TUIR – Testo Unico delle Imposte sui Redditi (gli articoli su lavoro e pensioni)


Print Friendly, PDF & Email

D.P.R.  22 dicembre 1986 n. 917

Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi (T.U.I.R. IMPOSTE SUI REDDITI) (1)

[1] Il D.Lgs. 344/2003 disponendo la riforma della materia di cui al presente decreto ha rinumerato la maggior parte degli articoli presenti. Gli articoli sono stati riportati con la nuova numerazione e, ove possibile, è stata indicata in nota e tra parentesi quadre la numerazione preesistente. Vedi inoltre le disposizioni dei commi 3 e 4 dell’articolo 2 e articolo 4 del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344.

Articolo 17 [ex art. 16] Tassazione separata (1). (A)

  1. L’imposta si applica separatamente sui seguenti redditi:

a ) trattamento di fine rapporto di cui all’art. 2120 del codice civile e indennità equipollenti, comunque denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro dipendente, compresi quelli contemplati alle lettere a), d) e g) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], anche nelle ipotesi di cui all’art. 2122 del codice civile; altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei predetti rapporti, comprese l’indennità di preavviso, le somme risultanti dalla capitalizzazione di pensioni e quelle attribuite a fronte dell’obbligo di non concorrenza ai sensi dell’art. 2125 del codice civile nonché le somme e i valori comunque percepiti, al netto delle spese legali sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive, a seguito di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di transazioni relativi alla risoluzione del rapporto di lavoro(2);

[a-bis ) le prestazioni pensionistiche di cui alla lettera h-bis ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], erogate in forma di capitale, “, ad esclusione del riscatto della posizione individuale ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, diverso da quello esercitato a seguito di pensionamento o di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti;]  (3)

b ) emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, compresi i compensi e le indennità di cui al comma 1 dell’art. 50 [ex 47] e al comma 2 dell’art. 49 [ex 46] (4) (5) (B);

c ) indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma 2 dell’art. 53 [ex 49], se il diritto all’indennità risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto nonché, in ogni caso, le somme e i valori comunque percepiti, al netto delle spese legali sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive, a seguito di provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di transazioni relativi alla risoluzione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa  (6);

c- bis) indennità di mobilità di cui all’art. 7, comma 5, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e trattamento di integrazione salariale di cui all’art. 1- bis del decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489, corrisposti anticipatamente  (7);

d ) indennità per la cessazione di rapporti di agenzia delle persone fisiche e delle società di persone  (8);

e ) indennità percepite per la cessazione da funzioni notarili;

f ) indennità percepite dai lavoratori subordinati sportivi al termine dell’attività sportiva ai sensi dell’articolo 26, comma 4, del decreto legislativo attuativo della delega di cui all’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, se non rientranti tra le indennità indicate alla lettera a )(9);

g ) plusvalenze, compreso il valore di avviamento, realizzate mediante cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni e redditi conseguiti in dipendenza di liquidazione, anche concorsuale, di imprese commerciali esercitate da più di cinque anni  (10);

g- bis) plusvalenze di cui alla lettera b ) del comma 1 dell’art. 67 [ex 81] realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione (11);

g-ter) corrispettivi di cui all’ articolo 54, comma 1-quater [norma introdotta nel 2006], se percepiti in unica soluzione (12);

h ) indennità per perdita dell’avviamento spettanti al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti ad usi diversi da quello di abitazione e indennità di avviamento delle farmacie spettanti al precedente titolare;

i ) indennità spettanti a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, dei danni consistenti nella perdita di redditi relativi a più anni;

l ) redditi compresi nelle somme attribuite o nel valore normale dei beni assegnati ai soci delle società indicate nell’art. 5 nei casi di recesso, esclusione e riduzione del capitale o agli eredi in caso di morte del socio, e redditi imputati ai soci in dipendenza di liquidazione, anche concorsuale, delle società stesse, se il periodo di tempo intercorso tra la costituzione della società e la comunicazione del recesso o dell’esclusione, la deliberazione di riduzione del capitale, la morte del socio o l’inizio della liquidazione è superiore a cinque anni;

[ m ) redditi compresi nelle somme attribuite o nel valore normale dei beni assegnati ai soci di società soggette all’imposta sul reddito delle persone giuridiche nei casi di recesso, riduzione del capitale e liquidazione, anche concorsuale, se il periodo di tempo intercorso tra la costituzione della società e la comunicazione del recesso, la deliberazione, di riduzione del capitale o l’inizio della liquidazione è superiore a cinque anni ;] (13)

n ) redditi compresi nelle somme o nel valore normale dei beni attribuiti alla scadenza dei contratti e dei titoli di cui alle lettere a ), b ), f ) e g ) del comma 1 dell’art. 44 [ex 41], quando non sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, se il periodo di durata del contratto o del titolo è superiore a cinque anni (14);

n-bis ) somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito della detrazione in periodi di imposta precedenti. La presente disposizione non si applica alle spese rimborsate di cui all’art. 15 [ex 13- bis], comma 1, lettera c ), quinto e sesto periodo (15).

