La Cassa Forense e i Regolamenti del 2009

Indice degli argomenti:


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L’iter dell’approvazione

La Riforma del 2009 ha avuto il seguente iter, fra la Cassa ed il Ministero:

  • 19 settembre 2008: Delibera della Cassa
  • 19 novembre 2009: Nota Ministeriale con osservazioni
  • 5 dicembre 2009: Delibera della Cassa in conformità alle osservazioni ministeriali
  • 18 dicembre 2009: Approvazione ministeriale
  • 31 dicembre 2009: pubblicazioen sulla Gazzetta Ufficiale n. 303

REGOLAMENTO PER LE PRESTAZIONI PREVIDENZIALI

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Art. 1
PRESTAZIONI

  1. La Cassa corrisponde le seguenti prestazioni previdenziali:
    1. Pensione di vecchiaia;
    2. Pensione di anzianità;
    3. Pensione di invalidità;
    4. Pensione di inabilità;
    5. Pensione di reversibilità;
    6. Pensione indiretta;
    7. Pensione di vecchiaia contributiva.
  2. Tutte le pensioni sono corrisposte su domanda degli aventi diritto.
  3. I trattamenti pensionistici decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è avvenuta la presentazione della domanda per le pensioni indicate nelle lettere c) d) g) e dal primo del mese successivo all’evento da cui nasce il diritto per le pensioni indicate alle lettere a) e) f).
  4. L’erogazione delle pensioni di anzianità, di cui al punto b), avverrà dai termini previsti dai commi 6 ed 8 dell’art. 59 della Legge 449/97.
  5. Ai fini del diritto a pensione, si calcolano, per intero, l’anno solare in cui ha avuto decorrenza l’iscrizione e l’anno in cui si maturano i requisiti per l’ammissione al trattamento.
  6. I trattamenti conseguiti a seguito di totalizzazione sono disciplinati dall’apposita normativa speciale.
  7. Gli anni oggetto di riscatto e ricongiunzione, regolarmente adempiuti, sono equiparati ad ogni effetto agli anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa.

Art. 2
PENSIONE DI VECCHIAIA

  1. La pensione di vecchiaia è corrisposta a coloro che abbiano maturato i seguenti requisiti:
    • A fino al 31 dicembre 2010, 65 anni di età e almeno 30 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2011, 66 anni di età e almeno 31 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2014, 67 anni di età e almeno 32 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2017, 68 anni di età e almeno 33 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2019, 69 anni di età e almeno 34 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2021, 70 anni di età e almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa.
  2. È facoltà dell’iscritto anticipare, rispetto a quanto previsto dal comma precedente, il conseguimento del trattamento pensionistico a partire dal compimento del 65° anno di età, fermo restando i requisiti della anzianità di iscrizione e contribuzione di cui al comma precedente. In tal caso il trattamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla trasmissione dell’istanza, ovvero dal mese successivo al raggiungimento dei requisiti minimi previsti, ove non già maturati al momento dell’invio della domanda.

Art. 3
MISURA DELLA PENSIONE

La pensione di vecchiaia è costituita dalla somma di due distinte quote confluenti in un trattamento unitario. Una prima quota, detta di base, calcolata secondo il criterio retributivo previsto dal successivo art. 4 ed una seconda quota detta modulare, calcolata secondo il criterio contributivo previsto dal successivo art. 6.

Art. 4
DETERMINAZIONE DELLA QUOTA DI BASE

  1. Per coloro che maturano i requisiti dal 1° gennaio dell’anno successivo all’approvazione del presente Regolamento, salvo quanto previsto per il periodo transitorio di cui all’art. 14, la quota di base della pensione di vecchiaia è calcolata sulla media dei redditi professionali, rivalutati come previsto al successivo comma 6, dichiarati dall’iscritto ai fini Irpef, per tutti gli anni di iscrizione maturati fino all’anno antecedente a quello della decorrenza del trattamento pensionistico, esclusi i peggiori cinque di essi.
  2. La media dei redditi deve comprendere almeno 30 anni. Non è prevista l’esclusione dei peggiori cinque redditi professionali, qualora gli anni di iscrizione maturati siano inferiori a:
    • 25 anni fino al 31 dicembre 2010;
    • 26 anni fino al 31 dicembre 2013;
    • 27 anni fino al 31 dicembre 2016;
    • 28 anni fino al 31 dicembre 2018;
    • 29 anni fino al 31 dicembre 2020;
    • 30 anni dal 1° gennaio 2021.
  1. Ai fini della determinazione del trattamento si considerano soltanto gli anni di contribuzione e di effettiva iscrizione come previsto dagli articoli 2 e 3 della legge n. 319/75. Per il calcolo della media, si considera soltanto la parte di reddito professionale compresa entro il tetto reddituale di cui all’art. 2 comma 1, lettera a) del Regolamento dei contributi.
  2. E’ fatto salvo quanto stabilito con separato Regolamento in ordine al recupero di anni resi inefficaci per intervenuta prescrizione a seguito di versamenti parziali.
  3. L’importo medio, così determinato, viene moltiplicato, per ciascun anno di effettiva iscrizione e contribuzione, per un coefficiente dell’1,50% sulla somma compresa tra 0 e i 3/4 del tetto reddituale e dell’1,20% sulla restante parte.
  4. I redditi annuali dichiarati, escluso l’ultimo, sono rivalutati in base alla variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai rilevata dall’ISTAT. A tal fine il Consiglio di Amministrazione redige ed aggiorna, entro il 31 maggio di ciascun anno, sulla base dei dati pubblicati dall’ISTAT, apposita tabella dei coefficienti di rivalutazione relativi ad ogni anno. La delibera viene comunicata ai Ministeri vigilanti per la relativa approvazione che si intende data se non viene negata entro i due mesi successivi alla comunicazione. Gli aumenti hanno decorrenza dal 1° gennaio successivo alla data della delibera del Consiglio di Amministrazione.
  5. In caso di anticipazione della pensione ai sensi del comma 2 dell’art. 2, l’importo della quota di base, calcolata secondo i criteri previsti dal precedente comma 5, verrà ridotto nella misura dello 0,41% per ogni mese di anticipazione rispetto al requisito anagrafico previsto all’art. 2, comma 1. La riduzione di cui innanzi non si applica ove l’iscritto al raggiungimento del 65° anno di età, ovvero al momento successivo della trasmissione della domanda di pensione, abbia raggiunto il requisito della effettiva iscrizione e contribuzione per almeno 40 anni.

Art. 5
INTEGRAZIONE AL TRATTAMENTO MINIMO

  1. Su domanda dell’avente diritto, qualora applicando i criteri di calcolo di cui agli artt. 4, 6 e 14 del presente regolamento la pensione annua sia inferiore ad € 10.160,00, preso come base l’anno 2008, è corrisposta un’integrazione sino al raggiungimento del suddetto importo.
  2. Tale importo è rivalutato annualmente con i criteri di cui all’art. 13 del presente regolamento. E’ escluso ogni collegamento automatico di tale importo minimo con il contributo soggettivo minimo.
  3. L’integrazione al trattamento minimo compete solo nell’ipotesi in cui il reddito complessivo dell’iscritto e del coniuge, non legalmente ed effettivamente separato, comprensivo dei redditi da pensione nonché di quelli soggetti a tassazione separata o a ritenuta alla fonte, non sia superiore al triplo del trattamento minimo. Essa compete solo sino al raggiungimento del reddito complessivo massimo pari a tre volte il trattamento minimo di cui sopra, salvo quanto previsto al comma 4 del presente articolo.
  4. Ai fini del computo del reddito massimo di cui sopra non si considerano il reddito della casa di abitazione del titolare della pensione, anche se imputabile al coniuge, il trattamento di fine rapporto e le erogazioni ad esso equiparate. Per i fini di cui alla presente normativa si considera la media dei redditi effettivamente percepiti nei tre anni precedenti quello per il quale si chiede l’integrazione al trattamento minimo della pensione.
  5. All’atto della presentazione della domanda di integrazione al trattamento minimo il richiedente dovrà sottoscrivere autocertificazione relativa ai requisiti reddituali di cui ai precedenti commi, impegnandosi a comunicare le variazioni che comportino la perdita del diritto all’integrazione. In ogni caso ogni tre anni il pensionato dovrà ripetere la domanda di integrazione con le modalità di cui sopra.
  6. La quota modulare e gli eventuali supplementi di pensione assorbono, sino a concorrenza, l’integrazione al trattamento minimo della pensione.
  7. Qualora risulti che il pensionato abbia ricevuto l’integrazione al minimo a seguito di dichiarazioni non rispondenti al vero, egli è tenuto, oltrechè alla restituzione delle somme indebitamente percepite, maggiorate degli interessi, al pagamento di una sanzione, come prevista dal comma successivo.
  8. La sanzione di cui al comma precedente è pari al 30% delle somme lorde indebitamente percepite, ferme le eventuali sanzioni previste dalle leggi penali.

Art. 6
DETERMINAZIONE DELLA QUOTA MODULARE

  1. La quota modulare della pensione di vecchiaia è determinata secondo il metodo di calcolo contributivo definito dalla legge 335/95 e dal presente articolo. Il montante contributivo individuale al 31 dicembre di ciascun anno è costituito dalla somma dei contributi obbligatori e facoltativi versati dall’iscritto ai sensi degli artt. 3 e 4 del Regolamento dei contributi. Il montante contributivo individuale è rivalutato su base composta al 31 dicembre di ogni anno ad un tasso annuo di capitalizzazione pari al 90% della variazione media quinquennale del tasso di rendimento netto del patrimonio investito dalla Cassa in tale periodo, con un valore minimo dell’1,5%. Tale valore minimo è garantito da un fondo di riserva di rischio alimentato dal rimanente 10% del rendimento non attribuito all’iscritto.
  2. All’atto del pensionamento il montante viene trasformato in rendita secondo i seguenti criteri:
    • per i primi 5 anni di applicazione del presente regolamento, utilizzando i coefficienti per età, come previsti dalla legge 335/95 e successive modifiche ed in uso presso gli Enti di cui al D.lgs. 103/96;
    • successivamente con coefficienti per età costruiti tenendo conto delle particolari caratteristiche demografiche della categoria e dei conseguenti effetti attuariali, come risultanti dalla redazione dei bilanci tecnici.
  1. In caso di anticipazione della pensione di cui al comma 2 dell’art. 2, la quota modulare non sarà soggetta ad alcuna riduzione.
  2. I contributi versati per gli anni dichiarati inefficaci ai sensi degli artt. 2 e 3 della legge 319/75 non concorrono a formare il montante contributivo.
  3. Il mancato pagamento della quota modulare volontaria non comporta l’inefficacia dell’anno ai fini pensionistici.

Art. 7
PENSIONE DI ANZIANITA’

  1. La pensione di anzianità, calcolata con i criteri previsti dagli artt. 4, 5 e 6, è corrisposta, a domanda dell’interessato, a colui che abbia maturato i seguenti requisiti:
    • fino al 31 dicembre 2011, 58 anni di età e almeno 35 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2012, 58 anni di età e almeno 36 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2014, 59 anni di età e almeno 37 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2016, 60 anni di età e almeno 38 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2018, 61 anni di età e almeno 39 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa;
    • dal 1° gennaio 2020, 62 anni di età e almeno 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa.
  1. La corresponsione della pensione è in ogni caso subordinata alla cancellazione dall’albo degli avvocati e dall’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Essa è incompatibile con la reiscrizione ad uno degli albi suddetti. Verificatasi l’incompatibilità, la pensione di anzianità è sospesa sino all’eliminazione della relativa causa, con diritto della Cassa a ripetere i ratei di pensione corrisposti dall’insorgere della incompatibilità stessa.

Art. 8
PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA

  1. Coloro che abbiano raggiunto il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia e non abbiano maturato l’anzianità prevista dall’art. 2 del presente regolamento, ma con più di cinque anni di effettiva iscrizione e contribuzione e che non si siano avvalsi dell’istituto della ricongiunzione verso altro Ente previdenziale ovvero della totalizzazione, hanno diritto a chiedere la liquidazione di una pensione di vecchiaia contributiva, salvo che intendano proseguire nei versamenti dei contributi al fine di raggiungere una maggiore anzianità o maturare prestazioni di tipo retributivo.
  2. Il calcolo della quota di base della pensione, è effettuato secondo i criteri previsti dalla legge 335/95 e successive modifiche, in rapporto al montante contributivo formato dai contributi soggettivi versati entro il tetto reddituale di cui all’art. 2, comma 1, lett. a) del Regolamento dei contributi, nonché dalle somme corrisposte a titolo di riscatto e/o di ricongiunzione. La pensione di vecchiaia contributiva non prevede la corresponsione dell’integrazione al minimo di cui all’art. 5.
  3. Per il calcolo della quota modulare si applicano le disposizioni dell’art. 6.
  4. I contributi versati per gli anni dichiarati inefficaci ai sensi degli artt. 2 e 3 della legge 319/75 non concorrono a formare il montante contributivo.
  5. La pensione di vecchiaia contributiva è reversibile in favore dei soggetti e nelle misure di cui al successivo art. 12, con esclusione di un minimo garantito.
  6. Ai superstiti dell’iscritto, indicati all’art. 12, che non abbiano diritto alla pensione indiretta, in presenza di un’anzianità di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa del dante causa di almeno cinque anni, viene liquidata, a domanda, una somma pari ai contributi soggettivi di cui agli artt. 2, 3 e 4 del Regolamento dei contributi, maggiorati degli interessi legali calcolati dal 1° gennaio successivo al versamento.
  7. Colui che matura la pensione ai sensi del presente articolo e prosegue nell’esercizio della professione, è tenuto al versamento dei soli contributi previsti dagli artt. 2, comma 4 e 6 comma 8 del Regolamento dei contributi, senza diritto alla corresponsione di supplementi di pensione.

