La riforma dei Fondi Pensione: la Direttiva Europea, i Decreti italiani e le Direttive Covip


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Di recente vi è stata una significativa Riforma dei Fondi Pensione, articolata in vari provvedimenti:

  1. La Direttiva Europea 2016/2341 del 14 dicembre 2016 (c.d. Direttiva IORP II) sui Fondi Pensione “relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali”, che prevede a carico dei Fondi Pensione più controlli e più obblighi di trasparenza, ed attribuisce a favore degli iscritti più diritti di informazione.
  2. Il Decreto Legislativo 13 dicembre 2018 n. 147, che ha recepito la suddetta ed ha modificato profondamente il Decreto  Legislativo 252/05 (c.d. Decreto Maroni), ed entrato in vigore il 1° febbraio 2019.
  3. Le Direttive della Covip del 29 luglio 2020 di attuazione dei suddetti provvedimenti (“Direttive alle forme pensionistiche complementari in merito alle modifiche e integrazioni recate al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252,dal decreto legislativo 13 dicembre 2018, n. 147, in attuazione della direttiva (UE) 2016/2341″).

Si tratta naturalmente di testi molto articolati e complessi, che hanno modificato la Governance dei Fondi ed esteso i diritti all’informazione ed al controllo da parte degli iscritti al Fondo Pensione (sia pensionati che iscritti ancora in servizio).
L’ approccio migliore per leggere il Decreto Leg.vo 147/2018 è leggerlo all’interno del il testo consolidato ed aggiornato al settembre 2020 del fondamentale Decr. Leg.vo 252/05 (c.d. Decreto Maroni), che costituisce in pratica il “codice della previdenza complementare”.

La Direttiva Covip del 29 luglio 2020

Dopo la Direttiva Europea IORPP II, è stato emanato in Italia il Decr. Leg.vo 147/18, ed infine la Direttiva Covip del 29 luglio 2020.
Le novità incidono su molti aspetti, dalla Governance ai doveri verso gli iscritti.
Alcuni di questi aspetti sono stati già regolamentati, con indicazione delle singole scadenze, mentre per altri si attendono nuove istruzioni Covip di prossima emanazione.

Queste sono le innovazioni di cui alla Direttiva della Covip:

  1.       Ambito di applicazione e definizioni
  2.       Sistema di governo
  3.    Organi di amministrazione e di controllo, direttore generale, responsabile e organismo di rappresentanza
  4.       Funzioni fondamentali
  5.       Sistema di gestione dei rischi e funzione di gestione dei rischi
  6.       Funzione di revisione interna (Internal audit)
  7.       Funzione attuariale
  8.       Esternalizzazione (Outsourcing) e scelta del fornitore
  9.       Politica di remunerazione
  10.   Requisiti di professionalità e onorabilità, cause di ineleggibilità e di incompatibilità e situazioni impeditive
  11.   Valutazione interna del rischio
  12.   Modelli gestionali
  13.   Depositario delle risorse dei fondi pensione
  14.   Mezzi patrimoniali
  15.   Informative ai potenziali aderenti, aderenti e beneficiari
  16.   Trasferimenti transfrontalieri e attività transfrontaliera
  17.   Forme pensionistiche complementari con meno di cento aderenti
  18.   Bilanci e rendiconti
  19.   Fattori ambientali, sociali e di governo societario
  20.   Norme di carattere penale e sanzionatorio
  21.   Siti web, tecnologie informatiche e rapporti con gli iscritti

In particolare va segnalato quanto segue.

