TFR: le sentenze di condanna delle Banche


La Cassazione in moltissime sentenze ha condannato le Banche a pagare gli aumenti sul TFR.

Le sentenze sono state ottenute dal nostro Studio, e sono scaricabili cliccando qui:

  1. Cass. 13/09/2018 n. 22394 – Intesa Sanpaolo
  2. Cass. 12/09/2018 n. 22197 – Intesa Sanpaolo
  3. Cass. 31/08/2018 n. 21519 – Intesa Sanpaolo
  4. Cass. 31/08/2018 n. 21520 – Intesa Sanpaolo
  5. Cass. 03/08/2018 n. 20505 – Intesa Sanpaolo
  6. Cass. 16/03/2018 n. 6591 – Unicredit
  7. Cass. 17/11/2017 n. 27332 – Unicredit
  8. Cass. 26/05/2017 n. 13377 – Unicredit
  9. Cass. 11/12/2015 n. 25052 – Unicredit
  10. Cass. 21/07/2014 n. 16591 – Unicredit
  11. Cass. 14/11/2011 n. 23806 – Unicredit
  12. Cass. 15/03/2010 n. 6204 – Unicredit
  13. Cass. 10/03/2009 n. 5707 – Banca Regionale Europea
  14. Cass. 06/03/2009 n. 5569 – Banca Regionale Europea
  15. Cass. 06/10/2008 n. 24654 – Unicredit
  16. Cass. 02/04/2008 n. 8473 – Unicredit
  17. Cass. 27/03/2008 n. 7977 – Unicredit

Le nostre prime sentenze pilota:

Le nostre prime sentenze pilota possono essere scaricate cliccando qui sotto:

– Corte di Cassazione (sentenza n. 6204 del 2010)
– Corte di Cassazione, sentenza del 10 marzo 2009 n. 5707

Per di più queste sentenze emesse dalla Cassazione hanno la speciale autorità prevista dall’ art. 420 bis del cod. proc. civ. Questo significa che un Giudice di merito non può dissentire da tali sentenze, se non rinviando nuovamente la questione alla Cassazione per un riesame della questione.

La Suprema Corte ha sul punto così stabilito:

“L’art. 40 del Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale impiegatizio, subalterno ed ausiliario delle Casse di Risparmio (ACRI) del 9 marzo 1983, l’art. 40 del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i quadri, gli impiegati, i subalterni e gli ausiliari delle Casse di Risparmio (ACRI) 19 marzo 1987 e l’art. 44 del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i quadri, gli impiegati, i subalterni e gli ausiliari delle Casse di Risparmio (ACRI) 16 gennaio 1991 devono essere interpretati nel senso che essi non contengono alcuna deroga al principio stabilito dall’art. 2120 c.c., comma 2, quanto al compenso per lavoro straordinario svolto in modo non occasionale, ed ai fini della sua inclusione nella base di computo del trattamento di fine rapporto”.

“L’art. 87 del Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale direttivo (dirigenti e funzionari) delle Casse di Risparmio (ACRI) dell’11 aprile 1991 e l’art. 65 del Contratto collettivo nazionale di lavoro Credito ABI per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti delle aziende del credito, finanziarie e strumentali, dell’11 luglio 1999, nella parte concernente i quadri direttivi di 3° e di 4° livello devono essere interpretati nel senso di non escludere dalla retribuzione annua utile ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto le somme percepite per premio di anzianità alla scadenza del 25 anno di servizio e per ferie non godute”.

I contributi integrativi sul TFR

Sulla singola questione dei contributi integrativi sul TFR vi è stato un cambiamento di opinione da parte della Cassazione, che prima ha dato ragione ai lavoratori fino al 2011, ma poi ha cambiato orientamento nel 2012 e ha dato torto.
Per questo motivo questa voce retributiva non viene più inserita nelle cause.
Chi volesse approfondire questa problematica può andare all’ apposita pagina del sito (clicca qui).