La fusione dei Fondi Pensione di Intesa Sanpaolo e la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo


Dal 2017 i pensionati della ex Cassa di Rispermio di Padova e Rovigo sono coinvolti nella manovra della Banca e dei Sindacati di riforma della loro Cassa di Previdenza in senso peggiorativo. Contro tale tentativo il nostro Studio è mobilitato insieme all’ Associazione Pensionati.

Le vicende societarie della Banca

Ricordiamo preliminarmente che la “Banca Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Spa” divenne “Cassa di Risparmio del Veneto Spa” in data 25 settembre 2008 con l’integrazione delle sue filiali con le filiali di Intesa Sanpaolo operanti nel Veneto.
A sua volta la “Cassa di Risparmio del Veneto Spa” è stata formalmente incorporata da Intesa Sanpaolo in data il 23 luglio 2018.

La Cassa di Previdenza Cariparo prima del 2017

Il regime previdenziale dei dipendenti della Cassa assunti entro il 31/12/90 è un regime speciale ex esonerativo: dapprima era un regime esonerativo fino al 31 dicembre 1990, e successivamente un regime integrativo o complementare dopo tale data, così trasformato dalla c.d. Riforma Amato che ha privatizzato gli ex Enti Pubblici creditizi, ad opera della Legge 218/90 ed il successivo Decreto Legislativo 357/90.

La Cassa di Previdenza Cariparo (denominata nel suo Statuto per brevità “Fondo”), secondo il suo Statuto nella versione approvata nel 2013 era articolata in tre Sezioni:

  1. la Sezione pensionati Fondo avente natura di regime a prestazione definita, (artt. 10 e segg. dello Statuto) cui sono iscritti:
    1. i “pensionati” del “Fondo” alla data del 30 giugno 1998 o i loro superstiti
    2. gli “iscritti” che si sono avvalsi della previsione del successivo art. 35 (opzione per i trattamenti preesistenti del “Fondo”);
    3. nonché i loro superstiti aventi diritto
  2. la Sezione pensionati ex F.I.P., avente natura di regime a prestazione definita, (artt. 17 e segg. dello Statuto), cui sono iscritti:
    1. i “pensionati” del “F.I.P.” alla data del 30 giugno 1998,
    2. gli “iscritti” che si sono avvalsi della previsione del successivo art. 35 (opzione per i trattamenti preesistenti del “F.I.P.”);
    3. nonché i loro superstiti aventi diritto
  3. la Sezione a contribuzione definita, avente natura di regime a contribuzione definita (artt. da 21 a 27 dello Statuto), cui sono iscritti i dipendenti del ruolo credito della “Cassa di Risparmio” iscritti al “Fondo” e al “F.I.P.” alla data del 31 dicembre 1990 ed in servizio alla data del 30 giugno 1998 (mediante trasformazione dei regimi a prestazione definita in atto per gli “iscritti” al “Fondo” e al “F.I.P.”

In questa sezione a contribuzione definita l’ iscritto ha diritto ad una indennità in capitale all’ atto delle dimissioni (art. 23, comma 1), con la precisazione che “Entro trenta giorni dalla cessazione dell’iscrizione, l’ ”iscritto” ha facoltà di richiedere che tutto o parte della posizione individuale sia convertita in rendita; la rendita è erogata da un’impresa di assicurazioni con la quale il “Fondo” sottoscrive apposita convenzione”
Inoltre l’ iscritto ha diritto altresì a “eventuali plusvalenze o minusvalenze derivanti dall’alienazione di porzioni di patrimonio immobiliare” (art. 22, comma 3).

Pur nella unitaria titolarità del patrimonio in capo al “Fondo”, ciascuna delle sezioni di cui al comma che precede è vincolativamente destinataria di una porzione patrimoniale di propria esclusiva pertinenza, è disciplinata da apposito titolo dello statuto ed è sottoposta a contabilità separata.

E’ bene precisare che questa Sezione a contribuzione definita venne istituita con accordo collettivo aziendale 30 giugno 1998, stipulato ai sensi dell’art. 59, comma 3, della L. 27 dicembre 1997, n. 449, con decorrenza dal 1° gennaio 1998, e poi attuato con ulteriore Accordo di attuazione del 12 ottobre 1998
Contestualmente è stato accorpato nella Cassa di Previdenza il patrimonio del Trattamento Integrativo di Pensione istituito il 29 giugno 1982 nell’ambito del bilancio della “Cassa di Risparmio”, fatta salva la continuità delle prestazioni definite in erogazione in favore dei “pensionati” al 30 giugno 1998.

