Fondo Esuberi – Calcolo della contribuzione correlata


Nel periodo in cui il lavoratore è a carico del Fondo Esuberi ha diritto all’ accredito della contribuzione verso l’ INPS, poichè non è ancora tecnicamente in pensione, ma si trova in una fase transitoria, analoga a quella dell’ operaio in Cassa Integrazione.
Senonchè mentre l’ operaio in Cassa Integrazione si vede accreditare la contribuzione “figurativa” direttamente dall’ INPS (che se accolla il costo), la situazione è diversa per il Fondo Esuberi, per il quale invece la contribuzione è a carico della Banca.
Purtroppo il calcolo di tale contribuzione viene effettuato sostanzialmente dalle Banche, senza un effettivo controllo dell’ INPS, che in concreto ha accettato nel corso degli anni anche dei criteri di calcolo diversi fra loro, senza mai sollevare obiezioni.
Ad esempio la Banca San Paolo e la Cassa di Risparmio di Padova hanno dapprima versato la contribuzione inserendo anche il VAP, mentre dopo essere state incorporate da Banca Intesa hanno eliminato tale voce retributivo dal calcolo, senza che l’ INPS protestasse.

Si è posta quindi la problematica del criterio di calcolo della suddetta contribuzione a carico delle Banche, chiamata contribuzione “correlata”, ma in realtà avente natura giuridica di “contribuzione figurativa”.
Purtroppo al momento sono state emanate delle sentenze negative per i lavoratori, consultabili nell’apposita pagina cliccando qui.

Esaminiamo qui questa problematica, avvertendo che la sua regolamentazione è cambiata nel 2014.

La vecchia normativa del D.M. 158/00 (abrogato)

In origine l’ art. 10 del D.M. 158/2000 così recitava:
“12. La contribuzione correlata nei casi di riduzione dell’orario di lavoro o di sospensione temporanea dell’attività lavorativa, nonché per i periodi di erogazione dell’assegno straordinario per il sostegno al reddito, è calcolata sulla base della retribuzione di cui al comma 7.

Il suddetto comma 7 dell’ art. 10 così recitava:
7. La retribuzione mensile dell’interessato utile per la determinazione dell’assegno ordinario e della paga oraria di cui al comma 1, è quella individuata secondo le disposizioni contrattuali nazionali in vigore, e cioè la retribuzione sulla base dell’ultima mensilità percepita dall’interessato secondo il criterio comune: 1/360 della retribuzione annua per ogni giornata.

In concreto le Banche calcolavano i contributi sulla c.d. RAL (Retribuzione Annua Lorda), ovvero la sola retribuzione mensile tabellare, composta da:
Stipendio

– Scatti di anzianità

– Importo ex ristrutturazione tabellare

– Assegno ad personam

In questo modo non venivano inseriti, fra l’ altro, il VAP ed altri eventuali importi continuativi.

Inoltre Vi sono validi motivi per ritenere che la suddetta norma del D.M. 158/00 fosse comunque in contrasto con alcune norme di legge, ma la questione è troppo specialistica ed esula dallo scopo divulgativo di queste pagine.

La nuova normativa del D.M. 28 luglio 2014, n. 83486

Le cose sono cambiate con il D.M. 28 luglio 2014, n. 83486

Con tale Decreto Ministeriale l’ art. 10 viene così riformulato al comma 11
“La contribuzione correlata nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorative, nonchè per i periodi di erogazione dell’assegno straordinario per il sostegno al reddito, è determinata in base a quanto previsto dall’art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183”.

L’ art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183, dispone quanto segue:
Art. 40. (Contribuzione figurativa)

1. Ai fini del calcolo della retribuzione annua pensionabile, e per la liquidazione delle prestazioni a sostegno o integrazione del reddito, per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, il valore retributivo da attribuire per ciascuna settimana ai periodi riconosciuti figurativamente per gli eventi previsti dalle disposizioni in vigore e verificatisi nel corso del rapporto di lavoro, e’ pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento. Il predetto importo deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi.


La differenza fra le due normative

Vi è un netto cambiamento fra le due normative.

– Primo criterio (D.M. 158/00): La sola retribuzione tabellare mensile

– Secondo criterio (D.M. 83486/14): tutti gli elementi “ricorrenti e continuativi”:

Si intende per “continuativo”:

– la voce retributiva percepita tutti i mesi (anche non tabellare).

– l’ importo percepito una volta all’ anno, per tutti gli ultimi anni (Cass. 2834/14). Ad es. il VAP, il premio di rendimento individuale, ecc.

L’ art. 40 della legge 4 novembre 2010, n. 183 dichiara di retroagire dal 1° gennaio 2005.

Quindi secondo questa norma va effettuato un ricalcolo della contribuzione (quantomeno) dal 1° gennaio 2005.

La regolarizzazione non può essere effettuata spontaneamente dall’ INPS, poichè la contribuzione va effettivamente versata dalle Banche, che non avranno certo voglia di farlo.
Il nostro Studio ha predisposto un modulo di lettera interruttiva della prescrizione, scaricabile gratuitamente cliccando qui.

Ovviamente la richiesta viene contestata dalle Banche, che rispondono alle lettere con un modulo standard che è il seguente:
– Gruppo Intesa Sanpaolo