BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE

I veri costi della sentenza

Si è tanto scritto dell' impatto disastroso che una sentenza favorevole ai pensionati avrebbe avuto sui conti dello Stato, addirittura provocando la nostra uscita dall' Europa.
Qualcuno ha parlato di 30 miliardi di Euro, senza precisare che si trattava di somme LORDE, di cui una parte sarebbe poi tornata allo Stato sotto forma di tasse. Invece il calcolo corretto non può che essere fatto sul netto.
Si è poi voluto far credere che queste somme sarebbero poi andate ai pensionati "ricchi", cioè ai c.d. "pensionati d' oro", quanto invece sarebbero andati per maggior parte alle pensioni degli operai e degli impiegati.

Ma quali sono i veri conti ?
I dati che noi esporremo sono stati da noi indicati nei nostri atti difensivi, tutti scaricabili qui:
- Atto di costituzione in giudizio del 12 aprile 2017
- Memoria illustrativa 2 ottobre 2017
- Schema della discussione in udienza dell' Avv. Iacoviello

Il punto di partenza sono i dati ufficiali forniti dal Governo, dall' INPS e dall' UPB (Ufficio Parlamentare di Bilancio). Per completezza alleghiamo qui tutti i suddetti atti:

- Tabelle analitiche elaborate dal Prof. Boeri per l' anno 2012 sulla base dei dati ufficiali INPS, con allegato articolo completo
- Relazione del Governo al Decreto Legge 65 del 2015
- Verifica delle quantificazioni dell' Ufficio Studi della Camera dei Deputati
- Focus dell' Ufficio Studi dell' UPB - Ufficio Parlamentare di Bilancio

Questi sono i dati finale calcolati nel giugno 2015 dall' Ufficio Parlamentare di Bilancio sulla base dei dati forniti dallo stesso Governo, in occasione della conversione del Decreto Poletti:

 

 

Saldo netto da finanziare, Fabbisogno e
Indebitamento netto

2015

2016

2017

2018

2019

A

Effetti sentenza Corte Costituzionale n. 70/2015

-17.600

-4.370

-4.283

-4.198

-4.114

B

DL 65/2015 – Misure in materia di rivalutazione automatica delle pensioni

15.420

3.881

3.804

3.729

3.654

C=A+B

Effetti residuali sentenza Corte Costituzionale n. 70/2015

-2.180

-489

-479

-469

-460


Da questa tabella si ricavano i seguenti dati:

GLI ARRETRATI
Gli arretrati a tutto il 2016 ammontano ad € 19,301 miliardi (15,420 fino al 2015 + 3,881 per il 2016), oltre il 2017 per € 3,804 miliardi.

- I pensionati interessati nel 2012 sono complessivamente 5.242.161, di cui:
- fra 3 e 5 volte la minima: 3.813.942
- Oltre 8 volte la minima: n. 273.536

I pensionati "ricchi" (sopra 14 volte la minima) che vinsero la causa sul contributo di solidarietà nel 2013 (con la sentenza 116/13) sono stati 37.454 pensionati, ovvero l’1% dei pensionati compresi nella fascia da 3 a 5 volte la minima (3.813.942).
Costoro riscossero complessivamente solo 84 milioni di Euro (Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2013.
E’ stato più facile restituire il 15% ai pensionati sopra i 200 mila euro l’anno, che non il 5% ai pensionati da 1.200 euro netti al mese.


IL COSTO DELL' AUMENTO FUTURO
Il costo futuro del 2018 ammonta a 3,729 miliardi, pari allo 0,22% del PIL (il PIL del 2016 è pari miliardi 1.672,438).
Il costo futuro sarebbe certamente sopportabile dal sistema economico, poiché costerebbe circa la metà degli € 80 mensili che il governo Renzi ha riconosciuto alla maggior parte dei lavoratori dipendenti:
Invece il costo degli arretrati sarebbe sicuramente pesante (anche se inferiore al c.d. salvataggio delle banche).



LA SOLUZIONE INTERMEDIA DA NOI PROPOSTA

Vi è però una possibilità intermedia, che si baserebbe su molte sentenze della Corte di Giustizia Europea: la Corte potrebbe distinguere fra futuro e passato.
In questa ipotesi l’aumento futuro sarebbe riconosciuto a tutti gli interessati, mentre il passato e gli arretrati soltanto a coloro che hanno fatto causa. Si tratta di una soluzione ammessa anche da un autorevole ex Presidente della Corte Costituzionale, il Prof. Valerio Onida (http://www.cortecostituzionale.it/documenti/file_rivista/27391_2015_10.pdf al paragrafo n. 4).
In questo caso il costo degli arretrati sarebbe molto contenuto, si dice in circa 100/200 milioni di Euro, perfettamente sopportabili dal sistema economico anche alla luce degli impegni europei.
I pensionati a fronte di questa rinuncia agli arretrati (che sarebbero però fatti salvi per coloro che hanno fatto causa) manterebbero per il fututo il loro potere d' acquisto recuperato.



ALLEGATI: