Blocchi della perequazione dal 2008 al 2014
Nuovi criteri di calcolo per il 2014/18

Altri riferimenti:
- Il testo delle norme di legge sulla perequazione automatica si trova cliccando qui
- La storia della perequazione automatica si trova cliccando qui
- Per la questione dell' aggancio al pari grado in servizio (c.d. "clausola oro") clicca qui
- Per il blocco 1998 / 2000 clicca qui



I blocchi 2008 - 2014

Vi sono state varie leggi che hanno bloccato la perequazione automatica delle pensioni (scala mobile) per gli anni dal 2008 al 2014.
Più precisamenti i blocchi si riferiscono alle pensioni superiori ai seguenti importi lordi mensili complessivi:
- Blocco del 2008: € 3.539,72
- Blocco del 2012 / 2013: € 1.405,05
- Blocco del 2014:€ 2.972,58

Vi sono due diverse problematiche: quella della pensione INPS e quella della pensione integrativa o complementare.
Sulla pensione integrativa non vi è alcun motivo di blocco, poichè si tratta di una pensione privata tutelata a livello costituzionale dagli artt. 36 e 38, nonchè altresì una forma risparmio tutelato dall' art. 47.
D' altra parte i soldi così risparmiati non vanno neppure all' INPS o alla collettività, ma restano semplicemente alle Banche e ai loro Fondi Pensioni.
Il nostro Studio ha già avviato questo contenzioso in vari Tribunali d' Italia.

Di seguito trascriviamo il testo delle varie norme di legge di blocco.

Anno 2008:

Blocco in forza dell’ art. 1, comma 19, della legge 24 dicembre 2007 n. 247:

“Per l’anno 2008, ai trattamenti pensionistici superiori a otto volte il trattamento minimo INPS, la rivalutazione automatica delle pensioni, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non è concessa. […]”.

Tale norma è stata denunciata alla Corte Costituzionale con Ordinanza del Tribunale di Vicenza del 16/4/2009 (scaricabile anche in word).
La Corte Costituzionale ha respinto l' eccezione di costituzionalità con sentenza n. 316 del 2010 (scaricabile anche in word).
La sentenza della Corte riguardava solo l' INPS e non le pensioni complementari o integrative, per le quali è stata promossa dal nostro Studio analoga questione di costituzionalità.

 

Anno 2012 e 2013

DICHIARATO INCOSTITUZIONALE:

Blocco iniziale in forza del Decreto Legge 6 luglio 2011 n. 98, poi convertito nella legge 15 luglio 2011 n. 111, poi sul punto abrogato e sostituito dal D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito nella legge 22 dicembre 2011 n. 214, art. 24, comma 25:

25.  In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’ articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento. […]. Il comma 3 dell’ articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è abrogato.

Anno 2014:

Legge 27 dicembre 2013, n. 147 - Legge di stabilità 2014, all’ art. 1 comma 483:

483. Per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e' riconosciuta:
[…]
e) nella misura del 40 per cento, per l'anno 2014, e nella misura del 45 per cento, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi e, per il solo anno 2014, non e' riconosciuta con riferimento alle fasce di importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS […].

Contro questa norma è stata sollevata un' eccezione di costituzionalità respinta dalla Corte con sentenza 13/07/2016 n. 173 (scaricabile anche in word), e precisamente al n. 6 della motivazione, in cui la Corte così testualmente scrive:

"È pur vero, infatti, che la limitazione della rivalutazione monetaria dei trattamenti pensionistici, per il biennio 2012-2013, di cui al citato art. 24, comma 25, del d.l. n. 201 del 2011 è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con sentenza di questa Corte n. 70 del 2015.
Ma questa stessa sentenza (al punto 7 del Considerato in diritto ) ha sottolineato come da quella norma (prevedente un “blocco integrale” della rivalutazione per le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo) si “differenzi” (non condividendone, quindi, le ragioni di incostituzionalità) l'art. 1, comma 483, della legge 147 del 2013, il quale viceversa, «ha previsto, per il triennio 2014-2016, una rimodulazione nell'applicazione della percentuale di perequazione automatica sul complesso dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo di cui all'art. 34, comma 1, della legge n. 448 del 1998, con l'azzeramento per le sole fasce di importo superiore a sei volte il trattamento minimo INPS e per il solo anno 2014», ispirandosi «a criteri di progressività, parametrati sui valori costituzionali della proporzionalità e della adeguatezza dei trattamenti di quiescienza»"
.

 


Criteri di calcolo della perequazione per gli anni 2014/2018

Vi è infine una diversa questione, relativa non più ad un blocco (assoluto) della perequazione, ma ad un suo criterio di calcolo "raffreddato".
Normalmente il calcolo della perequazione viene effettuato per scaglioni, anziché sull'importo complessivo. Così dispone la legge 388/2000 (art. 69):

a) nella misura del 100 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici fino a tre volte il trattamento minimo INPS;
b) nella misura del 90 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo INPS;
c) nella misura del 75 per cento per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il predetto trattamento minimo.

