Tassazione della pensione complementare – rendita mensile


Questo articolo parla della tassazione della rendita mensile, cioè della pensione complementare percepita tutti i mesi.

Altro discorso è la tassazione dello zainetto, per la quale si veda il nostro apposito articolo.

Nella previdenza complementare la rendita mensile viene tassata per “montanti”.
Tale criterio si applica ai c.d. “vecchi iscritti” ai “vecchi fondi”.


La normativa dei c.d.
“vecchi iscritti”ai “vecchi fondi”.
L’ art. 23, comma 7 del Decr. Leg.vo 252/05, si riferisce ai “lavoratori assunti antecedentemente al 29 aprile 1993 e che entro tale data risultino iscritti a forme pensionistiche complementari istituite alla data di entrata in vigore dalla legge 23 ottobre 1992, n. 421” .

Per questi soggetti (come riconosciuto dalla stessa Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione n. 102/E del 26 novembre 2012) le prestazioni erogate dai Fondi Pensione vanno divise in tre segmenti (cd. montanti), che prevedono tre diversi criteri di tassazione:

1.         fino al 31 dicembre 2000;

2.         dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006;

3.         a decorrere dal 1° gennaio 2007.

Il quadro normativo può essere così ricostruito:

1.         Il Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, avente ad oggetto la “Disciplina delle forme pensionistiche complementari”, ed entrato in vigore il 1° gennaio 2007, ha regolato anche la normativa fiscale sulla previdenza complementare.
Le modifiche introdotte, però, non valgono per le prestazioni già maturate in precedenza, poiché testualmente l’ art. 23 del Decreto (Entrata in vigore e norme transitorie), e precisamente al comma 7, lettera b) dispone che :
“b) ai montanti delle prestazioni entro il 31 dicembre 2006 si applica il regime tributario vigente alla predetta data;” (1)

2.         A sua volta la normativa previgente, ovvero il Decr. Leg.vo n. 47 del 2000, all’ art. 12, prevedeva che per le “prestazioni riferibili agli importi maturati” fino al 31 dicembre 2000 si applicassero le norme preesistenti a tale data.
Questo il testo dell’ art. 12 (Decorrenza e disciplina transitoria):
“. Per i soggetti che risultano iscritti a forme pensionistiche complementari alla data da cui ha effetto il presente decreto, le disposizioni introdotte dall’art. 10 si applicano alle prestazioni riferibili agli importi maturati a decorrere dalla data da cui ha effetto il decreto stesso”. Il testo integrale è riportato in nota (2).

3.         Le “norme preesistenti” sono quelle del TUIR nella versione anteriore al 2000 (PDF), qui disponibile anche in word

Si consideri infatti quanto segue.

L’ art. 48, comma 7 bis del TUIR dispone che: “Le prestazioni periodiche indicate alla lettera h- bis) del comma 1 dell’art. 47 costituiscono reddito per l’87,5 per cento dell’ammontare corrisposto“. Tale comma venne introdotto dalla Legge 335/95 (Riforma Dini), all’ art. 11.

La ricostruzione normativa qui esposta è condivisa dalla stessa Agenzia delle Entrate, come si ricava fra l’ altro dalla Risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate n. 93 del 2010, che così argomenta:

Risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate n. 93 del 2010

L’articolo 48-bis (ora, articolo 52), comma 1, lettera d), del Tuir, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella formulazione vigente fino al 31 dicembre 2000, disponeva che “per le prestazioni periodiche indicate alla lettera h-bis) del comma 1 dell’articolo 47 non si applicano le disposizioni del richiamato articolo 48 e le stesse costituiscono reddito per l’87,5 per cento dell’ammontare lordo corrisposto.”.

Le prestazioni periodiche in questione sono quelle “comunque erogate in forma di trattamento periodico ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni ed integrazioni.”.

Secondo la disciplina vigente prima del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 47, che ha introdotto nuove disposizioni sulla previdenza complementare, tutti i fondi pensione e le casse soggette al D. Lgs. n. 124 del 1993 che erogano trattamenti periodici ovvero prestazioni in forma di capitale, indipendentemente dalle modalità di costituzione, erano soggetti ad un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, nella misura fissa di lire 10 milioni, ovvero, per i fondi il cui patrimonio fosse direttamente investito in immobili, nella misura dello 0,50 per cento del valore corrente degli immobili.

A fronte del suddetto trattamento fiscale, all’atto dell’erogazione della prestazione, l’imposta pagata a monte dal fondo pensione era riconosciuta ai contribuenti iscritti al fondo medesimo, in quanto le prestazioni periodiche erano assoggettate a tassazione nella misura dell’87,50 per cento.

Come già chiarito dalla circolare n. 29/E del 20 marzo 2001, il criterio di tassazione sopra descritto aveva la finalità di riconoscere, sia pure in modo forfetario, l’imposta pagata dal fondo e, quindi, di evitare una doppia tassazione di tali redditi.

Il D. Lgs. n. 47 del 2000 ha introdotto nuove disposizioni sulla previdenza integrativa applicabili alle prestazioni relative agli importi maturati alla data del 1° gennaio 2001. Il medesimo decreto, peraltro, ha stabilito che le vecchie modalità di tassazione continuano ad applicarsi relativamente alle prestazioni pensionistiche maturate fino al 31 dicembre 2000. La circolare n. 25/E del 26 giugno 2006 e la risoluzione n. 285/E del 2007, uniformandosi ad un consolidato orientamento della Corte di Cassazione, hanno chiarito che la disciplina di cui al soppresso articolo 48-bis, comma 1, lettera d), del Tuir, è applicabile, entro il predetto limite temporale, anche alle prestazioni erogate in forma di rendita dai fondi di previdenza integrativa degli enti del parastato.

1) Per i lavoratori assunti antecedentemente al 29 aprile 1993 e che entro tale data risultino iscritti a forme pensionistiche complementari istituite alla data di entrata in vigore dalla legge 23 ottobre 1992, n. 421:
a) alle contribuzioni versate dalla data di entrata in vigore del presente decreto si applicano le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 8;
b) ai montanti delle prestazioni entro il 31 dicembre 2006 si applica il regime tributario vigente alla predetta data;
c) ai montanti delle prestazioni a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, ferma restando la possibilità di richiedere la liquidazione della intera prestazione pensionistica complementare in capitale secondo il valore attuale con applicazione del regime tributario vigente alla data del 31 dicembre 2006 sul montante accumulato a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è concessa la facoltà al singolo iscritto di optare per l’applicazione del regime di cui all’articolo 11.

2 ) Per i soggetti che risultano iscritti a forme pensionistiche complementari alla data da cui ha effetto il presente decreto, le disposizioni introdotte dall’art. 10 si applicano alle prestazioni riferibili agli importi maturati a decorrere dalla data da cui ha effetto il decreto stesso, nonchè, in caso di riscatto parziale di cui all’art. 10, comma 1- bis , del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, o di anticipazione, a quelle erogate a decorrere da tale data.
2. Le disposizioni dell’art. 17 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dall’art. 11, si applicano alle quote di trattamento di fine rapporto maturate, nonchè a quelle erogate a titolo di anticipazione, a decorrere dalla data da cui ha effetto il presente decreto. Per il trattamento di fine rapporto maturato fino a tale data continuano ad applicarsi le disposizioni del menzionato art. 17, nel testo vigente anteriormente alla data stessa.