Il nuovo taglio della perequazione 2019 – 2021


Il Governo Conte ha approvato un nuovo taglio della perequazione per il triennio 2019 – 2021.
Il maxi emendamento è già passato al Senato e a breve passerà alla Camera.
Ancora una volta si cerca di fare cassa sui pensionati, e ancora una volta questo taglio non sarà affatto transitorio, ma definitivo, perchè non verrà mai più recuperato e passerà anche sulla pensione di reversibilità.
Ci riserviamo a breve un commento approfondito dopo l’ approvazione definitiva da parte della Camera.
Questa è la tabella delle decurtazioni (Fonte: PensioniOggi.it)

Questo invece è il testo dell’emendamento approvato finora dal solo Senato:

259.   Per il periodo 2019-2021 la rivaluta­zione automatica dei trattamenti pensioni­stici, secondo il meccanismo stabilito dal­l’articolo 34, comma 1, della legge 23 di­cembre 1998, n. 448, è riconosciuta:

a)     per i trattamenti pensionistici com­plessivamente pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento;

b)     per i trattamenti pensionistici com­plessivamente superiori a tre volte il tratta­mento minimo INPS e con riferimento al­l’importo complessivo dei trattamenti mede­simi:

1) nella misura del 97 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spet­tante sulla base di quanto previsto dalla let­tera a), l’aumento di rivalutazione è comun­que attribuito fino a concorrenza del pre­detto limite maggiorato. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione au­tomatica spettante sulla base di quanto pre­visto dal presente numero, l’aumento di ri­valutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

2)     nella misura del 77 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento mi­nimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il pre­detto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivaluta­zione automatica spettante sulla base di quanto previsto dal presente numero, l’au­mento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite mag­giorato;

3)     nella misura del 52 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento mi­nimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trat­tamento minimo e inferiore a tale limite in­crementato della quota di rivalutazione auto­matica spettante sulla base di quanto previ­sto dal presente numero, l’aumento di riva­lutazione è comunque attribuito fino a con­correnza del predetto limite maggiorato;

4)     nella misura del 47 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a otto volte il tratta­mento minimo INPS. Per le pensioni di im­porto superiore a otto volte il predetto trat­tamento minimo e inferiore a tale limite in­crementato della quota di rivalutazione auto­matica spettante sulla base di quanto previ­sto dal presente numero, l’aumento di riva­lutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

5)     nella misura del 45 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a otto volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a nove volte il trat­tamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a nove volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione au­tomatica spettante sulla base di quanto pre­visto dal presente numero, l’aumento di ri­valutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

6)   nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a nove volte il trattamento minimo INPS.