Tassazione dello zainetto sull’ 87,50 % dell’importo


La base imponibile dello zainetto si calcola
sull’ 87,50% dell’ importo lordo ?

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Anche la Commissione Tributaria di Lucca il 20/4/2016 ha accolto il nostro ricorso: clicca qui.
E’ stato riconosciuto che la base imponibile dello zainetto si calcola sull’ 87,50% dell’ importo lordo, con decurtazione del 12,50%.

Per comprendere bene la problematica va ricordato che la pensione mensile complementare per legge va tassata su un imponibile pari all’ 87,50% della somma lorda spettante, poiché il residuo 12,50% della pensione è esente da Irpef (per la quota maturata fino all’ anno 2000).
Questo criterio è pacifico ed è applicato anche dai Fondi Pensione.
Chi ha percepito lo zainetto rinunciando al pagamento in atto della sua pensione mensile, ha convertito la sua pensione mensile in un capitale, e deve quindi beneficiare della stessa quota di esenzione già applicata pacificamente alla sua pensione mensile.
Lo zainetto andrebbe quindi tassato soltanto su un imponibile dell’ 87,50%, restando esente il residuo 12,50% .
Naturalmente, per quanto attiene all’ aliquota da applicare resta ferma la tassazione separata.

La Corte di Cassazione, nella sentenza Cass. 12 ottobre 2012 n. 17535 sul Banco di Napoli ha stabilito che
con la liquidazione del c.d. “zainetto”, l’ex dipendente del Banco di Napoli, pur potendo beneficiare della pensione integrativa mensile, che sarebbe stata assoggettata a tassazione secondo l’aliquota marginale, opta per l’estinzione anticipata di ogni sua pretesa con il pagamento in unica soluzione di una somma concordata e accettata. Essa, dunque, non può che restare assoggettata al medesimo tipo di prelievo fiscale previsto per il credito originario, secondo “il criterio della tassazione per equivalenza”; nel contempo, il percettore consegue il beneficio dell’applicazione dell’aliquota ridotta prevista per la tassazione separata“.
In a questa recente sentenza trova conferma il principio secondo cui la tassazione degli zainetti, per coloro che in precedenza percepivano una rendita mensile, va tassata solo su un imponibile dell’ 87,50%, come già avveniva per la rendita mensile.

Infatti:
Gli “zainetti”, ovvero la “conversione della rendita mensile in capitale”, sono diversi dai riscatti o dalle prestazioni in forma di capitale all’ atto delle dimissioni, poiché vengono attribuiti dopo il pensionamento, e non prima oppure all’ atto delle dimissioni.
Gli zainetti, in quanto definiti dal TUIR ante 2000 come somme “derivanti dalla capitalizzazione di pensioni”, sono imponibile solo per il loro “ammontare netto”.

Le “norme preesistenti” sono quelle del TUIR nella versione anteriore al 2000 (PDF), disponibile anche in word
Si consideri infatti che:
L’ art. 48, comma 7 bis del TUIR dispone che: “Le prestazioni periodiche indicate alla lettera h- bis) del comma 1 dell’art. 47 costituiscono reddito per l’87,5 per cento dell’ammontare corrisposto“. Tale comma venne introdotto dalla Legge 335/95 (Riforma Dini), all’ art. 11, comma 8.

Vedi sul punto la Risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate n. 93 del 2010

L’ Art. 16 [poi divenuto 17], comma 1, lett. a) del TUIR assoggetta a tassazione separata le “altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei predetti rapporti, comprese l’indennità di preavviso, le somme risultanti dalla capitalizzazione di pensioni

L’ art. 17 [poi divenuto 19], comma 2, del TUIR dispone che le somme sopra indicate sono assoggettate a tassazione separata e per il loro ammontare netto:
“le medesime indennità e somme, se percepite a titolo definitivo per effetto della cessazione del solo rapporto con il soggetto erogatore, sono imponibili per il loro ammontare netto con l’aliquota determinata con il criterio di cui al comma 1”

Da quanto sopra esposto risulta evidente che le somme “derivanti dalla capitalizzazione di pensioni” sono imponibili a tassazione separata e per “il loro ammontare netto”.

Se la rendita periodica è imponibile all’ 87,50%, è evidente che la stessa base imponibile entrerà a far parte dell’ “ammontare netto”.

Le argomentazioni svolte nel presente atto trovano del resto conferma anche nella pronuncia della Cassazione ( Cass. 12 ottobre 2012 n. 17535) che in fattispecie relativa al Banco di Napoli ha stabilito che

con la liquidazione del c.d. “zainetto”, l’ex dipendente del Banco di Napoli, pur potendo beneficiare della pensione integrativa mensile, che sarebbe stata assoggettata a tassazione secondo l’aliquota marginale, opta per l’estinzione anticipata di ogni sua pretesa con il pagamento in unica soluzione di una somma concordata e accettata. Essa, dunque, non può che restare assoggettata al medesimo tipo di prelievo fiscale previsto per il credito originario, secondo “il criterio della tassazione per equivalenza“; nel contempo, il percettore consegue il beneficio dell’applicazione dell’aliquota ridotta prevista per la tassazione separata“.

Si consideri infine quanto risulta dai principi generali del diritto tributario.
L’art. 6, 2° comma del TUIR pone un principio di carattere generale, che prevede il criterio di tassazione dei cd. “redditi sostituiti”, ovvero i redditi percepiti in sostituzione di altri redditi (“i proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti”).
Se applichiamo questo principio alla nostro caso, risulterà evidente la fondatezza della tesi qui invocata.