Sul sito del Fondo è altresì pubblicato un documento sulle sue problematiche fiscali.

La Riforma del 2017 e la prima confluenza nel Fondo di Gruppo a contribuzione definita ISP

La situazione del Fondo Cariparo cambiò radicalmente nel 2017, a seguito della stipulazione del’ Accordo sindacale del 14 settembre 2017, che disponeva il trasferimento collettivo della Sezione a contribuzione definita nel Fondo Pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Questo Accordo Sindacale venne annunciato con soddisfazione dai sindacati (vedi il Volantino del 14 settembre 2017).
Nell’ Accordo sindacale venne altresì concordato il nuovo testo dello Statuto della Cassa di Previdenza.
Questa modifica dello Statuto venne sottoposta a referendum fra gli iscritti e venne approvata.
Il testo dello Statuto 2017 è quindi cambiato (clicca qui).

Riportiamo qui di seguito i documenti relativi al sudddetto referendum:

  1. Avviso di referendum
  2. Raccomandata agli iscritti
  3. Modalità di votazione
  4. Lettera dell’Associazione Pensionati agli iscritti
  5. Esito del referendum

Dal 1° gennaio 2018, quindi, gli iscritti alla Sezione a Contribuzione definita del Fondo Cariparo sono passati al Fondo di Gruppo Intesa a contribuzione definita.
In base a quanto comunicato dalla Banca agli iscritti con lettera del 21 dicembre 2017, con atto notarile del 20 dicembre 2017, è stato perfezionato il trasferimento della Sezione a contribuzione definita al Fondo Pensione a contribuzione Definita del Gruppo ISP.
Più precisamente, come si legge sul sito del Fondo, “Con atto Notaio Giovanni Battista Todeschini Num. 108781 di rep. e Num. 35191 di racc., in forza dell’accordo del 14 settembre 2017, è stato definito il trasferimento collettivo delle posizioni a contribuzione definita in essere presso la Sezione a Contribuzione Definita nel Fondo Pensione a contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo
con effetto dal 1° gennaio 2018″.

Ai sensi della normativa sulla privacy, viene altresì comunicato che il Titolare del trattamento dei dati è divenuto il Fondo di Gruppo.

La Riforma del 2018 e la volontà di fusione nel Fondo di Gruppo a prestazione definita (ex Banco di Napoli)

Dopo lo scorporo della Sezione a contribuzione definita, la manovra della Banca e dei Sindacati sta proseguendo anche relativamente alle due Sezioni a Prestazione Definita.
E’ stato sottoscritto l’ Accordo 26 luglio 2018 – Accordi di integrazione della Cassa di Previdenza Cariparo nel Fondo a Prestazione Definita ISP

L’ Accordo del 26 luglio 2018 viene stipulato immediatamente dopo la incorporazione della Banca Cassa di Risparmio del Veneto in Intesa Sanpaolo, avente decorrenza dal 23 luglio 2018.
Questo accordo va inserito nel contesto della manovra di Gruppo, ed in particolare vanno valutati congiuntamente i seguenti Accordi:

  1. Accordo del 5 dicembre 2017 – Integrazione della Cassa di Previdenza San Paolo nel Fondo Banco
  2. Accordo 21 dicembre 2017 – Accordo sulle modifiche statutarie al Fondo BdN
  3. Accordo 26 luglio 2018 – Accordi di integrazione della Cassa di Previdenza Cariparo nel Fondo a Prestazione Definita ISP
  4. Accordo 20 settembre 2018 – Accordo sulle modifiche statutarie e sul Regolamento Elettorale del Fondo a Prestazione Definita ISP

In pratica, secondo la volontà delle c.d. Fonti Istitutive:

  • Il Fondo Pensione del Banco di Napoli diventerà il Fondo di Gruppo a prestazione definita, cambierà Statuto e denominazione, e  verrà trasferito a Torino
  • Il Fondo Cariparo (nelle due Sezioni a prestazione definita) dovrà confluire nel Fondo di Gruppo (ex Banco di Napoli)
  • Nell’ occasione verrano offerti gli zainetti a tutti gli iscritti
  • Chi vorrà zainettare chiuderà ogni rapporto con il Fondo
  • Chi invece vorrà mantenere la sua pensione passerà al Fondo di Gruppo (ex Banco di Napoli)
  • La Banca revoca la sua solidarietà verso gli iscritti, mantenendola solo verso il Fondo Pensione di Gruppo.