  1. I redditi indicati alle lettere da g ) a n ) del comma 1 sono esclusi dalla tassazione separata se conseguiti da società in nome collettivo o in accomandita semplice; se conseguiti da persone fisiche nell’esercizio di imprese commerciali, sono tassati separatamente a condizione che ne sia fatta richiesta nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale sarebbero imputabili come componenti del reddito di impresa.
  2. Per i redditi indicati alle lettere da d ) a f ) del comma 1 e per quelli indicati alle lettere da g ) a n-bis ) non conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali il contribuente ha facoltà di  non avvalersi della tassazione separata facendolo constare espressamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui è avvenuta o ha avuto inizio la percezione. Per i redditi indicati alle lettere a ), b ), c ) e c -bis) del comma 1 gli uffici provvedono a iscrivere a ruolo le maggiori imposte dovute con le modalità stabilite negli articoli 19 [ex 17] e 21 [ex 18] ovvero facendo concorrere i redditi stessi alla formazione del reddito complessivo dell’anno in cui sono percepiti, se ciò risulta più favorevole per il contribuente  (16).
  3. Omissis (17).

______________

(A) In riferimento al presente articolo, vedi: Risposta Agenzia delle Entrate 16 marzo 2021, n. 177;  Risposta Agenzia delle Entrate 29 marzo 2021, n. 222; Risposta Agenzia delle Entrate 27 aprile 2021, n. 292.

(B) In riferimento alla presente lettera vedi: Risoluzione Agenzia delle Entrate 13/12/2017 n. 151/E. In riferimento al regime fiscale somme erogate “una tantum” per compensare il periodo di vacatio contrattuale. Tassazione separata, di cui alla presente lettera, vedi: Risposta Agenzia delle Entrate 17 settembre 2020 n. 367.

[2] Lettera modificata dall’articolo 4, comma 3-bis, del D.L. 14 marzo 1988, n. 70 e successivamente dall’articolo 32, comma 1, lettera a), del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41. Il richiamo all’articolo 47, di cui al presente comma, deve intendersi riferito all’attuale articolo 50 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[3] Lettera aggiunta dall’articolo 10, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, modificata dall’articolo 7, comma 1, del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168 e successivamente abrogata, a decorrere dal 1° gennaio 2007, dall’articolo 21, comma 3, lettera b), del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, come modificato dall’articolo 1, comma 749, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

[4] Lettera sostituita dall’articolo 3, comma 82, lettera a), numero 1), della legge 28 dicembre 1995, n. 549 e successivamente modificato dall’articolo 5, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314. Il richiamo all’articolo 47, di cui alla presente lettera, deve intendersi riferito all’attuale articolo 50, e il richiamo  all’articolo 46 deve intendersi riferito all’attuale articolo 49, come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[5] La Corte Costituzionale, con sentenza 22 luglio 1996, n. 287 (in Gazz. Uff., 31 luglio, n. 31), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della presente lettera, nella parte in cui non ricomprende tra i redditi ammessi a tassazione separata l’indennità di disoccupazione.

[6] Lettera modificata dall’articolo 32, comma 1, lettera b), del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41. Il richiamo all’articolo 47, di cui al presente comma, deve intendersi riferito all’attuale articolo 50 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[7] Lettera aggiunta dall’articolo 3, comma 82, lettera a), numero 2), della legge 28 dicembre 1995, n. 549.

[8] Lettera modificata, a decorrere dal 1° gennaio 1988, dall’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42 e successivamente dall’articolo 6, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

[9] Lettera modificata dall’articolo 51, comma 2, lettera a), del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36.

[10] Lettera modificata, a decorrere dal 1° gennaio 1988, dall’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42.

[11] Lettera aggiunta dall’articolo 11, comma 1, lettera c), della legge 30 dicembre 1991, n. 413. Il richiamo all’articolo 81 di cui al presente comma, deve intendersi riferito all’attuale articolo 67 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[12] Lettera aggiunta dall’articolo 36, comma 29, lettera b), del D.L. 4 luglio 2006, n. 223.

[13] Lettera modificata, a decorrere dal 1° gennaio 1988, dall’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42. Successivamente abrogata dall’articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, a decorrere dal periodo di imposta che ha inizio successivamente al 1° gennaio 2004.