Art. 9
PENSIONE DI INABILITA’

  1. La pensione di inabilità spetta qualora concorrano le seguenti condizioni:
    1. la capacità dell’iscritto all’ esercizio della professione sia esclusa, a causa di malattia od infortunio sopravvenuti all’ iscrizione, in modo permanente e totale;
    2. l’iscritto abbia maturato almeno cinque anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa e l’iscrizione sia in atto, continuativamente da data anteriore al compimento del quarantesimo anno di età dell’ iscritto medesimo.
  2. Per il calcolo della quota di base della pensione si applicano le disposizioni dell’art. 4 e 5, 1° comma.
  3. Gli anni ai quali va commisurata la pensione sono aumentati di dieci, sino a raggiungere il massimo di:
    • 35 fino al 31 dicembre 2010
    • 36 fino al 31 dicembre 2013
    • 37 fino al 31 dicembre 2016
    • 38 fino al 31 dicembre 2018
    • 39 fino al 31 dicembre 2020
    • 40 dal 1° gennaio 2021.
      Ove la liquidazione avvenga per quote, come previsto dall’art. 14, gli anni aggiunti vengono calcolati nell’ultima quota.
  1. Per il calcolo della quota modulare si applicano le disposizioni dell’art. 6.
  2. La concessione della pensione è subordinata alla cancellazione dagli albi professionali ed è sospesa in caso di nuova iscrizione, fatto salvo il diritto della Cassa a ripetere i ratei di pensione corrisposti dalla data della reiscrizione.
  3. Entro i 10 anni successivi alla concessione della pensione, la Cassa può, in qualsiasi momento, assoggettare a revisione la permanenza della condizione di inabilità.
  4. L’ erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che non si presti alla revisione.

Art. 10
PENSIONE DI INVALIDITA’

  1. La pensione di invalidità spetta all’ iscritto la cui capacità all’ esercizio della professione sia ridotta in modo continuativo, a meno di un terzo, per infermità o difetto fisico o mentale, sopravvenuti dopo l’iscrizione. Debbono altresì concorrere le condizioni di cui all’ art. 9, primo comma, lettera b).
  2. Sussiste il diritto a pensione anche quando l’ infermità o i difetti fisici o mentali invalidanti preesistono al rapporto assicurativo, purché vi sia stato un successivo aggravamento o siano sopraggiunte nuove infermità che abbiano provocato la riduzione a meno di un terzo della capacità lavorativa.
  3. La misura della quota di base della pensione è pari al 70% di quella risultante dall’ applicazione dell’ art. 4 e non può essere inferiore al 70% della pensione prevista dall’art. 5, 1° comma per l’anno della decorrenza. La quota modulare verrà liquidata, a norma dell’art. 6, al compimento dell’età anagrafica prevista dall’art. 2 o al momento della cancellazione del pensionato da tutti gli albi , se antecedente.
  4. La Cassa accerta ogni tre anni, limitatamente alle pensioni che all’atto della concessione siano state dichiarate revisionabili, la persistenza dell’invalidità e, tenuto conto anche dell’ esercizio professionale eventualmente svolto dal pensionato, conferma o revoca la concessione della pensione. La concessione è definitiva quando l’ invalidità, dopo la concessione, è stata confermata altre due volte.
  5. L’erogazione della pensione è sospesa nei confronti del pensionato che non si presti alla revisione.
  6. Il pensionato di invalidità che abbia proseguito l’esercizio della professione ed abbia maturato il diritto ad una delle pensioni di vecchiaia o di anzianità, può chiedere, con decorrenza dal mese successivo alla presentazione della relativa istanza, la corresponsione del trattamento in sostituzione della pensione di invalidità.

Art. 11
NORME COMUNI ALLE PENSIONI DI INABILITA’ E INVALIDITA’

  1. La inabilità e l’invalidità sono accertate secondo quanto prescrive l’apposito Regolamento.
  2. In caso di infortunio, le pensioni di inabilità ed invalidità non sono concesse e, se concesse, sono revocate, qualora il danno sia stato risarcito ed il risarcimento ecceda la somma corrispondente alla capitalizzazione della pensione annua dovuta; sono invece proporzionalmente ridotte in caso che il risarcimento sia inferiore. A tali effetti non si tiene conto del risarcimento derivante da assicurazione per infortuni stipulata dall’iscritto. 3. In caso di inabilità o invalidità dovuta ad infortunio la Cassa è surrogata nel diritto al risarcimento ai sensi e nei limiti dell’articolo 1916 del codice civile, in concorso con l’assicuratore di cui al comma precedente, ove questi abbia diritto alla surroga.

Art. 12
PENSIONI DI REVERSIBILITA’ E INDIRETTE

  1. Alle condizioni stabilite per gli impiegati dello Stato le pensioni sono reversibili a favore del coniuge superstite, dei figli minorenni o maggiorenni inabili a proficuo lavoro o a figli maggiorenni che seguono corsi di studi, sino al compimento della durata minima legale del corso di studi seguito e comunque, nel caso di studi universitari, non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età, nelle seguenti percentuali:
    1. del 60 per cento al solo coniuge; dell’80 per cento al coniuge con un solo figlio; del 100 per cento al coniuge con due o più figli;
    2. in mancanza del coniuge o alla sua morte, del 60 per cento ad un solo figlio; dell’80 per cento a due figli; del 100 per cento a tre o più figli.
  2. Ai fini del calcolo di cui al comma precedente la pensione di invalidità si considera aumentata di tre settimi relativamente alla quota base determinata ai sensi dell’art. 4.
  3. La pensione indiretta spetta, nei casi ed alle condizioni di cui al comma 1, al coniuge superstite ed ai figli dell’ iscritto defunto senza diritto a pensione, sempre che quest’ ultimo abbia maturato almeno dieci anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa. Essa spetta nelle percentuali di cui al comma 1 lettere a) e b) su un importo calcolato come per la pensione di vecchiaia.
    Gli anni ai quali va commisurata la pensione sono aumentati di dieci, sino a raggiungere il massimo complessivo di:
    • 35 fino al 31 dicembre 2010
    • 36 fino al 31 dicembre 2013
    • 37 fino al 31 dicembre 2016
    • 38 fino al 31 dicembre 2018
    • 39 fino al 31 dicembre 2020
    • 40 dal 1° gennaio 2021.
      Ove la liquidazione avvenga per quote, come previsto dall’art. 14, gli anni aggiunti vengono calcolati nell’ultima quota. Per il calcolo della quota modulare si applicano le disposizioni dell’art. 6.
  1. La pensione indiretta spetta solo ai superstiti di chi sia stato iscritto alla Cassa con carattere di continuità a partire da data anteriore al compimento del quarantesimo anno di età, anche se l’iscrizione era cessata al momento del decesso, purché la cessazione non sia avvenuta prima di tre anni anteriori al decesso.
  2. L’ammontare complessivo della quota di base del trattamento non può essere inferiore al trattamento integrato al minimo pensionistico di cui all’art. 5, 1° comma del presente Regolamento, previsto per l’anno di decorrenza.