Questa manovra è illegittima per i motivi già elencati nella nostra Diffida notificata per l’ analoga vicenda della Cr Firenze

Questo è il testo dell’ Accordo nella parte relativa al trasferimento di chi non vorrà zainettare:

4.        TRASFERIMENTO AL FONDO A PRESTAZIONE DEFINITA ISP

Con effetto dal 1° luglio 2019 la dotazione patrimoniale, comprensiva delle riserve accantonate presso ISP, riferita ai “beneficiari” delle prestazioni della sezione “Pensionati Fondo” che non abbiano accettato l’offerta formulata ai sensi del precedente capitolo 3. – calcolata sulla base del bilancio tecnico attuariale redatto al 30 giugno 2019 – sarà trasferita al Fondo a prestazione definita ISP che garantirà la piena continuità delle prestazioni agli aventi diritto secondo la normativa di legge e dello Statuto vigente della Cassa di Previdenza CRP a tal fine depositato agli atti del Fondo a prestazione definita ISP medesimo.

La confluenza della dotazione patrimoniale relativa alla sezione “Pensionati Fondo” determina il sorgere della garanzia solidale di ISP e dei suoi futuri aventi causa nei confronti del Fondo a prestazione definita ISP, avuto riguardo alla sussistenza nel tempo dell’equilibrio tecnico del Fondo stesso, per quanto concerne la popolazione di cui trattasi. Tale garanzia permane fino all’esaurimento degli aventi diritto.

Sempre con effetto dal 1° luglio 2019 anche la dotazione patrimoniale riferita ai “beneficiari” delle prestazioni della sezione “Pensionati ex F.I.P.” rimanente a tale data (pertanto al netto delle offerte di capitalizzazione accolte e delle prestazioni erogate nel periodo dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019), sarà trasferita al Fondo a prestazione definita ISP che garantirà la piena continuità delle prestazioni agli aventi diritto secondo la normativa di legge e dello Statuto vigente della Cassa di Previdenza CRP a tal fine depositato agli atti del Fondo a prestazione definita ISP medesimo.

Ferma restando ogni garanzia in favore dei “beneficiari” della sezione “Pensionati Fondo” da parte della Banca, la Banca effettua annualmente l’adeguamento delle disponibilità del Fondo a prestazione definita ISP sulla base delle risultanze del bilancio tecnico attuariale di detta sezione predisposto per il Fondo stesso.

Le Fonti Istitutive si danno altresì atto che le offerte di capitalizzazione di cui al capitolo 3 sono da intendersi formulate in via eccezionale e irrepetibile e pertanto il Fondo a prestazione definita ISP non procederà ad ulteriori offerte nei confronti dei “beneficiari” la cui dotazione patrimoniale è trasferita al Fondo a Prestazione definita ISP per effetto di quanto stabilito al presente capitolo.

5.        NORME FINALI

In relazione a tutto quanto stabilito nel presente accordo, fermo quanto previsto dalle disposizioni di Legge e regolamentari vigenti in materia, le Parti si danno atto che gli Organi preposti della Cassa di Previdenza CRP, nella loro attuale composizione, fermo il completamento delle elezioni suppletive in corso, dovranno curare, in conformità alle previsioni statutarie — sino alla formale richiesta a COVIP di cancellazione della Cassa medesima —, tutti gli adempimenti discendenti dal presente accordo, nonché l’approvazione dei bilanci relativi agli esercizi 2018 e 2019, ivi compresi quelli inerenti i profili di gestione corrente amministrativa e informatica, avvalendosi dei competenti uffici di ISP, per il tempo necessario a garantire il corretto e compiuto impianto di dati e procedure presso il Fondo a prestazione definita ISP e lo scioglimento della Cassa di Previdenza CRP. Esclusivamente per tali specifici scopi, gli Organi della Cassa di Previdenza CRP, devono pertanto intendersi prorogati fino all’estinzione giuridica della Cassa medesima, anche ove ciò si determinasse oltre la loro naturale scadenza.

Le Parti si danno altresì atto che, ove, prima della formale cancellazione della Cassa di Previdenza CRP, permangano in capo alla Cassa di Previdenza CRP le attività di gestione di cui all’art. 7 comma 2 dell’accordo 14 settembre 2017 (Trasferimento collettivo della sezione a contribuzione definita “della Cassa di Previdenza CARIPARO), le stesse saranno attribuite al Fondo a Contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo secondo le modalità più idonee a garantire la tutela degli interessi degli iscritti.