[14] Il richiamo all’articolo 41, di cui alla presente lettera, deve intendersi riferito all’attuale articolo 44 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[15] Lettera aggiunta dall’articolo 1, comma 2, lettera a), del D.L. 31 maggio 1994, n. 330 e successivamente modificata, a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 1996, dall’articolo 3, comma 2, lettera c), della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Il richiamo all’articolo 13-bis, di cui alla presente lettera, deve intendersi riferito all’attuale articolo 15 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[16] Comma modificato, a decorrere dal 1° gennaio 1988, dall’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42 e successivamente dall’articolo 1, comma 2, lettera b), del D.L. 31 maggio 1994, n. 330 e dall’articolo 3, comma 82, lettera a), numero 3), della legge 28 dicembre 1995, n. 549. Il richiamo agli articoli 17 e 18 , di cui al presente comma, deve intendersi riferito agli attuali 19 e 21 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[17] Comma trasferito, quale comma 5, nell’articolo 9, a norma dell’articolo 1, comma 1, del D.P.R. 4 febbraio 1988, n. 42, a decorrere dal 1° gennaio 1988.

[Articolo 17 bis] [post Riforma 2004]

Abrogato dal D. Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344

[1 . Le prestazioni di cui alla lettera a-bis ) del comma 1, dell’art. 16 sono soggette ad imposta mediante l’applicazione dell’aliquota determinata con i criteri previsti al comma 1, dell’art. 17, assumendo il numero degli anni e frazione di anno di effettiva contribuzione e l’importo imponibile della prestazione maturata, al netto [delle quote di trattamento di fine rapporto] e dei redditi già assoggettati da imposta. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto di percezione. Si applicano le disposizioni previste dall’art. 17, comma 1- bis , iscrivendo a ruolo o rimborsando le maggiori o le minori imposte entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta  (1).

2 . Se la prestazione è non superiore a un terzo dell’importo complessivamente maturato alla data di accesso alla prestazione stessa, l’imposta si applica sull’importo al netto dei redditi già assoggettati ad imposta. Tale disposizione si applica altresì nei casi previsti dall’art. 10, commi 3- ter e 3- quater , del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, nonché in caso di riscatto della posizione individuale ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c), del medesimo decreto legislativo, esercitato a seguito di pensionamento o di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, e comunque quando l’importo annuo della prestazione pensionistica spettante in forma periodica è inferiore al 50 per cento dell’assegno sociale di cui all’art. 3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n. 335  (2).

3 . Salvo conguaglio all’atto della liquidazione definitiva della prestazione, le prestazioni pensionistiche erogate in caso di riscatto parziale di cui all’art. 10, comma 1- bis , del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, o a titolo di anticipazione, sono soggette ad imposta con l’aliquota determinata ai sensi del comma 1, primo periodo, per il loro intero importo (3)  (4).]

[1] Comma modificato dall’articolo 7, comma 2, lettere a) e b), del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168.

[2] Comma modificato dall’articolo 7, comma 2, lettera c), del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168.

[3] Articolo aggiunto dall’articolo 10, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 e non previsto nella nuova numerazione intervenuta con l’articolo 1 del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344.

[4] Il D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, ha disposto, con l’articolo 1, comma 1, la totale modifica del presente provvedimento, e ne ha ridefinito la struttura di titoli, capi e sezioni.

Articolo 19 [ex art. 17] – Indennità di fine rapporto

1 . Il trattamento di fine rapporto costituisce reddito per un importo che si determina riducendo il suo ammontare delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva. L’imposta è applicata con l’aliquota determinata con riferimento all’anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all’importo che risulta dividendo il suo ammontare, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti  (2).

1-bis . Se in uno o più degli anni indicati al comma 1 non vi è stato reddito imponibile, l’aliquota media si calcola con riferimento agli anni in cui vi è stato reddito imponibile; se non vi è stato reddito imponibile in alcuno di tali anni, si applica l’aliquota stabilita dall’art. 11 per il primo scaglione di reddito (3).

1-ter . Qualora il trattamento di fine rapporto sia relativo a rapporti di lavoro a tempo determinato, di durata effettiva non superiore a due anni, l’imposta determinata ai sensi del comma 1 è diminuita di un importo pari a lire 120 mila per ciascun anno, per i periodi inferiori ad un anno, tale importo è rapportato a mese. Se il rapporto si svolge per un numero di ore inferiore a quello ordinario previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro, la somma è proporzionalmente ridotta (4).

2 . Le altre indennità e somme indicate alla lettera a) del comma 1 dell’art. 17 [ex 16], anche se commisurate alla durata del rapporto di lavoro e anche se corrisposte da soggetti diversi dal datore di lavoro, sono imponibili per il loro ammontare complessivo, al netto dei contributi obbligatori dovuti per legge, con l’aliquota determinata agli effetti del comma 1. Tali indennità e somme, se corrisposte a titolo definitivo e in relazione ad un presupposto non connesso alla cessazione del rapporto di lavoro che ha generato il trattamento di fine rapporto, sono imponibili per il loro ammontare netto con l’aliquota determinata con i criteri di cui al comma 1(5).