Art. 13
AUMENTO DEI TRATTAMENTI

  1. Gli importi delle pensioni erogate dalla Cassa sono aumentati annualmente, a partire dal secondo anno successivo a quello di decorrenza, con delibera del Consiglio di Amministrazione, in proporzione alla variazione dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, con riferimento all’anno di decorrenza della pensione e calcolato dall’Istituto Nazionale di Statistica.
  2. La delibera viene comunicata ai Ministeri vigilanti e, trascorsi due mesi dal ricevimento della comunicazione, senza che sia pervenuto formale diniego, si intende approvata.
  3. Gli aumenti hanno decorrenza dal 1° gennaio successivo alla data della delibera.
  4. Le pensioni sono pagate in tredici mensilità di eguale importo. La tredicesima mensilità è pagata nel mese di dicembre.

Art. 14
DISPOSIZIONI TRANSITORIE RELATIVE ALLA MISURA DELLA PENSIONE

  1. Tenendo conto dei criteri di gradualità e di equità tra generazioni, per coloro che alla data del 31 dicembre 2007 abbiano compiuto almeno 40 anni di età e maturato almeno cinque anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa, avendo presente il principio del pro rata, di cui al comma 763 della legge 296/2006, l’importo della pensione di base sarà costituito dalla somma di più quote.
  2. La prima e la eventuale seconda quota, corrispondenti all’anzianità maturata alla data del 31 dicembre 2007, calcolate secondo i criteri fissati dalla delibera del Comitato dei Delegati del 19 gennaio 2001, approvata con provvedimento ministeriale del 27 novembre 2001; l’ulteriore quota, corrispondente all’anzianità maturata successivamente al 31 dicembre 2007, calcolata secondo le modalità previste dall’art. 4 del presente Regolamento.
  3. La quota modulare, determinata secondo i criteri di cui all’art. 6, viene sommata alla quota di base per confluire in un trattamento unitario della prestazione pensionistica.

Art. 15
DISPOSIZIONI TRANSITORIE RELATIVE AI SUPPLEMENTI DI PENSIONE DI CUI ALL’ART. 2 – COMMA 1

  1. Alle pensioni con decorrenza successiva al 1° gennaio 2021 non sono liquidati supplementi. La normativa previgente, relativa ai supplementi, si applica solo per i trattamenti già maturati alla data del 31 dicembre 2010. Per le pensioni di vecchiaia maturate nel periodo transitorio, ai sensi dell’art. 2, comma 1, i supplementi verranno liquidati secondo le seguenti modalità:
    1. per le pensioni decorrenti dal 1° febbraio 2011 al 1° gennaio 2014 un unico supplemento dopo quattro anni dal pensionamento; A per le pensioni decorrenti dal 1° febbraio 2014 al 1° gennaio 2017 un unico supplemento dopo tre anni dal pensionamento;
    2. per le pensioni decorrenti dal 1° febbraio 2017 al 1° gennaio 2019 un unico supplemento dopo due anni dal pensionamento;
    3. per le pensioni decorrenti dal 1° febbraio 2019 al 1° gennaio 2021 un unico supplemento dopo un anno dal pensionamento.
      Il supplemento è comunque dovuto dal mese successivo alla cancellazione dagli Albi, anche per causa di morte, quando tale cancellazione sia antecedente alla maturazione del diritto.
  1. La modalità di calcolo del supplemento è disciplinata dai commi 4 e 5 dell’art. 50 del Regolamento Generale.

REGOLAMENTO DEI CONTRIBUTI

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Art. 1
Tipologia dei contributi

  1. Sono dovuti alla Cassa in forza di quanto disposto dell’art. 1, comma 3 del D.lgs 30/6/1994 n. 509 ed in conformità a quanto stabilito dal presente Regolamento i seguenti contributi:
    1. Contributo soggettivo di base e modulare;
    2. Contributo integrativo;
    3. Contributo di maternità.

Art. 2
Contributo soggettivo di base

  1. Ogni iscritto alla Cassa ed ogni iscritto agli Albi professionali tenuto all’iscrizione alla Cassa è obbligato a versare, con le modalità stabilite dal presente Regolamento, un contributo soggettivo proporzionale al reddito professionale netto prodotto nell’anno, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell’IRPEF e dalle successive definizioni. Tale contributo, per l’anno 2009, è determinato come segue, salvo quanto disposto all’art. 8 del presente Regolamento:
    1. reddito sino a € 86.700,00 tredici per cento;
    2. reddito eccedente € 86.700,00 tre per cento.
  2. È in ogni caso dovuto un contributo minimo pari a € 1.310,00 per l’anno 2009, € 2.100,00 per l’anno 2010 e € 2.400,00 per l’anno 2011. Per gli anni successivi, tale contributo minimo sarà soggetto alla rivalutazione di cui all’art. 8 del presente Regolamento.
  3. Il contributo minimo di cui al comma precedente è escluso dall’anno solare successivo alla maturazione del diritto a pensione di vecchiaia.
  4. A partire dal primo anno solare successivo alla maturazione del diritto a pensione ovvero alla maturazione dell’ultimo supplemento ove previsto, i pensionati di vecchiaia devono corrispondere il contributo di cui al primo comma, sino al tetto reddituale fissato alla lettera a), in misura pari al 5% del reddito professionale netto ai fini IRPEF. Per la parte eccedente il tetto reddituale indicato al primo comma, lettera a) il contributo si riduce al 3%.

Art. 3
Contributo soggettivo modulare obbligatorio

  1. I soggetti di cui all’art. 2 sono altresì tenuti a versare, a decorrere dal 2010, un contributo soggettivo modulare pari all’1% del reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF sino al tetto reddituale di cui al precedente art. 2, lettera a), destinato al montante individuale nominale su cui si calcola la quota modulare del trattamento pensionistico.
  2. È in ogni caso dovuto un contributo minimo pari a € 160,00 per l’anno 2010 e € 180,00 per l’anno 2011. Per gli anni successivi, tale contributo minimo sarà soggetto alla rivalutazione di cui all’art. 8 del presente Regolamento.
  3. I pensionati, con la sola eccezione dei pensionati di invalidità, sono esclusi dai versamenti di cui ai precedenti commi.

