Blocco della perequazione: altre sentenze negative da Strasburgo e dall’Italia


Continuano purtroppo i segnali negativi dalla Corte di Strasburgo, ed anche dall’Italia.

La Corte di Strasburgo ha recentemente respinto altri ricorsi:
– Il ricorso collettivo 25178/18 presentato dalla Federmanager tramite lo Studio Orrick di Milano (clicca qui)
– Il ricorso collettivo 34074/18 presentato dallo Studio Frisani di Firenze (clicca qui)
– Un solo ricorso (sui 49 da noi presentati) n. 34781/18 relativo solo a due nostre assistite (clicca qui), che avevano altresì chiesto di avviare la procedura di causa pilota. La Corte si è adeguata a quanto aveva già deciso negativamente il 19 luglio 2018 in un’altra causa che non era patrocinata dal nostro Studio. E’ risultato quindi vano ogni nostro ulteriore sforzo difensivo, in cui abbiamo messo anche in evidenza la diversa problematica della pensione integrativa (che deriva da un risparmio privato) rispetto alle pensioni a carico dell’ INPS, che invece sono a carico del pubblico denaro. Evidentemente, però, la strada era ormai tracciata, e la Corte di Strasburgo si è adeguata al suo precedente del 19 luglio.

Noi non abbiamo ricevuto nessuna notifica per tutti gli altri ricorsi e quindi abbiamo presentato un’ apposita istanza alla Corte per conoscere l’ esito – se già ci fosse – degli altri 48 ricorsi. (Avvisiamo per chiarezza che i 49 nominativi indicati nella istanza sono soltanto quelli dei singoli capifila. Ogni singolo ricorso, poi, contiene tutti i nominativi degli altri ricorrenti. L’ istanza originale in inglese si trova cliccando qui), ed in più alleghiamo anche la versione in italiano.)

A questo punto, però, dopo queste sentenze, non possiamo certo essere ancora ottimisti.

Nel frattempo non abbiamo lasciato nulla di intentato anche sul fronte italiano, chiedendo ai Giudici italiani di sollevare la questione di rinvio pregiudiziale all’altra Corte Europea, ovvero la Corte di Giustizia Europea, con sede in Lussemburgo, che è competente per la violazione dei Trattati Europei e della Carta di Nizza.

Ci abbiamo provato in tutti i modi, come ognuno può leggere nelle nostre ulteriori difese sul punto (clicca qui).

Senonchè gli stessi (ottimi) Giudici italiani che avevano sollevato la questione di illegittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale italiana, non sono andati oltre la sentenza n. 250/17 della Corte Costituzionale, ed anche purtroppo della sentenza della Corte di Strasburgo del 19 luglio 2018 (clicca qui), emessa in un ricorso non nostro.
Si vedano sul punto le recenti sentenze italiane:
– Trib. Genova (Est. Basilico)
– Trib. Cuneo (Est. Casarino)

Infine abbiamo cercato di evidenziare la differente problematica della previdenza complementare (privata), rispetto a quella dell’ INPS che è a carico del bilancio pubblico.
Senonchè le ultime sentenze negative della Corte Costituzionale e di Strasburgo hanno ormai finito per influenzare i Giudici anche su questa problematica della previdenza complementare.
Sono state quindi emesse di recente queste due ulteriori sentenze:
– Trib. Firenze (Est. Davia) del 39 novembre 2018
– Trib. Genova (Est. Dito), non ancora depositata.
Verso queste sentenze italiane noi faremo il nostro dovere difensivo anche in appello, ma sembra che ormai ogni sentenza negativa finisca per influenzarne un’altra.

Di più, purtroppo, non possiamo fare.

Ringraziamo ancora una volta tutti per la fiducia accordata al nostro Studio, e cerchiamo di esserne degni con il nostro massimo impegno professionale.