La Corte Europea di Strasburgo ha respinto anche i nostri ricorsi


Ci spiace dover comunicare che purtroppo ieri la Corte Europea di Strasburgo ci ha comunicato il rigetto definitivo dei nostri ricorsi.
Alleghiamo il testo della comunicazione in inglese ed in italiano.

La Corte non ha aggiunto altre motivazioni, mantenendo ferma la prima sentenza pubblicata il 19 luglio 2018 in un ricorso collettivo promosso da altri ricorrenti, assistiti da altro Studio legale.
E’ motivo di grande rammarico che la Corte Europea abbia disatteso le sue precedenti sentenze a nostro favore, che abbiamo ampiamente richiamato nel nostro ricorso.

E’ prevalsa la linea del risparmio per lo Stato a tutti i costi, fino a sacrificare i principi dello stato di diritto.
Fra l’altro la Corte non ha minimamente preso in considerazione le nostre argomentazioni aggiuntive relative fra l’altro alle pensioni integrative, che sono a carico di fondi privati e non costano nulla allo Stato.
Su queste pensioni la Corte non si è assolutamente pronunciata, né in senso negativo e né in senso positivo.

Abbiamo provato di tutto:

  1. Siamo andati in Corte Costituzionale contro l’ INPS, discutendo la causa nei soli 5 minuti che ci sono stati concessi dal Presidente (clicca qui)
  2. Abbiamo presentato una Denuncia contro lo Stato italiano alla Commissione Europea
  3. Abbiamo presentato i ricorsi collettivi a Strasburgo, chiedendo anche la procedura accelerata di causa pilota e sviluppando tutte le possibili problematiche, sia sulle pensioni INPS che su quelle integrative
  4. Abbiamo chiesto ai Tribunali italiani di sollevare la questione di rinvio pregiudiziale davanti alla Corte di Giustizia Europea del Lussemburgo
  5. Abbiamo nuovamente chiesto ai Tribunali italiani di rimettere nuovamente gli atti alla Corte Costituzionale quantomeno per il solo profilo delle pensioni integrative, che non costano nulla alla collettività.

Senonchè, dopo la sentenza 250/17 della Corte Costituzionale, ogni ulteriore tentativo è risultato vano, perché ogni sentenza ha finito poi per condizionare anche le decisioni successive.
Tutti gli atti relativi ai ricorsi davanti alla Corte di strasburgo sono scaricabili cliccando qui

Nel frattempo l’attacco ai pensionati non si è fermato, ed il Governo è intervenuto pesantemente sia con un nuovo taglio della perequazione per gli anni 2019/21, e sia con un illegittimo nuovo contributo di solidarietà sulle c.d. “pensioni d’oro”.

Noi continuiamo ad essere mobilitati a difesa dei pensionati, e stiamo studiando le prossime iniziative a tutela dei loro diritti.

Vi terremo informati con le nostre newsletter.

Seguite sempre il nostro sito e la nostra pagina Facebook.

Vi ringraziamo per la fiducia accordata e Vi porgiamo i migliori saluti.

Avv. Michele IACOVIELLO