Art. 4
Contributo soggettivo modulare volontario

  1. I soggetti di cui all’art. 2 possono versare, in via volontaria ed eventuale, una ulteriore contribuzione dall’1% al 9% del reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF con la medesima destinazione e con gli stessi limiti reddituali di cui al precedente articolo 3.
  2. I pensionati, con la sola eccezione dei pensionati di invalidità, sono esclusi dai versamenti di cui al presente articolo.

Art. 5
Agevolazioni per i giovani

  1. Per le domande di iscrizione presentate successivamente al 1° gennaio 2009 che comportino una decorrenza di iscrizione anteriore al compimento del trentacinquesimo anno di età, il contributo soggettivo minimo di base e modulare è ridotto alla metà per i primi cinque anni di iscrizione alla Cassa; restano invariate le percentuali per il calcolo dei contributi dovuti in autoliquidazione di cui all’articolo 2 comma 1, all’articolo 3, comma 1 e all’art. 4.

Art. 6
Contributo integrativo

  1. Tutti gli avvocati iscritti agli Albi nonché i praticanti avvocati iscritti alla Cassa devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume annuale d’affari ai fini dell’IVA.
  2. I contribuenti minimi di cui all’art. 1 commi 96/117 della legge 24/12/2007 n. 244 devono applicare la maggiorazione in fattura commisurandola al corrispettivo lordo dell’operazione.
  3. L’ammontare complessivo delle maggiorazioni, corrispondente alla somma ottenuta applicando la percentuale di cui all’ultimo comma del presente articolo sull’intero volume annuo d’affari prodotto ovvero sul totale lordo delle operazioni fatturate nell’anno per i soggetti di cui al comma 2, deve essere versato alla Cassa indipendentemente dall’effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore.
  4. La maggiorazione è ripetibile nei confronti del cliente.
  5. Le associazioni o società di professionisti devono applicare la maggiorazione per la quota di competenza di ogni socio o associato iscritto agli Albi di avvocato o praticante iscritto alla Cassa.
  6. L’ammontare complessivo annuo delle maggiorazioni obbligatorie dovute alla Cassa dal singolo professionista è calcolato su una percentuale del volume d’affari della associazione o società pari alla percentuale degli utili spettante al professionista stesso.
  7. Gli iscritti alla Cassa sono annualmente tenuti a versare, con esclusione degli anni corrispondenti al periodo di praticantato con abilitazione al patrocinio e ai primi cinque anni di iscrizione all’Albo, per il titolo di cui al primo comma, un importo minimo, comunque dovuto, pari a € 395,00 per l’anno 2009, € 550,00 per l’anno 2010 ed € 650,00 per l’anno 2011. Per gli anni successivi, tale contributo minimo sarà soggetto alla rivalutazione di cui all’ art. 8 del presente Regolamento. Per gli anni di iscrizione corrispondenti al periodo di praticantato e per i primi cinque anni di iscrizione agli Albi è, comunque, dovuto il contributo integrativo in proporzione all’effettivo volume d’affari dichiarato.
  8. Il contributo di cui ai commi precedenti è dovuto anche dai pensionati di vecchiaia che restano iscritti all’Albo degli avvocati o all’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori; ma l’obbligo del contributo minimo è escluso a partire dall’anno solare successivo alla maturazione del diritto a pensione.
  9. Salvo quanto disposto dall’art. 9 primo comma, la maggiorazione percentuale è stabilita nella misura del 4%. Il contributo integrativo non concorre alla formazione del reddito professionale e non è quindi soggetto all’IRPEF.

Art. 7
Contributo di maternità

  1. Al fine di provvedere all’erogazione della indennità di maternità di cui al D.lgs. 151/2001, ogni avvocato o praticante avvocato iscritto alla Cassa è obbligato a versare un contributo annuo determinato dal Consiglio di Amministrazione. Per l’anno 2008 il predetto contributo ammonta a € 173,00.

Art. 8
Rivalutazione

  1. Il tetto reddituale ed i contributi minimi di cui agli articoli 2, 3 e 6 sono aumentati annualmente, con apposita delibera del Consiglio di Amministrazione, in proporzione alle variazioni dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolata dall’Istituto nazionale di statistica arrotondando i relativi importi rispettivamente ai 50 Euro e ai 5 Euro più vicini. La delibera viene comunicata ai Ministeri vigilanti per la relativa approvazione che si intende data se non viene negata entro i due mesi successivi alla comunicazione.
  2. Gli aumenti hanno decorrenza dal 1° gennaio successivo all’anno della delibera del Consiglio di Amministrazione.

Art. 9
Variabilità dei contributi

  1. In relazione alle esigenze di equilibrio finanziario della Cassa, la percentuale del contributo soggettivo e del contributo integrativo nonché l’entità dei contributi minimi possono essere variate con delibera del Comitato dei Delegati adottata con la procedura di cui all’art. 20 del Regolamento Generale.
  2. La variazione avrà effetto dall’anno successivo alla approvazione ministeriale di cui all’art. 3 del D.lgs. 509/1994.

