BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE

Il blocco della perequazione nella Legge Fornero

La Legge Fornero aveva bloccato la perequazione delle pensioni per gli anni 2012/13, togliendo così ai pensionati il 5-6% della pensione, anche per il futuro.
La legge è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte con la sentenza n. 70 del 2015, ma il Governo ha aggirato la sentenza con il Decreto Legge n. 65 del 2015, che ha tolto ai pensionati i loro diritti, ordinando all' INPS di pagare poco (dal 2% all' 8%) o addirittura nulla.
Alcune migliaia di pensionati da tutta Italia si sono rivolti allo Studio Legale Iacoviello di Torino, che ha promosso un' azione collettiva per far dichiarare incostituzionale il Decreto Legge del Governo.
A seguito della cause numerosi Giudici hanno inviato gli atti alla Corte Costituzionale.





Chi è interessato

Tutti coloro che:
1. sono andati in pensione entro il 1° dicembre 2012;
2. nell' anno 2012 hanno percepito una pensione complessiva (anche sommando la pensione integrativa e quella di reversibilità) superiore ad € 1.405,05 lordi (circa € 1.129,27 netti).
In forza della sentenza della Corte ai pensionati spettano sia l' aumento mensile che gli arretrati dal 1° gennaio 2012 (con interessi e rivalutazione).
Gli importi degli aumenti e degli arretrati sono consultabili cliccando qui sotto.

E' già iniziato l' iter della nostra causa in Corte Costituzionale.

Il 20 dicembre a Roma abbiamo depositato nella Cancelleria della Corte Costituzionale il nostro Atto di Costituzione in giudizio, a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 30 novembre 2016 della nostra prima Ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale. Nei prossimi mesi verrà fissata l' udienza di discussione davanti alla Corte Costituzionale, alla quale noi parteciperemo personalmente. La nostra prima causa è la n. 243/16, e può essere consultata sul sito della Corte cliccando su questo link e inserendo il n. 243 del 2016.

La Denuncia in sede europea per la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo

Abbiamo inoltrato la Denuncia in sede Europea a nome della Federazione FAPCREDITO (la Federazione dei Pensionati delle Banche) e di numerose altre Associazioni e Sindacati di pensionati di tutta Italia che noi assistiamo.
Infatti in precedenza noi avevamo anche già ottenuto dal Tribunale di Cuneo una nuova Ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale del 18 novembre 2016, in cui viene sollevato su nostra richiesta un ulteriore profilo di incostituzionalità, ovvero la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell' Uomo (art. 6).

Le udienze fissate

Abbiamo presentato ricorsi collettivi in quasi tutti i Tribunali d' Italia.
Il calendario delle udienze è pubblicato sul nostro sito e viene da noi costantemente aggiornato.

Gli aumenti e gli arretrati

Nei nostri ricorsi collettivi abbiamo richiesto per ciascun ricorrente il pagamento degli importi indicati sul nostro sito.
Il conteggio è aggiornato al febbraio 2017.

 

 
 

La prescrizione di 5 anni

Dal 1° gennaio 2017 è iniziata a maturare (mese per mese) la prescrizione di 5 anni.
Infatti l' aumento mensile della pensione decorre dal 1° gennaio 2012, e quindi i 5 anni iniziano a maturare a partire dal 1° gennaio 2017.
Chi non ha ancora fatto nulla, ha perso già i primi due mesi di arretrati, ma è comunque ancora in tempo ad agire, sia pure avendo già subito questa iniziale perdita.
Chi non avesse ancora interrotto la prescrizione, può comunque ancora inviare all' INPS l'apposita raccomandata che può scaricare gratuitamente dal nostro sito.
Ricordiamo che la sentenza della Corte Costituzionale, anche se vale per tutti, per legge non si applicherà a chi avrà fatto scadere i suoi diritti per prescrizione (come risulta dalle sentenze pubblicate sul nostro sito (clicca qui).

 
 

Per chi non ha ancora aderito all' azione collettiva

Chi ha promosso l' azione collettiva con il nostro Studio non deve fare più nulla, e saremo noi ad informarlo periodicamente degli sviluppi.
Invece chi volesse ancora aderire all' azione collettiva, può ancora farlo compilando senza impegno il modulo di adesione sul nostro sito.
Riceverà poi una mail di riscontro gratuito con l' indicazione della sua posizione
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La documentazione necessaria per aderire

Per chi volesse concretamente aderire all’azione giudiziaria collettiva, il nostro Studio è disponibile e quindi in questo caso l' interessato dovrebbe:

A. Compilare il modulo di incarico (contenente le condizioni), scaricabile cliccando qui;

B. Firmare la procura alle liti, scaricabile cliccando qui;

C. Inviare allo Studio i documenti indicati nel modulo di incarico, ovvero:
1.
Cedolini della pensione del febbraio del 2012 (o altro mese successivo del 2012), sia INPS che dell’eventuale Fondo integrativo. (Se non disponibili allegarne uno qualsiasi del 2015, da gennaio a luglio). Il cedolino può essere scaricato dal sito dell’INPS, ed in ogni caso è possibile inviare il CUD 2015 relativo al reddito 2014.
2. Copia della raccomandata interruttiva della prescrizione all' INPS con l'avviso di spedizione e di ricevimento (scaricabili dal nostro sito);
3. Copia del proprio documento di identità;
4. Copia del proprio codice fiscale;
5. Procura alle liti rilasciata all' Avv. Iacoviello (spedire due originali).

D. Provvedere al pagamento delle spese legali: € 200 + iva e cpa (in pratica € 253,76), mediante bonifico allo Studio Legale Iacoviello alle seguenti coordinate bancarie: Avv. Michele IACOVIELLO, Cariparma, Codice IBAN: IT80 X062 3001 0220 0003 5241 866.
Volendo si può provvedere anche tramite assegno non trasferibile intestato all’ Avv. Michele Iacoviello, ma è preferibile farlo con bonifico.

I documenti dovranno essere inviati in forma cartacea mediante spedizione postale allo Studio Legale Iacoviello, via Vassalli Eandi 28, cap 10138, Torino. Va sempre esclusa la modalità telematica o tramite mail.

All’arrivo del plico postale Le daremo conferma tramite mail dell’ avvenuta ricezione.