Esodati – il prolungamento dell’assegno straordinario


Oltre al semplice prolungamento del sostegno al reddito, di natura assistenziale, la normativa sugli esodati prevede la distinta possibilità di restare a carico dei Fondi di Solidarietà fino all’ età di 62 anni.
Sono due questioni ben distinte, anche se talvolta vengono scambiate fra loro.
Questa possibilità di restare a carico dei Fondi di Solidarietà costituisce un vero e proprio diritto del lavoratore, e non è sottoposto di volta in volta ai “provvedimenti – tampone” emanati con i vari Decreti Ministeriali anno per anno, e sempre con grave ritardo.
Il costo di questo prolungamento è carico dei datori di lavoro, e non del Fondo per l’ occupazione.
Il diritto è riconosciuto ai lavoratori per i quali il diritto di accesso al Fondo di solidarieta sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011. Tale permanenza a carico dei Fondi vale anche qualora i requisiti previgenti per l’ accesso alla pensione vengano maturati prima dell’ età di 62 anni.

La normativa è la seguente

L’ art. 24, comma 14, lett. c) secondo periodo, del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, conv. nella legge 214/11 (come poi modificato dall’ art. 6, comma 2-quater della legge 14/12) stabilisce che l’ accesso alla
pensione in deroga è attribuito “ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarieta’ di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche’ ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarieta’; in tale secondo caso gli interessati restano tuttavia a carico dei fondi medesimi fino al compimento di almeno 60 anni di eta’, ancorche’ maturino prima del compi-mento della predetta eta’ i requisiti per l’accesso al pensionamento previsti prima della data di entrata in vigore del presente decreto”.
Successivamente il DM 1° giugno 2012 prorogò tale età fino al 62 anni, come poi confermato dall’ art. 22 del Decreto Legge
6 luglio 2012 n. 95, conv. nella Legge 135/12

L’ INPS, con messaggio 9 agosto 2012 n. 13343 emanò le prime norme attuative, poi integrate dal successivo
Messaggio INPS 22 aprile 2013 n. 6645.