Sistema di governo

Il “Documento sul sistema di governo” andrà pubblicato nel 2021, unitamente al bilancio per il 2020.
Sono da intendersi abrogate le “Linee guida in materia di organizzazione interna dei fondi pensione negoziali”, di cui alla Deliberazione COVIP del 4 dicembre 2003.
Sono da escludere dall’ambito di applicazione degli articoli relativi al sistema di governo, nonché dall’obbligo di dotarsi di un “Manuale operativo delle procedure”, del “Documento sul sistema di governo” e del “Documento politiche di governance”, i fondi pensione interessati da processi di liquidazione ovvero di fusione con altri fondi, deliberati entro la fine del 2020.
Nel comma 1-bis è disciplinata la nomina di un direttore generale da parte dei fondi pensione negoziali e preesistenti con soggettività giuridica.
In base all’art. 5, comma 2, del decreto n. 252/2005, la nomina del responsabile della forma pensionistica è, quindi, adesso prevista solo per le società istitutrici di fondi pensione aperti e PIP.
Deve intendersi superata la previsione contenuta nell’art. 3, comma 3, del decreto ministeriale n. 62/2007, relativamente ai fondi interni bancari e assicurativi.
È stato, inoltre, abrogato il comma 4 del medesimo art. 5 del decreto n. 252/2005, che, per i fondi pensione aperti, prevedeva l’istituzione di un “organismo di sorveglianza”. In suo luogo è ora previsto che i fondi pensione aperti ad adesione collettiva costituiscano un “organismo di rappresentanza” qualora gli iscritti, su base collettiva, di una singola impresa o gruppo siano almeno in numero pari a cinquecento.
Con il decreto n. 147/2018 è stato anche integrato l’elenco delle disposizioni del Codice civile applicabili agli organi di amministrazione dei fondi pensione negoziali e preesistenti con soggettività giuridica, con l’aggiunta dell’art. 2391 (recante disposizioni in materia di “Interessi degli amministratori”), in quanto si tratta di norma richiamata dall’art. 2629-bis del medesimo Codice e che trova applicazione anche ai fondi pensione.

Funzioni fondamentali

Il nuovo art. 5-bis del decreto n. 252/2005 elenca le funzioni fondamentali di cui i fondi pensione negoziali e preesistenti con soggettività giuridica si devono dotare.
Si tratta della funzione:
– di gestione dei rischi
– della funzione di revisione interna
– della funzione attuariale.
L’art. 5-octies del decreto n. 252/2005 detta l’obbligo per i fondi pensione negoziali e preesistenti con soggettività giuridica di dotarsi di una politica di remunerazione.
I fondi sono pertanto chiamati ad adeguarsi a tali prescrizioni entro e non oltre il 31 dicembre 2020.

Requisiti di professionalità e onorabilità,
cause di ineleggibilità e di incompatibilità e situazioni impeditive

L’art. 5-sexies del decreto n. 252/2005 reca disposizioni in merito ai requisiti di professionalità e onorabilità, alle cause di ineleggibilità e di incompatibilità e alle situazioni impeditive.
È, in particolare, ora previsto che il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che disciplina tali requisiti riguardi anche il direttore del fondo e coloro che svolgono funzioni fondamentali.
È, poi, chiarito che i componenti degli organismi di rappresentanza degli iscritti dei fondi preesistenti interni devono avere solo i requisiti di onorabilità previsti dal medesimo decreto ministeriale.
Stante quanto previsto dall’art. 3, comma 2, del decreto n. 147/2018, le disposizioni di cui al decreto ministeriale n. 79/2007 continuano a essere applicate – per i soggetti ivi contemplati e ancora previsti dalla normativa attuale – fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’art. 5-sexies, comma 1, del decreto n. 252/2005.
Tale decreto ministeriale continua dunque a trovare applicazione alle nuove nomine che dovessero nel frattempo intervenire.

Valutazione interna del rischio

I metodi di valutazione del rischio devono essere definiti dai fondi interessati entro e non oltre il 31 dicembre 2020, così da poter pervenire alla prima valutazione interna del rischio entro e non oltre il 30 aprile 2021.

Modelli gestionali

Per i fondi pensione preesistenti continuano a trovare applicazione le previsioni contenute nel decreto ministeriale n. 62/2007, recante il “Regolamento per l’adeguamento alle disposizioni del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, in materia di forme pensionistiche complementari preesistenti alla data di entrata in vigore della L. 23 ottobre 1992, n. 421”.

Mezzi patrimoniali

Il nuovo comma 3-bis dell’art. 7-bis del decreto n. 252/2005 prevede che le fonti istitutive dei fondi che erogano direttamente le rendite e che non dispongono di mezzi patrimoniali adeguati debbano considerare la finalità di perseguire un’equa ripartizione dei rischi e dei benefici tra le generazioni quando decidono di rimodulare il regime di contribuzione e quello delle prestazioni.

Informative ai potenziali aderenti, aderenti e beneficiari

Le informative di cui agli articoli 13-quinquies e 13-sexies (doveri verso gli iscritti nella fase di prepensionamento e di erogazione delle rendite) costituiscono una novità.
L’art. 19, comma 2, lett. g), n. 3), del decreto n. 252/2005 che, come riformulato dal decreto n. 147/2018, attribuisce alla COVIP il compito di dettare disposizioni volte all’applicazione di regole comuni per tutte le forme pensionistiche complementari e quello di elaborare, a tale fine, appositi schemi.
Si attendono quindi apposite Istruzioni di vigilanza di prossima adozione, in cui saranno definiti i contenuti delle informative e individuati i soggetti tenuti ai relativi adempimenti.

Bilanci e rendiconti

Nel nuovo art. 17-bis del decreto n. 252/2005 è esplicitato, al comma 1, l’obbligo per i fondi pensione negoziali e per quelli preesistenti con soggettività giuridica di redigere i bilanci e le connesse relazioni e di renderli pubblici.
Va ricordato che i fondi pensione negoziali già devono pubblicare sul proprio sito i bilanci, ai sensi delle Direttive COVIP del 28 giugno 2006, e che analogo obbligo già sussiste per i fondi pensione preesistenti con soggettività giuridica e con almeno 1.000 aderenti, così come previsto dalla Circolare COVIP del 16 settembre 2013, prot. n. 5854.
Il comma 2 esplicita il medesimo obbligo con riferimento ai rendiconti e alle relazioni dei fondi pensione che sono costituiti come patrimonio di destinazione, separato e autonomo all’interno di società o enti, ai sensi dell’art. 4, comma 2, del decreto n. 252/2005. Tale obbligo è da intendersi riferito ai fondi pensione aperti e ai fondi interni agli enti di diritto privato di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103 (ovvero le Casse Privatizzate).
Al riguardo, sono da intendersi confermate le disposizioni concernenti “Il Bilancio dei fondi pensione e altre disposizioni in materia di contabilità” dettate dalla COVIP con Deliberazione del 17 giugno 1998 e successive modificazioni.

Sito web

Sui siti web e sull’utilizzo di tecnologie informatiche saranno emanate nel dettaglio delle istruzioni di vigilanza in materia di trasparenza, di prossima adozione.

 

L’ obbligo di trasparenza verso gli iscritti

Sono stati introdotte rilevanti novità per quanto attiene a

  • Art. 13-bis: Informazioni generali sulla forma pensionistica complementare
  • Art. 13-ter: Informazioni ai potenziali aderenti
  • Art. 13-quater: Informazioni periodiche agli aderenti
  • Art. 13-quinquies: Informazioni agli aderenti durante la fase di prepensionamento
  • Art. 13-sexies: Informazioni ai beneficiari durante la fase di erogazione delle rendite
  • Art. 13-septies: Principi in tema di informative ai potenziali aderenti, aderenti e beneficiari

Esaminiamo in particolare il dovere di informazione “durante la fase di prepensionamento” e “durante la fase di erogazione delle rendite”:

Art. 13-quinquies (Informazioni agli aderenti durante la fase di prepensionamento).
1. In aggiunta alle informazioni periodiche di cui all’articolo 13-quater ad ogni aderente sono fornite, almeno tre anni prima della possibile eta’ di pensionamento o su successiva richiesta dello stesso, informazioni circa le opzioni di erogazione delle prestazioni pensionistiche.

Art. 13-sexies (Informazioni ai beneficiari durante la fase di erogazione delle rendite).
1. Ai beneficiari sono periodicamente fornite, da parte della forma pensionistica complementare o dell’impresa assicurativa incaricata dell’erogazione delle rendite, informazioni sulle prestazioni dovute e sulle eventuali opzioni esercitabili per la loro erogazione.
2. I beneficiari sono informati, senza indugio, una volta che sia stata adottata una decisione che comporta un’eventuale riduzione dell’importo delle prestazioni dovute, e comunque tre mesi prima dell’attuazione della decisione.
3. I beneficiari ricevono periodicamente informazioni adeguate nel caso in cui gli stessi assumano una parte significativa del rischio di investimento nella fase di erogazione.

Art. 13-septies: Principi in tema di informative ai potenziali aderenti, aderenti e beneficiari
1. Le informazioni di cui agli articoli 13-bis, 13-ter, 13-quater, 13-quinquies e 13-sexies:
a) sono accurate ed aggiornate;
b) sono formulate in modo chiaro, comprensibile e succinto, evitando l’uso di espressioni gergali e di termini tecnici laddove si possono comunque usare termini di uso comune;
c) non sono fuorvianti e ne è garantita la coerenza nel vocabolario e nei contenuti;
d) sono presentate in modo da agevolarne la lettura;
e) sono redatte in lingua italiana;
f) sono messe a disposizione dei potenziali aderenti, degli aderenti e dei beneficiari a titolo gratuito mediante mezzi elettronici, anche su supporto durevole o tramite un sito web, oppure su carta.