Art. 10
L’obbligo della comunicazione

  1. Tutti gli avvocati che risultino iscritti, anche per frazione di anno, negli Albi professionali nell’anno anteriore a quello della dichiarazione, devono comunicare alla Cassa, secondo le modalità stabilite dal Consiglio di Amministrazione, con lettera raccomandata o in via telematica, entro il 30 settembre di ogni anno, l’ammontare del reddito professionale netto di cui all’art. 2, conseguito ai fini IRPEF per l’anno precedente, nonché il volume complessivo d’affari di cui all’art. 6 conseguito ai fini dell’IVA, per il medesimo anno. La comunicazione deve essere fatta anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono negative e deve contenere le indicazioni del codice fiscale e della partita IVA.
  2. Il Consiglio di Amministrazione della Cassa potrà stabilire che l’invio della comunicazione di cui al primo comma avvenga esclusivamente in via telematica fissando appositi termini.
  3. Nella stessa comunicazione devono essere dichiarati anche gli accertamenti divenuti definitivi, nel corso dell’anno precedente, degli imponibili IRPEF e dei volumi d’affari IVA, qualora comportino variazioni degli imponibili dichiarati. Deve altresì essere esercitata l’eventuale opzione per la quota modulare volontaria relativa all’anno in corso, indicandone la percentuale e il corrispondente importo da versare in autoliquidazione.
  4. Nel caso di versamenti insufficienti essi andranno imputati, nell’ambito della prescrizione quinquennale, prima ai contributi obbligatori, soggettivo e integrativo, poi ai contributi modulari obbligatori e, quindi, ai contributi modulari volontari.
  5. Relativamente al volume d’affari dei partecipanti a società o ad associazione di professionisti si applicano i criteri di cui all’art. 6, quinto e sesto comma del presente Regolamento.
  6. La stessa comunicazione deve essere inviata dai praticanti abilitati che risultino iscritti alla Cassa nell’anno anteriore a quello della dichiarazione.
  7. Non costituisce motivo di esenzione dall’obbligo di invio della comunicazione la mancanza di una partita IVA, l’inesistenza di reddito o di volume d’affari, l’iscrizione al solo Albo speciale dei Cassazionisti, l’esistenza di situazioni di incompatibilità.
  8. Gli avvocati iscritti anche in altri Albi professionali e alle relative Casse previdenziali, che abbiano esercitato l’opzione a favore di una di tali Casse, se prevista da specifiche norme di legge, non hanno l’obbligo di inviare le prescritte comunicazioni. Essi devono provare l’avvenuto esercizio dell’opzione per escludere gli obblighi contributivi e dichiarativi.
  9. Gli avvocati che esercitano la professione all’estero hanno l’obbligo di inviare le prescritte comunicazioni se conservano l’iscrizione in un Albo italiano e devono indicare solo la parte, se esistente, di reddito o di volume d’affari soggetta a tassazione in Italia.
  10. Gli avvocati, che si cancellano dagli Albi e i praticanti, che si cancellano dalla Cassa, hanno l’obbligo di inviare le prescritte comunicazioni anche nell’anno successivo a quello della cancellazione e ne sono esonerati solo dopo tale anno.

Art. 11
Sanzioni disciplinari

  1. Trascorsi 60 giorni dalla ricezione di una diffida notificata a cura della Cassa per lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero mediante consegna su casella di posta certificata, la perdurante omissione della comunicazione di cui all’art. 10 viene segnalata dalla Cassa al Consiglio dell’Ordine di appartenenza dell’iscritto ai fini della sospensione dello stesso dall’esercizio professionale a tempo indeterminato da deliberarsi dal Consiglio dell’Ordine con le forme del procedimento disciplinare e con l’applicazione del terzo comma dell’articolo 2 della legge 3 agosto 1949, n. 536; la sospensione è revocata quando l’interessato dimostra di aver provveduto all’invio della comunicazione dovuta.
  2. Nel caso di iscritti al solo Albo speciale per il patrocinio avanti le Corti Superiori, la segnalazione di cui al comma precedente va eseguita nei confronti del Consiglio Nazionale Forense.

Art. 12
Predisposizione e trasmissione della modulistica agli iscritti

  1. Il Consiglio di Amministrazione della Cassa può predisporre modalità di trasmissione della comunicazione secondo le forme ritenute più idonee, sia in via telematica che in forma cartacea. A tal fine la Cassa può mettere a disposizione di ogni soggetto tenuto all’invio della comunicazione funzionalità informatiche personalizzate o specifica modulistica; in questo ultimo caso la Cassa può spedire in tempo utile, prima della scadenza del termine indicato nell’art. 10, la modulistica ai diretti interessati ovvero ai Consigli dell’Ordine.
  2. La Cassa può spedire analogo modulo per le associazioni e le società tra professionisti, senza dati prestampati, a chi ne faccia richiesta e alle associazioni e società presenti nei propri archivi anagrafici.
  3. La spedizione di cui ai commi precedenti non costituisce obbligo per la Cassa, ma solo un mezzo per facilitare l’invio delle comunicazioni. L’obbligo di invio telematico fa venire meno la fornitura di moduli cartacei.
  4. La Cassa, inoltre, può provvedere a spedire a ciascun Consiglio dell’Ordine un numero di moduli adeguato al numero degli iscritti, da utilizzare da coloro che non abbiano ricevuto il modulo dalla Cassa o lo abbiano smarrito o deteriorato, ovvero alle associazioni e società tra professionisti, che lo richiedano.
  5. Qualora i moduli a disposizione del Consiglio dell’Ordine non risultassero sufficienti, la Cassa provvede, su richiesta del Consiglio stesso, fatta con qualsiasi mezzo, a spedire i moduli occorrenti.
  6. La mancata o intempestiva ricezione del modulo inviato dalla Cassa non esonera dall’obbligo di inviare la prescritta comunicazione nel termine previsto dal presente Regolamento.
  7. La Cassa fornisce istruzioni per la compilazione del modulo e provvede, inoltre, in tempo utile, alla spedizione dei bollettini per il pagamento di quanto dovuto ovvero ad approntare idonee procedure per il pagamento on-line.

Art. 13
Ulteriori informazioni da parte della Cassa

  1. La Cassa informa dei termini e delle modalità per le comunicazioni attraverso il proprio sito internet; ulteriori informazioni potranno essere trasmesse a mezzo di posta elettronica e mediante l’affissione di manifesti negli uffici giudiziari e nelle sedi dei Consigli dell’Ordine, a cura di questi ultimi.
  2. La Cassa può inoltre dare le informazioni di cui al comma precedente con altri mezzi ritenuti idonei ad assicurarne la miglior diffusione.

Art. 14
Modalità e forma per l’invio della comunicazione

  1. Il modulo, contenente le prescritte comunicazioni, deve essere inviato alla Cassa in via telematica o a mezzo posta con raccomandata semplice.
  2. Le modalità di invio telematico, stabilite dal Consiglio di Amministrazione della Cassa, dovranno, comunque, garantire la sicurezza e riservatezza dei dati oltre che l’identità del dichiarante.
  3. Il modulo cartaceo, ove previsto, deve essere predisposto in forma tale da poter essere inviato alla Cassa, opportunamente piegato e chiuso, senza busta, con l’indirizzo della Cassa prestampato.

