizialmente trasmessa.
  3. Il termine di cui al comma 1 è sospeso qualora la COVIP, sulla base dell’istruttoria svolta, chieda informazioni o chiarimenti a integrazione della documentazione prevista dal presente Regolamento. Le informazioni e i chiarimenti devono pervenire alla COVIP entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta; in caso contrario, l’istanza si intende revocata.
  4. La COVIP, laddove ritenga di non poter accogliere in tutto o in parte l’istanza, comunica al fondo i motivi ostativi rilevati. Il soggetto istante può presentare per iscritto le sue osservazioni, eventualmente corredate da documenti, entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione dei motivi ostativi. La comunicazione sospende i termini per la conclusione del procedimento di cui al comma 1. I termini ricominciano a decorrere trenta giorni dopo la data di presentazione delle osservazioni, ovvero, in difetto, dieci giorni dopo la data di scadenza del termine per la loro presentazione. Entro la scadenza di detto termine la COVIP, tenuto conto delle eventuali osservazioni pervenute, adotta il provvedimento finale in merito alle modifiche del piano di riequilibrio e in merito all’approvazione, in tutto o in parte, delle eventuali modi­fiche statutarie.
  5. Successivamente all’avvenuta approvazione delle modifiche del piano di riequilibrio restano fermi gli adempimenti previsti dall’art. 50comma 5.
  6. Nel caso di rigetto dell’istanza il fondo dovrà provvedere nel più breve tempo possibile alla individuazione di nuovi interventi di modifica del piano, ovvero rappresentare le differenti so­luzioni volte al superamento della situazione in essere.