FONDO ESUBERI


La contribuzione versata all' INPS è sbagliata.
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Pubblicato il D.M. 28 luglio 2014 n. 83486 di riforma del Fondo di Solidarietà

Finalmente pubblicato il Decreto Ministeriale 28 luglio 2014 n. 83486 di riforma del Fondo di Solidarietà
(in Gazz. Uff., 23 ottobre 2014, n. 247). Per scaricarlo in formato PDF clicca qui.
Questo Decreto finalmente recepisce in un Regolamento Ministeriale l' Accordo Sindacale del 20 dicembre 2013 fra ABI e Sindacati.
Infatti l a legge Fornero (legge n. 92 del 2012), all' art. 3, comma 47, lett. b) aveva a esplicitamente abrogato dal 1° gennaio 2014 il Decreto Ministeriale che istituiva i Fondi di Solidarietà (D.M. 27/11/1997 n. 477).
Il Decreto Ministeriale era in forte ritardo, e la stessa ABI ha formalmente denunciato l’ assurda situazione il 4 giugno 2014, in sede di audizione formale al Senato.
Il Decreto Ministeriale era necessario tra l' altro anche perchè l' Accordo 20 dicembre 2013, all' art. 10, comma 12, corregge finalmente il calcolo della contribuzione figurativa da versare all' INPS per la pensione. L' Accordo, infatti, finalmente si adegua alla legge, sia pure in ritardo (art. 40, legge 4 novembre 2010 n. 183). Per approfondire questo problema, clicca qui

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La problematica dei Fondi di Solidarietà.

1. L’istituzione dei Fondi di Solidarietà presso l’ INPS
L’ art. 38 della Cost., al 2° comma, prevede la tutela costituzionale del lavoratore contro la disoccupazione involontaria.
Normalmente a tale tutela provvedono gli interventi della cassa integrazione guadagni, dell’indennità di mobilità e dell’ indennità di disoccupazione (ordinaria o speciale).
Non tutti i lavoratori sono stati (e sono tuttora) però coperti da questa tutela ordinaria.
In particolare non lo erano i lavoratori del settore creditizio, così come anche i lavoratori di altri settori sprovvisti di “ammortizzatori sociali”.
Per porre rimedio a questa assenza di tutela ordinaria, la legge 23/12/1996 n. 662, all’ art. 28 ha previsto per i “settori di impresa sprovvisti del sistema di ammortizzatori sociali” la facoltà di istituzione di speciali Fondi di Solidarietà presso l’ INPS, aventi lo scopo di fronteggiare gli esuberi di personale, purchè autofinanziati dalle singole categorie e senza oneri a carico della collettività, neppure per i contributi figurativi.
L’ INPS si occupa solo della loro gestione, tramite un Comitato Amministratore, a composizione paritetica fra datori di lavoro e sindacati.

Per attuare la suddetta legge venne emanata un Decreto Ministeriale di carattere generale, che ha stabilito le norme di cornice per istituire i singoli fondi nei vari settori.
Tale norma generale è il D.M. 27/11/1997 n. 477, il quale stabilì il seguente meccanismo:
- gli Accordi Nazionali avrebbero negoziato il regolamento dei Fondi di Solidarietà, stabilendo l’ ammontare delle prestazioni e dei costi a carico delle parti;
- Il Ministro del Lavoro avrebbe recepito in un Decreto Ministeriale i suddetti accordi nazionali, in modo da renderli efficaci “erga omnes”;
- l’ INPS avrebbe poi gestito i nuovi Fondi di Solidarietà, in base ai singoli Decreti Ministeriali, provvedendo da un lato a riscuotere i contributi dovuti, e dall’ altro ad erogare le prestazioni (assegno ordinario e straordinario), operando anche le ritenute fiscali ed emettendo anche il relativo CUD. Tutti i costi sarebbero stati a carico delle Aziende, ed anche in misura minore a carico dei lavoratori. Addirittura l’ INPS percepisce un corrispettivo annuale per i costi di gestione del Fondo e delle posizioni dei laboratori.