Art. 15
Contenuto della comunicazione

  1. La comunicazione, salvo il caso di invio telematico per il quale saranno previste specifiche procedure identificative, deve contenere i seguenti dati:
    1. le generalità complete del dichiarante e il Foro di appartenenza;
    2. il codice fiscale;
    3. l’ammontare del reddito professionale dichiarato ai fini dell’IRPEF;
    4. il volume d’affari IVA;
    5. l’indicazione del contributo soggettivo dovuto;
    6. l’indicazione del contributo integrativo dovuto;
    7. l’indicazione del contributo modulare obbligatorio;
    8. la percentuale del contributo modulare volontario e il relativo importo;
    9. la sottoscrizione del dichiarante.
  2. La Cassa può inoltre richiedere altri dati ritenuti utili dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 16
Elementi essenziali della comunicazione – Comunicazione incompleta, errata o non conforme al vero

  1. La comunicazione priva di uno dei suoi elementi essenziali equivale a comunicazione omessa. Sono essenziali:
    1. l’identificazione del dichiarante;
    2. l’ammontare del reddito professionale dichiarato ai fini dell’IRPEF;
    3. l’ammontare del volume d’affari IVA.
  2. In caso di mancata sottoscrizione del modulo cartaceo il dichiarante è invitato a ripresentare la dichiarazione entro trenta giorni, completa in ogni sua parte, compresa la sottoscrizione del modulo cartaceo.
  3. Il mancato invio, entro il termine di cui al comma precedente, equivale a comunicazione omessa.
  4. La presentazione di dichiarazione in altra forma, se contenente i prescritti dati fiscali, è equiparata all’invio della comunicazione.
  5. La comunicazione non è conforme al vero, quando riporta come reddito denunciato ai fini dell’IRPEF o volume d’affari IVA un importo diverso da quello dichiarato al fisco, salvo quanto previsto dai successivi artt. 18 e 19.
  6. Quando, su istanza o ricorso dell’interessato, il Consiglio di Amministrazione ritenga che la difformità dal vero della comunicazione sia dovuta ad errore materiale o scusabile, non si fa luogo alla sanzione prevista dall’art. 5 del Regolamento per la disciplina delle sanzioni, salvo gli effetti dei ritardati pagamenti.

Art. 17
Comunicazione del reddito professionale

  1. La comunicazione del reddito professionale dichiarato ai fini dell’IRPEF deve riguardare il reddito prodotto nell’anno al quale la comunicazione si riferisce.
  2. Il reddito dichiarato è quello risultante dalla dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche quale “reddito netto (o perdita) delle attività professionali”.
  3. Per i soci o associati di società o associazioni di professionisti, il reddito dichiarato è quello di partecipazione imputato al singolo professionista nell’apposito modello della dichiarazione ai fini IRPEF. Nell’ipotesi di redditi professionali prodotti, sia partecipando alla società o associazione, sia in modo autonomo, il reddito da dichiarare è costituito dalla somma dei redditi dichiarati al fisco come reddito di partecipazione e come reddito individuale.

Art. 18
Comunicazione del volume d’affari

  1. La comunicazione deve riguardare il volume d’affari relativo all’anno precedente. L’importo da dichiarare è quello risultante dalla dichiarazione IVA, detratto l’importo del contributo integrativo. I contribuenti minimi di cui all’art. 1 commi 96/117 della L. 24/12/2007 n. 244 devono dichiarare la somma complessiva dei corrispettivi lordi fatturati.
  2. Qualora l’attività professionale venga svolta in forma di società o associazione professionale si applicano i criteri di cui al 3° comma dell’art. 17 del presente Regolamento.

Art. 19
Comunicazioni delle definizioni per anni anteriori

  1. Con la comunicazione, devono essere specificati, qualora comportino variazioni degli imponibili dichiarati, i redditi professionali definiti a seguito di accertamento ai fini dell’IRPEF ed i volumi d’affari definiti, a seguito di accertamento ai fini dell’IVA, nell’anno anteriore a quello nel quale viene inviata la comunicazione.
  2. Nella dichiarazione del reddito e del volume d’affari definiti, a seguito di accertamento, deve essere specificato l’anno di produzione, a cui la definizione si riferisce.
  3. Il pagamento dei contributi dovuti a seguito di definizione, per anno o per anni anteriori a quello a cui si riferisce la comunicazione ordinaria, deve essere eseguito entro gli stessi termini dei contributi dovuti in eccedenza rispetto a quelli minimi, senza l’applicazione di penalità o interessi, se dichiarati e pagati tempestivamente e con le modalità indicate dalla Cassa nelle note illustrative annuali per la compilazione del modello. La contribuzione di cui all’art. 4 non subisce modificazioni a seguito di accertamento.

Art. 20
Comunicazione per le società o associazioni di professionisti

  1. Gli obbligati alla comunicazione di cui all’art. 10 che compartecipino a società o ad associazioni professionali, devono comunicare anche i redditi ed il volume d’affari della intera società o associazione, negli stessi termini previsti dal medesimo art. 10.
  2. La comunicazione, da inviare con lettera raccomandata o in via telematica, secondo le modalità che saranno fissate dal Consiglio di Amministrazione, può essere sottoscritta anche da uno solo dei soci o associati, se obbligato ex art. 10, o da chi ne abbia la rappresentanza.
  3. La comunicazione deve contenere:
    1. la denominazione;
    2. cognome e nome di tutti i soci o associati, compresi quelli iscritti ad Albi, elenchi o registri diversi da quelli forensi;
    3. ordine territoriale di iscrizione dei singoli soci o associati;
    4. sede della società o associazione;
    5. numero di codice fiscale o di partita IVA della società o associazione;
    6. numero di codice fiscale dei singoli soci o associati;
    7. le quote di partecipazione agli utili dei singoli;
    8. le quote di volume d’affari da attribuire ai singoli in conformità a quanto prescritto nell’art. 6 , commi 5 e 6 del presente Regolamento.

Art. 21
Indicazione dei dati nella comunicazione per le società o associazioni

  1. Nella comunicazione per le società o associazioni, devono essere indicate le somme complessive di redditi o di volumi d’affari di competenza di tutti i soci o associati iscritti alla Cassa, esclusi cioè i soci o associati non iscritti ad alcun titolo, in quanto non iscritti ad un Albo forense o praticanti non iscritti alla Cassa; devono inoltre essere indicati i redditi e i volumi d’affari imputati ai singoli.
  2. La quota di volume di affari per ogni singolo socio o associato, è pari alla percentuale degli utili spettanti al singolo professionista, nel senso che essa va attribuita calcolando sul volume d’affari complessivo le stesse percentuali con cui si distribuiscono gli utili per i soci o associati.

Art. 22
Rettifica delle comunicazioni non conformi al vero

  1. Coloro che, per qualunque motivo, abbiano reso alla Cassa una comunicazione non conforme al vero, possono provvedere alla rettifica dei dati errati entro 150 giorni dal termine di cui al precedente art. 10, 1° comma, inviando una nuova comunicazione.
  2. Trascorso il termine di cui al comma precedente la rettifica sarà possibile solo se accompagnata da idonea documentazione fiscale.
  3. Qualora la rettifica operata ai sensi del 2° comma del presente articolo comporti il versamento di maggiori contributi si applicano le disposizioni di cui all’art. 8 del Regolamento per la disciplina delle sanzioni. Ai fini della contribuzione di cui all’art. 4 del presente Regolamento la rettifica è irrilevante e non comporta alcun obbligo o facoltà di integrazione.