2-bis . Le indennità equipollenti, comunque denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro dipendente di cui alla lettera a), del comma 1, dell’art. 17 [ex 16], sono imponibili per un importo che si determina riducendo il loro ammontare netto di una somma pari a L. 600.000 per ciascun anno preso a base di commisurazione, con esclusione dei periodi di anzianità convenzionale; per i periodi inferiori all’anno la riduzione è rapportata a mese. Se il rapporto si svolge per un numero di ore inferiore a quello ordinario previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro, la somma è proporzionalmente ridotta. L’imposta è applicata con l’aliquota determinata con riferimento all’anno in cui è maturato il diritto alla percezione, corrispondente all’importo che risulta dividendo il suo ammontare netto, aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, per il numero degli anni e frazione di anno preso a base di commisurazione, e moltiplicando il risultato per dodici. L’ammontare netto delle indennità, alla cui formazione concorrono contributi previdenziali posti a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati, è computato previa detrazione di una somma pari alla percentuale di tali indennità corrispondente al rapporto, alla data del collocamento a riposo o alla data in cui è maturato il diritto alla percezione, fra l’aliquota del contributo previdenziale posto a carico dei lavoratori dipendenti e assimilati e l’aliquota complessiva del contributo stesso versato all’ente, cassa o fondo di previdenza (6)(7).

  1. Se per il lavoro prestato anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 29 maggio 1982, n. 297, il trattamento di fine rapporto risulta calcolato in misura superiore ad una mensilità della retribuzione annua per ogni anno preso a base di commisurazione, ai fini della determinazione dell’aliquota ai sensi del comma 1 non si tiene conto dell’eccedenza.

4 . Salvo conguaglio all’atto della liquidazione definitiva, sulle anticipazioni e sugli acconti relativi al trattamento di fine rapporto e alle indennità equipollenti nonchè sulle anticipazioni relative alle altre indennità e somme, si applica l’aliquota determinata, rispettivamente, a norma dei commi 1, 2 e 2- bis , considerando l’importo accantonato, aumentato dalle anticipazioni e degli acconti complessivamente erogati e al netto delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva (8).

[4- bis . Per le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori che abbiano superato l’età di 50 anni se donne e di 55 anni se uomini, di cui all’art. 17 [ex 16], comma 1, lettera a ), l’imposta si applica con l’aliquota pari alla metà di quella applicata per la tassazione del trattamento di fine rapporto e delle altre indennità e somme indicate alla richiamata lettera a ) del comma 1 dell’art. 17 [ex 16].] (9)

  1. Nell’ipotesi di cui all’art. 2122 del codice civile e nell’ipotesi di cui al comma 3 dell’art. 7 l’imposta, determinata a norma del presente articolo, è dovuta dagli aventi diritto proporzionalmente all’ammontare percepito da ciascuno; nella seconda ipotesi la quota dell’imposta sulle successioni proporzionale al credito indicato nella relativa dichiarazione è ammessa in deduzione dall’ammontare imponibile di cui ai precedenti commi.
  2. Con decreti del Ministro delle finanze sono stabiliti i criteri e le modalità per lo scambio delle informazioni occorrenti ai fini dell’applicazione del comma 2 tra i soggetti tenuti alla corresponsione delle indennità e delle altre somme in dipendenza della cessazione del medesimo rapporto di lavoro.

______________

(A) In riferimento al presente articolo, vedi: Risposta Agenzia delle Entrate 16 marzo 2021, n. 177.

[2] Comma modificato, con effetto dal 17 luglio 1986, dall’articolo 4, comma 3-ter, del D.L. 14 marzo 1988, n. 70, come modificato dall’articolo 6, comma 1-bis, del D.L. 30 maggio 1988, n. 173, dall’articolo 48, comma 2, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, successivamente sostituito dall’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 , dall’articolo 8, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168 e da ultimo modificato dall’articolo 37, comma 41, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223.

[3] Comma aggiunto dall’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[4] Comma aggiunto dall’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 e successivamente modificato dall’articolo 8, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168.

[5] Comma modificato dall’articolo 4, comma 3-quater, del D.L. 14 marzo 1988, n. 70 e successivamente sostituito dall’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47. Il richiamo all’articolo 16, di cui alla presente lettera, deve intendersi riferito all’attuale articolo 17 come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[6] Comma aggiunto dall’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[7] Per la determinazione dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche determinata ai sensi del presente comma, vedi l’articolo 24, comma 1, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26.

[8] Comma modificato dall’articolo 13, comma 4, del D.Lgs. 21 aprile 1993, n. 124, sostituito dall’articolo 5, comma 1, lettera d), numero 1), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314, successivamente modificato dall’articolo 1, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 e da ultimo sostituito dall’articolo 11, comma 1, lettera a), numero 2), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[9] Comma aggiunto dall’articolo 5, comma 1, lettera d), numero 2), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314 e successivamente abrogato dall’articolo 36, comma 23, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223.

Articolo 20 [ex art. 17-bis] – Prestazioni pensionistiche (1).

Abrogato

[1 . Le prestazioni di cui alla lettera a-bis ) del comma 1, dell’art. 17 [ex 16] sono soggette ad imposta mediante l’applicazione dell’aliquota determinata con i criteri previsti al comma 1, dell’art. 19 [ex 17], assumendo il numero degli anni e frazione di anno di effettiva contribuzione e l’importo imponibile della prestazione maturata, al netto [delle quote di trattamento di fine rapporto] e dei redditi già assoggettati da imposta. Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto di percezione. Si applicano le disposizioni previste dall’art. 19 [ex 17], comma 1- bis , iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti  (2).

2 . Se la prestazione è non superiore a un terzo dell’importo complessivamente maturato alla data di accesso alla prestazione stessa, l’imposta si applica sull’importo al netto dei redditi già assoggettati ad imposta. Tale disposizione si applica altresì nei casi previsti dall’art. 10, commi 3- ter e 3- quater , del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, nonché in caso di riscatto della posizione individuale ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c), del medesimo decreto legislativo, esercitato a seguito di pensionamento o di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, e comunque quando l’importo annuo della prestazione pensionistica spettante in forma periodica è inferiore al 50 per cento dell’assegno sociale di cui all’art. 3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n. 335  (3).

3 . Salvo conguaglio all’atto della liquidazione definitiva della prestazione, le prestazioni pensionistiche erogate in caso di riscatto parziale di cui all’art. 10, comma 1- bis , del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, o a titolo di anticipazione, sono soggette ad imposta con l’aliquota determinata ai sensi del comma 1, primo periodo, per il loro intero importo.]  (4)

[1] Il D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, ha disposto, con l’articolo 1, comma 1, la totale modifica del presente provvedimento, e ne ha ridefinito la struttura di titoli, capi e sezioni. Nel testo precedente la riforma introdotta dal D.Lgs. 344/2003 le disposizioni contenute nel presente articolo erano previste dall’articolo 17-bis.

[2] Comma modificato dall’articolo 7, comma 2, lettere a) e b), del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168 e successivamente dall’articolo 37, comma 41, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223.

[3] Comma modificato dall’articolo 7, comma 2, lettera c), del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168.

[4] Articolo aggiunto dall’articolo 10, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 e successivamente abrogato, a decorrere dal 1° gennaio 2007, dall’articolo 21, comma 3, lettera c), del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, come modificato dall’articolo 1, comma 749, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Articolo 21 [ex art.18] – Determinazione dell’imposta
per gli altri redditi tassati separatamente (1).

  1. Per gli altri redditi tassati separatamente, ad esclusione di quelli in cui alla lettera g) del comma 1 dell’articolo 17 [ex 16] e di quelli imputati ai soci in dipendenza di liquidazione, anche concorsuale, di cui alla lettera l) del medesimo comma 1 dell’articolo 17 [ex 16], l’imposta è determinata applicando all’ammontare percepito, l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui è sorto il diritto alla loro percezione ovvero, per i redditi e le somme indicati, rispettivamente, nelle lettere b), c-bis) e n-bis) del comma 1 dell’articolo 17 [ex 16], all’anno in cui sono percepiti. Per i redditi di cui alla lettera g) del comma 1 dell’articolo 17 [ex 16] e per quelli imputati ai soci in dipendenza di liquidazione, anche concorsuale, di cui alla lettera l) del medesimo comma 1 dell’articolo 17 [ex 16], l’imposta è determinata applicando all’ammontare conseguito o imputato, l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui i redditi sono stati rispettivamente conseguiti o imputati. Se per le somme conseguite a titolo di rimborso di cui alla lettera n-bis) del comma 1 dell’articolo 17 [ex 16] è stata riconosciuta la detrazione, l’imposta è determinata applicando un’aliquota non superiore al 27 per cento.
  2. Nell’ipotesi di cui al comma 3 dell’art. 7 si procede alla tassazione separata nei confronti degli eredi e dei legatari: l’imposta dovuta da ciascuno di essi è determinata applicando all’ammontare percepito, diminuito della quota dell’imposta sulle successioni proporzionale al credito indicato nella relativa dichiarazione, l’aliquota corrispondente alla metà del suo reddito complessivo netto nel biennio anteriore all’anno in cui si è aperta la successione.
  3. Se in uno dei due anni anteriori non vi è stato reddito imponibile si applica l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dell’altro anno; se non vi è stato reddito imponibile in alcuno dei due anni si applica l’aliquota stabilita all’art. 11 per il primo scaglione di reddito.
  4. Per gli emolumenti arretrati di cui alla lettera b ) del comma 1 dell’art. 17 [ex 16] l’imposta determinata ai sensi dei precedenti commi è ridotta di un importo pari a quello delle detrazioni previste nell’art. 12 e nei commi 1 e 2 dell’art. 13 se e nella misura in cui non siano state fruite per ciascuno degli anni cui gli arretrati si riferiscono. Gli aventi diritto agli arretrati devono dichiarare al soggetto che li corrisponde l’ammontare delle detrazioni fruite per ciascuno degli anni cui si riferiscono (3).
  5. Per i redditi indicati alle lettere c ), d ), e ) ed f ) del comma 1 dell’art. 17 [ex 16] l’imposta si applica anche sulle eventuali anticipazioni salvo conguaglio.

[1] Il D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, ha disposto, con l’articolo 1, comma 1, la totale modifica del presente provvedimento, e ne ha ridefinito la struttura di titoli, capi e sezioni. Nel testo precedente la riforma introdotta dal D.Lgs. 344/2003 le disposizioni contenute nel presente articolo erano previste dall’articolo 18.

[3] Il richiamo all’articolo 16, di cui al presente comma, deve intendersi riferito all’attuale articolo 17 e il richiamo all’articolo 13 deve intendersi riferito all’attuale articolo 14come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

Articolo 48 bis – Determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (1) (2)

[1 . Ai fini della determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente si applicano le disposizioni dell’art. 51 [ex 48] salvo quanto di seguito specificato:

[a ) ai fini della determinazione del reddito di cui alla lettera a ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], i contributi versati alle forme pensionistiche complementari previste dal decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 dai lavoratori soci o dalle cooperative di produzione e lavoro non concorrono a formare il reddito fino ad un importo non superiore al 6 per cento, e comunque a 5 milioni di lire, dell’imponibile rilevante ai fini della contribuzione previdenziale obbligatoria;] (3)

a -bis) ai fini della determinazione del reddito di cui alla lettera e ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], i compensi percepiti dal personale dipendente del Servizio sanitario nazionale per l’attività libero-professionale intramuraria, esercitata presso studi professionali privati a seguito di autorizzazione del direttore generale dell’azienda sanitaria, costituiscono reddito nella misura del 75 per cento (4);

b ) ai fini della determinazione delle indennità di cui alla lettera g ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], non concorrono, altresì, a formare il reddito le somme erogate ai titolari di cariche elettive pubbliche, nonchè a coloro che esercitano le funzioni di cui agli articoli 114 e 135 della Costituzione, a titolo di rimborso di spese, purchè l’erogazione di tali somme e i relativi criteri siano disposti dagli organi competenti a determinare i trattamenti dei soggetti stessi. Gli assegni vitalizi di cui alla predetta lettera g ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], sono assoggettati a tassazione per la quota parte che non deriva da fonti riferibili a trattenute effettuate al percettore già assoggettate a ritenute fiscali. Detta quota parte è determinata, per ciascun periodo d’imposta, in misura corrispondente al rapporto complessivo delle trattenute effettuate, assoggettate a ritenute fiscali, e la spesa complessiva per assegni vitalizi. Il rapporto va effettuato separatamente dai distinti soggetti erogatori degli assegni stessi, prendendo a base ciascuno i propri elementi;

c ) per le rendite e gli assegni indicati alle lettere h ) e i ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47]non si applicano le disposizioni del predetto art. 51 [ex 48]. [Le predette rendite e assegni si presumono percepiti, salvo prova contraria, nella misura e alle scadenze risultanti dai relativi titoli. Le rendite costituiscono reddito per il 60 per cento dell’ammontare lordo percepito nel periodo d’imposta] (5);

d ) per le prestazioni pensionistiche di cui alla lettera h-bis ) del comma 1, dell’art. 50 [ex 47], erogate in forma periodica non si applicano le disposizioni del richiamato art. 51 [ex 48]. Le stesse si assumono al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta e di quelli di cui alla lettera g-quinquies ) del comma 1, dell’art. 44 [ex 41], se determinabili(6);

d- bis ) i compensi di cui alla lettera l ) del comma 1 dell’art. 50 [ex 47], percepiti dai soggetti che hanno raggiunto l’età prevista dalla vigente legislazione per la pensione di vecchiaia e che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a lire 18 milioni al netto della deduzione prevista dall’art. 10, comma 3- bis per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e per le relative pertinenze, costituiscono reddito per la parte che eccede complessivamente nel periodo d’imposta lire sei milioni (7);

d-ter ) per le prestazioni pensionistiche di cui alla lettera h-bis ) del comma 1, dell’art. 50 [ex 47], erogate in forma capitale a seguito di riscatto della posizione individuale ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera c ), del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 diverso da quello esercitato a seguito di pensionamento o di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, non si applicano le disposizioni del richiamato art. 48. Le stesse assumono al netto dei redditi già assoggettati ad imposta, se determinabili (8).]

[1] Il D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, ha disposto, con l’articolo 1, comma 1, la totale modifica del presente provvedimento, e ne ha ridefinito la struttura di titoli, capi e sezioni.

[2] Articolo aggiunto dall’articolo 4, comma 1, del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314 e non più previsto nella nuova numerazione intervenuta con l’ articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344.

[3] Lettera soppressa dall’articolo 1, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[4] Lettera aggiunta dall’articolo 4, comma 1, lettera i), della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e successivamente modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

[5] Lettera modificata dall’articolo 13, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[6] Lettera aggiunta dall’articolo 10, comma 1, lettera f), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[7] Lettera aggiunta dall’articolo 13, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 23 dicembre 1999, n. 505, a decorrere dal 1° gennaio 2000.

[8] Lettera aggiunta dall’articolo 10, comma 1, lettera f), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47 e successivamente rinominata e modificata dall’articolo 7, comma 3, del D.Lgs. 12 aprile 2001, n. 168.

CAPO IV
REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE

Articolo 49 [ex art. 46] – Redditi di lavoro dipendente (A)  (2).

  1. Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro.
  2. Costituiscono, altresì, redditi di lavoro dipendente:

a ) le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati;

b ) le somme di cui all’art.429, ultimo comma, del codice di procedura civile (3)

_________________

(A) In riferimento al presente articolo vedi: Circolare ENPALS 20 gennaio 2009, n. 3.

[2] Vedi l’articolo 1, comma 5 dell’articolo 1,D.lgs. 28 settembre 1998, n. 360, sostituito dall’articolo 1, comma 142 della L. 27 dicembre 2006, n. 296;  vedi anche, l’ articolo 63, comma 1, D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito  con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27.

[3] Comma sostituito dall’articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314.

Articolo 50 [ex art. 47] – Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (1).

  1. Sono assimilati a quello di lavoro dipendente:

a ) i compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20 per cento, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca;

b ) le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riservati allo Stato;

c ) le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante;

c-bis ) le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonchè quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, semprechè gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente di cui all’art. 49 [ex 46], comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’art. 53 [ex 49], comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente  (2) (A);

d ) le remunerazioni dei sacerdoti, di cui agli articoli 24,33, lettera a ) e 34 della legge 20 maggio 1985, n. 222, nonchè le congrue e i supplementi di congrua di cui all’art. 33, primo comma, della legge 26 luglio 1974, n. 343;

e ) i compensi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, del personale di cui all’art. 102 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 e del personale di cui all’art. 6, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, nei limiti e alle condizioni di cui all’art. 1, comma 7, della legge 23 dicembre 1996, n. 662(3);

  1. f) le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni, sempreché le prestazioni non siano rese da soggetti che esercitano un’arte o professione di cui all’ articolo 53 [ex 49], comma 1, e non siano state effettuate nell’esercizio di impresa commerciale, nonché i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie, [ ai giudici di pace e ] agli esperti del tribunale di sorveglianza, ad esclusione di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato (B) (4)(5);

g ) le indennità di cui all’art. 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, e all’art. 1 della legge 13 agosto 1979, n. 384, percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo e le indennità, comunque denominate, percepite per le cariche elettive e per le funzioni di cui agli articoli 114 e 135 della Costituzione e alla legge 27 dicembre 1985, n. 816 nonchè i conseguenti assegni vitalizi percepiti in dipendenza dalla cessazione delle suddette cariche elettive e funzioni e l’assegno del Presidente della Repubblica (6)(7);

h ) le rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle aventi funzione previdenziale. Le rendite aventi funzione previdenziale sono quelle derivanti da contratti di assicurazione sulla vita stipulati con imprese autorizzate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP) ad operare nel territorio dello Stato, o quivi operanti in regime di stabilimento o di prestazioni di servizi, che non consentano il riscatto della rendita successivamente all’inizio dell’erogazione (8);

h-bis ) le prestazioni pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, comunque erogate  (9);

i ) gli altri assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono attualmente nè capitale nè lavoro, compresi quelli indicati alle lettere c ) e d ) del comma 1 dell’art. 10 tra gli oneri deducibili ed esclusi quelli indicati alla lettera c ) del comma 1 dell’art. 44 [ex 41](10);

l ) i compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (11).