I suddetti Fondi di Solidarietà non hanno comunque natura “privata”, ma sono soggetti alle leggi vigenti, soprattutto in materia di contribuzione e di calcolo della relativa pensione. Le parti quindi non possono quindi istituire dei Fondi “privati”, ma possono farlo solo presso l’ Inps, e secondo i criteri determinati dalla legge.
D’altra parte neppure la previdenza complementare può esercitarsi in forma “privata”, ma solo all’ interno del meccanismo di autorizzazione e vigilanza previsto dal Decr. Leg.vo 252/05, che prevede addirittura sanzioni penali per la abusiva istituzione di un fondo di previdenza complementare.

I Fondi di Solidarietà istituiti presso l’ INPS sono i seguenti:
- Credito e Credito Cooperativo
- Esattoriali
- Monopoli di Stato
- Poste Italiane

2. L’istituzione del Fondo di Solidarietà per il settore creditizio

Per il settore creditizio venne sottoscritto l’accordo sindacale 28/2/1998, recepito nel D.M. n. 158/2000.
Vi sono state poi alcune modifiche, consultabili cliccando qui.

3. Le prestazioni del Fondo di Solidarietà

Il Fondo di solidarietà eroga tre tipi di prestazioni (art. 5):
- l’ assegno ordinario (nell’ ipotesi di sospensione lavorativa all’ interno del rapporto);
- l’ assegno straordinario (nell’ ipotesi di esubero di personale con diritto alla pensione entro 5 anni);
- l’ assegno c.d. “emergenziale” (per i personale in esubero senza il diritto alla pensione entro 5 anni), istituito solo nel 2010.

4. L’ Assegno Straordinario erogato dal Fondo di Solidarietà

Tale assegno viene erogato ai lavoratori in esuberi che maturino il diritto alla pensione entro 5 anni dalla risoluzione del rapporto di lavoro.
L’ Assegno Straordinario non ha la natura giuridica di pensione, come è stato più volte ribadito dall’ INPS nelle sue circolari.

L’ Assegno Straordinario è così regolamentato:
- il lavoratore (dopo la risoluzione del rapporto per esubero di personale) non va subito in prepensionamento, ma percepisce un assegno di sostegno di importo pari alla pensione virtuale che avrebbe percepito entro 5 anni, calcolata sulla base della sua retribuzione pensionabile alla data di risoluzione del rapporto di lavoro e aggiungendo gli anni mancanti per la sua maturazione; l’ importo suddetto è erogato dall’ INPS, che però lo recupera dalla Banca;
- per tale periodo la Banca versa altresì all’ INPS i contributi figurativi da accreditare sulla posizione pensionistica individuale del lavoratore;
- all’ atto della maturazione della pensione, il lavoratore inizierà a ricevere dall’Inps non più l’ “assegno straordinario”, ma finalmente la vera e propria “pensione ordinaria (di vecchiaia o di anzianità ”, ricalcolata in base ai contributi figurativi versati nel frattempo dalla Banca per il periodo di permanenza nel Fondo di Solidarietà.

5. La contribuzione “correlata”
La “contribuzione correlata” viene versata dalla Banca all’ INPS, ed ha natura di contribuzione figurativa, ovvero di contribuzione versata in mancanza di prestazione lavorativa (come la maternità, il servizio militare, la Cassa Integrazione, la malattia, ecc.).

Le Banche tendono a calcolare la contribuzione correlata in modo irregolare, versandola non sull’ intera retribuzione effettiva che il lavoratore ha percepito nell’ ultimo anno lavorativo, ma sulla base della sola retribuzione tabellare (c.d. RAL, ovvero Retribuzione Annua Lorda), senza i premi individuali, il VAP, ecc.
E’ chiaro che se i contributi figurativi vengono versati dalla Banca in maniera insufficiente, l’intero calcolo della pensione del lavoratore ne risulterà compromesso, trattandosi degli ultimi anni di contribuzione, ovvero i più importanti per la pensione.
Si tratta di una problematica giuridica assai complessa, che il nostro Studio segue a livello nazionale per numerose Associazioni di pensionati ed esodati.
Di recente la legge 4 novembre 2010 n. 183, all' art. 40, ha stabilito che il calcolo della contribuzione "deve essere determinato dal datore di lavoro sulla base degli elementi retributivi ricorrenti e continuativi".
L' Accordo 20 dicembre 2013 ABI - Sindacati ha dato attuazione a tale criterio, ma solo dal 1° gennaio 2014, mentre la legge suddetta decorre retroattivamente dal 1° gennaio 2005.
L' Accordo suddetto è stato infine tardivamente recepito nel Decreto Ministeriale, ed è oggi in vigore.

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