Il ricorso a Strasburgo contro il blocco della perequazione


La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, ha il potere di condannare gli Stati se non rispettano i diritti garantiti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Fra questi diritti vi è quello ad un processo equo ed imparziale, in cui il Governo non può annullare con una legge una sentenza già emessa, poiché nella divisione fra i poteri dello Stato spetta solo ai Giudici emanare le sentenze ed il Governo non può interferire su di esse. La stessa Corte Costituzionale italiana ha dovuto pochi giorni fa ha dovuto arrendersi a Strasburgo. La Corte ha dovuto riconoscere questo principio nella sentenza n. 12 del 30 gennaio 2018, con la quale ha sostanzialmente smentito quanto affermato nella sentenza 250/17. Per esaminare questa recentissima sentenza clicca qui La Legge Fornero (che aveva congelato l’aggiornamento delle pensioni negli anni 2012 e 2013), era stata dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 70/15 della Corte, che aveva affermato che ai pensionati spettava un aumento del 5-6% della pensione (clicca qui per i conteggi).

Subito dopo però il governo aveva bloccato l’efficacia della sentenza emanando il Decreto Legge n. 65 del 2015, che aveva escluso in tutto od in parte gli aumenti già riconosciuti dalla Corte Costituzionale.

Numerosi Giudici avevano però affermato che il governo Renzi non poteva interferire sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del 2015, che aveva dichiarato illegittima la Legge Fornero (clicca qui).

Senonché purtroppo la Corte Costituzionale (sent. 250 del 2017), ha purtroppo convalidato l’operato del governo, giustificandosi con la situazione dei conti pubblici italiani.

Non è la prima volta che questo capita in Italia, ma in altre casi analoghi la Corte Europea di Strasburgo ha poi condannato lo Stato italiano a pagare ai pensionati il dovuto.

Le sentenze di Strasburgo sono scaricabili cliccando qui. È questa la strada che noi vogliamo oggi percorrere anche per la Legge Fornero.

COSA FARE

Per ottenere giustizia alla Corte di Strasburgo è necessario che ogni interessato presenti un suo ricorso personale a Strasburgo ENTRO SE MESI dalla sentenza della Corte Costituzionale. La sentenza della Corte di Strasburgo vale solo per chi ha fatto causa entro i sei mesi, e NON si riflette sui tutti gli altri che sono rimasti inerti.

Cosa chiediamo a Strasburgo

Nei nostri ricorsi collettivi vengono richiesti per i ricorrenti questi diritti:

  1. gli aumenti e gli arretrati spettanti (vedi l’ apposita tabella)
  2. i danni “morali” a titolo di c.d. “equa riparazione” in base all’ art. 41 della CEDU
  3. gli interessi moratori.

Come Partecipare

Per presentare questo ricorso ogni interessato deve firmare la delega ed il modulo di incarico al nostro Studio, cliccando sul pulsante qui sotto:

COME PARTECIPARE

Avendo ricevuto moltissime richieste, abbiamo cercato di ridurre al minimo le spese, soprattutto per coloro che già ci avevano conferito il mandato per difenderli in Italia davanti alla Corte Costituzionale.

Per ogni dubbio

  1. Per esaminare i precedenti della Corte di Strasburgo clicca qui.
  2. Per specifiche domande vai alla pagina delle Domande Frequenti – FAQ
  3. Per esaminare i conteggi spettanti clicca qui
  4. Per scaricare la modulistica clicca qui
  5. Per restare informati e iscriversi alla nostra newsletter clicca qui