I Fondi Pensione a Prestazione Definita


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I fondi pensione possono essere istituiti in base a due particolari regimi:
– a contribuzione definita
– a prestazione definita.
I fondi pensione a prestazione definita sono quelli in cui la prestazione pensionistica è predeterminata (a prescindere dai risultati della gestione delle risorse raccolte) e corrisponde a una percentuale della retribuzione o della pensione obbligatoria dell’aderente.
La legge stabilisce che i lavoratori dipendenti possono aderire solamente a nuovi fondi pensione a contribuzione definita, mentre per i fondi pensione preesistenti in regime di prestazione definita, il decreto legislativo 252/2005 ha vietato nuove adesioni (salvo deroghe). Tali fondi sono pertanto “a esaurimento”.
Questo divieto non opera per i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi.

In questi fondi non esitono dei conti individuali, ma si calcola la pensione solo all’ atto del pensionamento, con un criterio di calcolo prestabilito, che non è strettamente proporzionale ai contributi versati, ma in genere all’ ultima retribuzione.
Il patrimonio del fondo è collettivo e non individuale, ed è alimentato con i contributi di tutti.

Avrà diritto alla pensione solo chi avrà maturato i requisiti (oppure il coniuge superstite e i suoi figli minori o invalidi). Non avranno alcun diritto gli altri eredi.
Se il lavoratore muore prima della maturazione dei requisiti, i suoi contributi verranno incamerati dal fondo, mentre al contrario se un lavoratore (o i suoi superstiti) vivranno molto a lungo, otterranno dal fondo molto di più dei contributi versati (lo stesso avviene nel caso di invalidità ).
Si tratta di un fondo con caratteristiche solidaristiche, come la previdenza INPS.

Da ultimo la Cassazione riconosce al lavoratore, in caso di dimissioni, il diritto a riscuotere dal fondo i contributi da lui versati, nonchè quelli versati dal datore di lavoro (Cass. sez. un. 14/01/2015 n. 477).