I Fondi Pensione: le varie tipologie


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Fondi a prestazione o contribuzione definita

Fondi a prestazione definita

II fondi pensione a prestazione definita sono quelli in cui la prestazione pensionistica è predeterminata (a prescindere dai risultati della gestione delle risorse raccolte) e corrisponde a una percentuale della retribuzione.
La legge stabilisce che i lavoratori dipendenti possono aderire solamente a nuovi fondi pensione a contribuzione definita, salvo restare in quelli preesistenti in regime di prestazione definita, per i quali sono comunque vietate nuove adesioni (salvo deroghe). Tali fondi sono pertanto “a esaurimento”.
Questo divieto non opera per i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi.

Fondi a contribuzione definita

I fondi pensione a contribuzione definita sono quelli in cui non è predeterminata la prestazione pensionistica, ma solo la contribuzione da versare.
La rendita pensionistica potrà quindi essere calcolata solo all’atto della sua corresponsione, poiché sarà commisurata al capitale individuale che è stato accumulato (sia attraverso i contributi versati che i relativi rendimenti).
I lavoratori dipendenti possono aderire solamente a nuovi fondi pensione a contribuzione definita (salvo quelli preesistenti a prestazione definita).
Invece i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi possono aderire anche a Fondi a prestazione definita.

Fondi Pensione aperti o chiusi

Fondi Pensione aperti

Sono i Fondi Pensione istituiti da banche, SGR, SIM e imprese di assicurazione rivolti, in linea di principio, a tutti i lavoratori.

L’adesione è consentita su base individuale ovvero su base collettiva.

Possono aderire a tali fondi anche soggetti che non svolgono attività lavorativa.

I fondi pensione aperti sono istituiti come patrimonio di destinazione ai sensi dell’art. 2117 del codice civile, con delibera dell’organo di amministrazione della società.

Fondi Pensione negoziali (chiusi)

Sono i Fondi Pensione costituiti in base all’iniziativa delle parti sociali mediante contratti o accordi collettivi a qualunque livello, regolamenti aziendali, accordi fra lavoratori autonomi o liberi professionisti promossi dai sindacati o dalle associazioni di categoria. Sono aperti all’adesione dei lavoratori appartenenti ad aziende, gruppi di aziende o enti, settori o categorie o comparti per i quali trova applicazione il contratto o l’accordo stipulato. Sono costituiti come soggetti giuridici di natura associativa ai sensi dell’art. 36 e seguenti del codice civile distinti dai soggetti promotori dell’iniziativa oppure come associazioni o fondazioni dotate di personalità giuridica il cui riconoscimento è in capo alla COVIP, in deroga al DPR 361/2000. I fondi pensione negoziali costituiti nell’ambito di categorie, comparti o raggruppamenti, sia per lavoratori dipendenti sia per lavoratori autonomi, devono assumere la forma di soggetti riconosciuti.

Fondi Pensione esterni o interni

Fondi Pensione esterni

Normalmente i Fondi Pensione sono “esterni” al datore di lavoro ed hanno una loro soggettività giuridica, che porta ad una loro autonomia patrimoniale e gestionale.

Si tratta dei Fondi previsti dall’ art. 4, comma 1, del Decr. Leg.vo 252/05
Talvolta questi soggetti sono articolati in più sezioni contabili (generalmente a prestazione definita oppure a contribuzione definita), ferma restando la unitarietà soggettiva.

Fondi Pensione interni

Altre volte invece i Fondi Pensione sono “interni”, cioè soltanto una voce del Bilancio della Banca, senza organi autonomi di amministrazione.
Si tratta dei Fondi previsti dall’ art. 4, comma 2, del Decr. Leg.vo 252/05
Si tratta di una complessa problematica, che può essere esaminata nell’ apposita pagina sui Fondi Interni, cliccando qui.

Fondi Pensione preesistenti

I c.d. “Fondi preesistenti” (vedi la Guida della Covip cliccando qui), sono quelli già esistenti nel 1993 (ovvero “le forme pensionistiche complementari di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, aventi soggettività giuridica, con esclusione di quelle di cui all’articolo 20, comma 7 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252″).