Art. 23
Versamento della rata di acconto

  1. Salvo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 26 del presente Regolamento entro il 31 luglio di ogni anno, ciascun iscritto alla Cassa deve provvedere al pagamento di una rata di acconto da computarsi sulla determinazione definitiva dei contributi dovuti ai sensi degli artt. 2, 3 e 6, detratti i contributi minimi, pari al 50% delle somme dovute.
  2. Entro lo stesso termine di cui al primo comma, gli iscritti all’Albo, che non siano iscritti alla Cassa, dovranno provvedere al pagamento di una rata di acconto da computarsi sulla determinazione definitiva del contributo integrativo dovuto, ai sensi dell’art. 6, pari al 50% della somma dovuta.
  3. Qualora il versamento dell’acconto di cui ai commi precedenti risulti inferiore alla misura ivi prevista, entro un margine del 5%, e sia successivamente compensato nei termini previsti dall’art. 24, non si dà luogo all’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 6 dell’apposito Regolamento.

Art. 24
Versamento del saldo

  1. Gli obbligati all’invio della comunicazione devono calcolare l’ammontare dei contributi ai sensi degli artt. 2, 3 e 6 ed eventualmente dell’art. 4, e devono indicarne l’ammontare complessivo. Essi devono altresì indicare la misura delle quote dei contributi minimi pagate dell’anno di competenza, ai sensi dell’art. 25 e della prima rata versata, in autoliquidazione, nei termini di cui all’art. 23. La somma risultante, detraendo i contributi pagati da quelli dovuti, comprensiva dell’intero importo di cui al contributo volontario ex art. 4, dovrà essere corrisposta entro il 31 dicembre dell’anno in cui la comunicazione deve essere inviata.

Art. 25
Riscossione dei contributi minimi

  1. La riscossione dei contributi minimi, dovuti ai sensi degli articoli 2, 3 e 6 del presente Regolamento, viene effettuata nel corso dello stesso anno di competenza, secondo modalità e termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 26
Modalità di pagamento dei contributi in autoliquidazione

  1. Il pagamento dei contributi, dovuti in autoliquidazione e calcolati ai sensi degli artt. 23 e 24 deve essere eseguito, con le modalità e i termini previsti dal presente Regolamento o eventualmente modificati dal Consiglio di Amministrazione, arrotondando gli importi dovuti all’euro più vicino.
  2. Il pagamento non è dovuto, ove l’eccedenza non superi i dieci euro.
  3. Il pagamento dei contributi di cui agli articoli 2, 3, 4 e 6 dovuto in autoliquidazione deve essere eseguito con versamenti distinti. Il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di individuare modalità di pagamento specifiche per il versamento del contributo soggettivo di base, modulare obbligatorio e modulare volontario.
  4. Nel caso di appartenenza a società o associazione di professionisti, il pagamento dei contributi deve essere eseguito da ogni singolo socio o associato, per l’importo da ciascuno di essi dovuto.
  5. L’omissione o il ritardo nel pagamento dei contributi dovuti legittima la Cassa a provvedere alla riscossione di quanto dovuto a mezzo dei ruoli, o a mezzo di altri strumenti ritenuti idonei, con l’aggiunta degli interessi e delle sanzioni. La procedura di riscossione deve essere preceduta dalla trasmissione da parte della Cassa di un avviso bonario che inviti l’iscritto a un versamento diretto in alternativa all’iscrizione al ruolo, fermo restando le altre modalità previste nell’apposito Regolamento per la disciplina delle sanzioni.
  6. In ogni caso il tasso di interesse di cui al comma precedente non potrà essere inferiore al tasso legale.
  7. Il mancato o incompleto versamento della contribuzione volontaria modulare non costituisce inadempimento e non è sanzionato. Il pagamento inferiore a quanto dichiarato nella comunicazione obbligatoria verrà comunque utilizzato per la formazione del montante individuale dell’iscritto previsto dall’art. 6 del Regolamento per le prestazioni previdenziali.
    Per la contribuzione volontaria di cui all’art. 4 del presente Regolamento non è consentito il pagamento tardivo e le somme corrisposte a tale titolo successivamente alla scadenza, salvo quanto previsto all’art. 10, 4° comma, vengono restituite.

Art. 27
Richiesta di informazioni agli uffici fiscali

  1. La Cassa ha il diritto di richiedere in ogni momento ai competenti uffici dell’Anagrafe Tributaria informazioni sulle singole dichiarazioni degli iscritti agli Albi e sui relativi accertamenti definitivi.
  2. La Cassa può inoltre chiedere agli stessi uffici informazioni, oltre che sui redditi derivanti dall’esercizio della professione forense, anche sui redditi di lavoro autonomo, di lavoro dipendente, di impresa o di capitale per tutti gli iscritti agli Albi di Avvocato.

Art. 28
Comunicazioni tra Cassa Forense e Ordini

  1. Le comunicazioni obbligatorie da parte dei Consigli dell’Ordine per la trasmissione dei dati relativi alla tenuta degli Albi devono avvenire esclusivamente in via telematica secondo le modalità e le procedure previste dalla Cassa.

Art. 29
Entrata in vigore delle disposizioni regolamentari

  1. Il presente Regolamento sostituisce quello approvato con delibera del Comitato dei Delegati nella riunione dell’11 gennaio 2002 e approvato con decreto interministeriale 7 febbraio 2003 e successive modificazioni. Ogni disposizione contraria si intende modificata e sostituita. Il presente Regolamento è soggetto alla prescritta approvazione ministeriale ed entra in vigore dal primo gennaio dell’anno successivo alla predetta approvazione ministeriale. 32

Art. 30
Disposizione transitoria

L’aliquota del contributo integrativo prevista dall’art. 6, comma 9, variata dal presente Regolamento dal 2% al 4%, è vigente fino al 31 dicembre 2015.

Al termine di tale periodo, in occasione della redazione del bilancio tecnico al 31 dicembre 2015, si procederà ad una verifica da sottoporre ai Ministeri vigilanti, relativamente agli aspetti di sostenibilità della gestione.

 

Il Comunicato finale del Ministero del Lavoro

Comunicato concernente l’approvazione della delibera adottata in data 19 settembre 2008 dalla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza forense. (09A15601)

(G.U. n. 303 del 31-12-2009)

Con ministeriale n. 24/IX/0021733/AVV-L-77 del 19 novembre 2009 e con nota n. 24/IX/0024040/AVV-L-77bis del 18 dicembre 2009, tenuto conto che, con atto del Comitato dei delegati del 5 dicembre 2009, la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza forense si e’ conformata alle osservazioni formulate dai Ministeri vigilanti, e’ stata approvata, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero della giustizia, la delibera, con le relative modifiche apportate, adottata dal Comitato dei delegati della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza forense in data 19 settembre 2008, concernente Progetto di riforma della previdenza forense.