Si tratta di un meccanismo in qualche modo analogo al calcolo dell'Irpef, in cui ogni scaglione di reddito ha una sua aliquota fiscale, in ossequio al principio costituzionale della progressività fiscale.
Nel calcolo della perequazione tale meccanismo venne modificato nel 2014, abolendo la suddivisione per scaglioni, e passando a considerare solo gli "importi complessivi", con una sola aliquota.
Una chiara tabella riassuntiva è la seguente (Fonte PensioniOggi.it):

http://www.pensionioggi.it/images/rivalutazione-pensioni.png

 

 

 

 

 

 

 











Questo nuovo meccanismo era previsto in origine per tre anni (2014, 2015, 2016).
La fonte normativa di questa modifica è la Legge 27 dicembre 2013, n. 147 - Legge di stabilità 2014, all’ art. 1 comma 483.
Con la successiva legge di stabilità del 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208, all'art. 1, comma 286), il nuovo meccanismo viene prorogato ed esteso anche per gli anni 2017 e 2018.

Si pone ora il problema della legittimità costituzionale di questo meccanismo.
Sul punto non si può prescindere dal fatto che di recente l' eccezione di costituzionalità della norma è stata respinta dalla Corte con sentenza 13/07/2016 n. 173 (scaricabile anche in word), e precisamente al n. 6 della motivazione, in cui la Corte testualmente parla di "rimodulazione nell'applicazione della percentuale di perequazione automatica sul complesso dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo di cui all'art. 34, comma 1, della legge n. 448 del 1998", salvando addirittura " l'azzeramento per le sole fasce di importo superiore a sei volte il trattamento minimo INPS e per il solo anno 2014"
In pratica non si è in presenza di un vero e proprio blocco (peraltro salvato per l' anno 2014), ma solo di un diverso criterio di calcolo ("rimodulazione").

Sembra quindi improbabile che la Corte Costituzionale possa accogliere questa eccezione di costituzionalità, dopo la citata sentenza 173/16.
Va anche tenuto conto del fatto la stessa legge di proroga per il 2017 e 2018 (legge 28 dicembre 2015, n. 208, all'art. 1, comma 286) contiene norme garantistiche per l' ipotesi di deflazione, nel qual caso l' indice istat di rivalutazione delle pensioni "non puo' risultare inferiore a zero".
Anche questo argomento potrebbe essere utilizzato dalla Corte per "compensare" questa proroga.

La promessa del Governo Renzi
Il Governo, nel suo verbale 28 settembre 2016 di intesa con i sindacati, ha promesso un intervento su questo argomento, peraltro a partire dal 2019.
Il verbale, al n. 9, così testualmente recita:
"Perequazione dei trattamenti pensionistici
Il Governo si impegna sin d’ora, dopo il termine pr evisto dell’attuale meccanismo di rivalutazione dei trattamenti pensionistici per “fasce di importo ”, a introdurre un sistema di perequazione basato sugli “scaglioni di importo”, confermando a partire dal 2019 il ritorno al meccanismo già previsto dalla legge 388/2000"


Normativa


La legge di stabilità 2016 è sul punto così testualmente formulata:
LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2016).

286. Al fine di concorrere alla copertura dei maggiori oneri derivanti dal comma 281 nonche' delle minori entrate derivanti dalle misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati di cui al comma 290, nel rispetto del principio dell'equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, assicurando la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche in funzione della salvaguardia della solidarieta' intergenerazionale, all'articolo 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'alinea, le parole: «Per il triennio 2014-2016» sono sostituite dalle seguenti: «Per il periodo 2014-2018»; b) alla lettera e), le parole: «per ciascuno degli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018».

287. Con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all'anno precedente il mese di decorrenza dell'adeguamento, all'analogo valore medio relativo all'anno precedente non puo' risultare inferiore a zero. ( In riferimento al presente comma vedi: Circolare INPS 29 gennaio 2016, n. 14; Circolare INPS 29 gennaio 2016, n. 16; Circolare INPS 29 gennaio 2016, n. 17).

288. Con riferimento alla percentuale di variazione per il calcolo della rivalutazione delle pensioni per l'anno 2014 determinata in via definitiva con decorrenza dal 1º gennaio 2015, le operazioni di conguaglio di cui all'articolo 24, comma 5, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, limitatamente ai ratei corrisposti nell'anno 2015 non sono operate in sede di rivalutazione delle pensioni per l'anno 2015; esse sono effettuate in sede di rivalutazione delle pensioni per l'anno 2016, ferme restando le operazioni di conguaglio con riferimento alla rata corrente in sede di rivalutazione delle pensioni per l'anno 2015.