IL DECRETO LEGGE - TRUFFA DEL GOVERNO

 

Renzi_Padoan_2
Dopo la sentenza n. 70/2015 il Governo ha emanato il Decreto Legge 65/2015, conv. nella legge 17 luglio 2015 n. 109, che in pratica vanifica la sentenza della Corte, cancellando gli aumenti e gli arretrati in un polverone di formulette demenziali.



Senonchè questo Decreto Legge è palesemente illegittimo, e quindi molti Giudici hanno già rimesso gli atti alla Corte Costituzionale.
Infatti il Decreto contrasta con i seguenti articoli della Costituzione: art. 136 (efficacia delle sentenze della Corte), art. 36 (diritto alla giusta retribuzione), art. 38 (diritto alla adeguatezza della pensione).
Ma non solo.
Il Decreto è anche in contrasto con la Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo, che all' art. 6 garantisce un diritto all' equo processo, e quindi è vietato vanificare una sentenza della Corte Costituzionale con una legge retroattiva.

Questo decreto taglia pesantemente l' importo degli aumenti e degli arretrati, e addirittura esclude ogni diritto per coloro che hanno un trattamento pensionistico complessivo (cioè sommando tutte le pensioni, comprese quelle integrative e di reversibilità) superiore nel 2011 a sei volte la minima (ovvero a complessivi) € 2.810,10 euro lordi.

Contro questo Decreto Legge sono partite le azioni collettive, che hanno già ottenuto numerose Ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale (clicca qui).

Per compilare il modulo di adesione senza impegno clicca qui

Per leggere le istruzioni sulle azioni collettive clicca qui


La tabella seguente mostra il raffronto fra le spettanze in base alla sentenza 70/15 della Corte ed il Decreto Legge 65/15 del Governo.
Per esaminare più analiticamente i conteggi delle spettanze per scaglioni di importo clicca qui.
Decreto

















Per esaminare l' applicazione operativa che l' INPS ha fatto del Decreto si veda:
- Circolare n. 125 del 25-06-2015
- Messaggio n. 4993 del 27 luglio 2015, con il relativo prospetto contabile nell' Allegato n. 1