  1. I redditi di cui alla lettera a ) del comma 1 sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente a condizione che la cooperativa sia iscritta nel registro prefettizio o nello schedario generale della cooperazione, che nel suo statuto siano inderogabilmente indicati i principi della mutualità stabiliti dalla legge e che tali principi siano effettivamente osservati.
  2. Per i redditi indicati alle lettere e ), f ), g ), h ) e i ) del comma 1 l’assimilazione ai redditi di lavoro dipendente non comporta le detrazioni previste dall’art. 13 (12)(13)(C).

______________________________

(A) In riferimento agli assegni per lo svolgimento della leva civica volontaria regionale. Redditi assimilati ai redditi di lavoro dipendente, di cui alla presente lettera vedi : Risposta Agenzia delle Entrate 22/11/2018 n. 82. In riferimento a redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente percepiti da un soggetto non residente, di cui alla presente lettera, vedi: Risposta Agenzia delle Entrate 18 luglio 2019, n. 271.

(B) In riferimento al trattamento fiscale dei compensi spettanti ai giudici tributari, di cui alla presente lettera, vedi: Risposta Agenzia delle Entrate 13 novembre 2019, n. 483.

(C) In riferimento al presente articolo vedi: Circolare ENPALS 20 gennaio 2009, n. 3.  

[1] Il D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, ha disposto, con l’articolo 1, comma 1, la totale modifica del presente provvedimento, e ne ha ridefinito la struttura di titoli, capi e sezioni. Nel testo precedente la riforma introdotta dal D.Lgs. 344/2003 le disposizioni contenute nel presente articolo erano previste dall’articolo 47.

[2] Lettera aggiunta dall’articolo 34, comma 1, lettera b), della legge 21 novembre 2000, n. 342, a decorrere dal 1° gennaio 2001. Il richiamo agli articoli 46 e 49, di cui alla presente lettera, devono intendersi riferiti agli attuali articoli 49 e 53, come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[3] Lettera modificata dall’articolo 9, comma 20, del D.L. 1° ottobre 1996, n. 510 e successivamente sostituita dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314.

[4] Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314 , sostituita dall’articolo 2, comma 36, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 a decorrere dal 1° gennaio 2004, e da ultimo modificata dall’articolo 26, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 13 luglio 2017, n. 116.

In riferimento alla presente lettera,  a norma dell’articolo 32, comma 1,  del medesimo D.Lgs. 116/2017  “1. Le disposizioni dei capi da I a IX si applicano ai magistrati onorari immessi nel servizio onorario successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Sino alla scadenza del quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, le disposizioni dei capi da I a IX si applicano ai magistrati onorari in servizio alla medesima data per quanto non previsto dalle disposizioni del capo XI. Dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo, ai magistrati onorari in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto si applicano tutte le disposizioni del medesimo decreto. È in ogni caso fatto salvo quanto disposto dall’articolo 31, commi 2 e 3”.

[5] Il richiamo all’articolo 49, di cui alla presente lettera , deve intendersi riferito all’attuale articolo 53 , come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344

[6] Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 3), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314.

[7] A norma dell’articolo 1, comma 2 della L.11 agosto 1991, n. 268 , con effetto dal 1° gennaio 1992,   ai fini dell’applicazione di quanto disposto dal primo periodo del secondo comma dell’art. 24 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e dal secondo periodo del quarto comma dell’art. 29 del medesimo decreto, le ritenute sulle indennità di cui alla lettera g) del comma 1 dell’art. 47 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, sono commisurate sulla parte del relativo ammontare che costituisce reddito con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, sono commisurate sulla parte del relativo ammontare che costituisce reddito.

[8] Lettera sostituita dall’articolo 13, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[9] Lettera aggiunta dall’articolo 13, comma 7, del D.Lgs. 21 aprile 1993, n. 124, come modificato dall’articolo 11, comma 1, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e successivamente sostituita dall’articolo 10, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47.

[10] Lettera modificata dall’articolo 13, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 23 dicembre 1999, n. 505, a decorrere dal 1° gennaio 2000. Il richiamo all’articolo 41, di cui alla presente lettera, deve intendersi riferito all’attuale articolo 44 , come disposto dall’ articolo 2, comma 3, del D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 .

[11] Lettera aggiunta dall’articolo 1, comma 1, della legge 11 dicembre 1990, n. 381 e successivamente sostituita dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 4), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314.

[12] Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314.

[13] Vedi l’articolo 1, comma 5, del D.Lgs, 28 settembre 1998, n. 360, come sostituito dall’articolo 1, comma 142, della L. 27 dicembre 2006, n. 296.